Riprendiamo e pubblichiamo il comunicato stampa di ISDE ITALIA (Medici per l’Ambiente) che, grazie al loro operato e alle loro denunce, “è stata la prima organizzazione nazionale che si è occupata della problematica dei PFAS per la salute umana, conducendo uno studio sulla mortalità associata a PFAS nella zona contaminata che ha evidenziato un eccesso significativo di mortalità e chiedendo uno screening sulla popolazione (settembre 2013) che solo nel 2017 la regione iniziò a fare ma limitandolo alle fasce di età 14-65 anni, escludendo donne in gravidanza, neonati, bambini e anziani che sono le fasce della popolazione più sensibili agli effetti nocivi degli interferenti endocrini”.

Il 1° luglio 2021 è iniziato così il processo contro l’azienda Miteni e i 15 imputati (dirigenti ed ex manager), con l’accusa – tra l’altro – di avvelenamento delle acque e inquinamento ambientale che possono aver contribuito a scaturire diverse patologie tra cui tumori del testicolo, del rene, malattie tiroidee e diverse altre patologie cardiovascolari, ma non solo.

Segue il Comunicato Stampa di ISDE

Quindici gli imputati legati alla ex Miteni accusati di disastro ambientale innominato, avvelenamento delle acque, gestione dei rifiuti non autorizzati e inquinamento ambientale.

I PFAS sono sostanze prodotte dall’industria chimica per rendere resistenti ai grassi e all’acqua tessuti, carta e rivestimenti per contenitori di alimenti, oltre ad essere impiegate per la produzione di pellicole fotografiche, schiume antincendio, detergenti per la casa; possono essere presenti in pitture e vernici, farmaci e presidi medicali. Sono ritenute contaminanti dell’ecosistema, dato che la loro elevata resistenza termica e chimica ne impedisce qualsiasi forma di eliminazione, favorendone l’accumulo negli organismi. I PFAS potrebbero incidere sui meccanismi di coagulazione del sangue, esponendo gli abitanti delle zone inquinate a un aumento del rischio di contrarre malattie cardiovascolari, oltre a provocare un aumento di ischemie, ipertensione, malattie cardiovascolari, autismo, Alzheimer e trombi, indeboliscono le ossa e riducono la fertilità nei maschi. Nei giovani residenti nella zona rossa (quella maggiormente contaminata) è stata riscontrata la presenza di PFAS nel liquido seminale, una diminuzione degli spermatozoi e una riduzione del 10% della distanza ano-genitale, connessa con una riduzione del testosterone.

Come è ormai noto da tempo, in alcune zone della Regione Veneto è stato rilevato un importante inquinamento da PFAS nel territorio, soprattutto nelle falde acquifere delle Province di Vicenza, Padova e Verona. 

ISDE Italia, con il coordinamento scientifico del Dott. Vincenzo Cordiano, è stata la prima organizzazione nazionale che si è occupata della problematica dei PFAS per la salute umana, conducendo uno studio sulla mortalità associata a PFAS nella zona contaminata che ha evidenziato un eccesso significativo di mortalità e chiedendo uno screening sulla popolazione (settembre 2013) che solo nel 2017 la regione iniziò a fare ma limitandolo alle fasce di età 14-65 anni, escludendo donne in gravidanza, neonati, bambini e anziani che sono le fasce della popolazione più sensibili agli effetti nocivi degli interferenti endocrini.

Il Veneto non ha mai avviato uno studio epidemiologico nonostante l’avesse deliberato nel 2017 e non ha mai effettuato uno studio prospettico sull’incidenza dei tumori nelle zone contaminate. A distanza di otto anni, ancora non sono stati completati i nuovi acquedotti che dovrebbero portare acqua non contaminata nelle zone contaminate e non è mai stato effettuato uno studio prospettico e serio sulle donne in gravidanza e sui neonati; la Regione vieta che chi lo voglia possa farsi a proprie spese il dosaggio dei PFAS nel sangue. 

ISDE, è parte civile del processo che si aprirà nella giornata di domani; il 26 aprile scorso, infatti, il GIP Venditti ha rinviato a giudizio i 15 imputati, fra ex manager e dirigenti dell’ormai fallita azienda Miteni di Trissino (VI). L’accusa da cui dovranno difendersi gli imputati è di avvelenamento di acque, disastro innominato aggravato, inquinamento ambientale e bancarotta fraudolenta. Le patologie rilevate sono: tumori del testicolo e del rene, ipercolesterolemia, colite ulcerosa, malattie tiroidee, ipertensione indotta dalla gravidanza e preeclampsia, nonché varie patologie cardiovascolari quali arteriosclerosi, ischemie cerebrali e cardiache, infarto miocardico acuto e diabete.

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