Questo è il testo della newsletter Libera e Civica che dovresti aver ricevuto nella tua casella di posta oggi 20 aprile 2026. Se non sei ancora iscritto, fallo qui, grazie!
Scriviamo questa newsletter appena tornati dall’International Journalism Festival di Perugia, appuntamento al quale non possiamo mancare, facendo anche parte della community di Valigia Blu.
Per affetto e riconoscenza verso Arianna Ciccone e Chris Potter che in vent’anni hanno costruito un evento dove molti di noi, compresa la sottoscritta e il progetto investigativo e di giornalismo civico di Cittadini Reattivi, hanno debuttato, sono cresciuti e sono stati riconosciuti.
Nella stessa giornata, venerdì 17, ma la notizia era trapelata nella notte, Wired Italia è stata “chiusa”, con qualche riga di una nota ufficiale, dal CEO americano. Ho e abbiamo espresso la nostra solidarietà, insieme a tanti altri, al direttore Luca Zorloni e a tutta la redazione.
Ora, tredici anni fa, quando Cittadini Reattivi debuttò a Perugia, come progetto di giornalismo civico e innovativo, promosso dall’allora Fondazione Ahref, mai avremmo pensato a uno scenario del genere. Anche Wired Italia è stata casa, con tutte le sue direzioni, di Cittadini Reattivi e lì sono approdate tutte le nostre principali inchieste da “Il prezzo dell’amianto” a “Rifiuti d’Italia”, fino all’aggiornamento sullo stato dell’amianto in Italia nel 2022 e quello che è successo intorno all’ILVA di Taranto il 31 luglio 2025.
Tutto questo è stato possibile perchè dall’altra parte abbiamo avuto dei professionisti dell’informazione che hanno apprezzato il nostro lavoro indipendente, accurato, scientifico, insieme a quello di tanti altri giornalisti investigativi italiani. Ed è qui il punto emerso nei discorsi a Perugia. Nella giornata dello sciopero per il rinnovo del contratto giornalistico è stata chiusa una testata pregevole, completa, autorevole.
Non è un caso isolato. È il segnale di un sistema che si sta restringendo, dove gli spazi per il giornalismo indipendente diminuiscono e dove sempre più spesso chi fa inchieste lavora senza tutele adeguate, esposto a querele temerarie, pressioni, richieste di rimozione dei contenuti, precarietà economica e isolamento professionale.
In questo contesto, il lavoro che portiamo avanti con Cittadini Reattivi, e con il progetto [No] Zone di Sacrificio, assume un significato ancora più preciso. Non è solo produzione di contenuti, ma costruzione di uno spazio indipendente di informazione, basato su dati, fonti verificabili e collaborazione con i territori.
A Perugia abbiamo ritrovato una comunità europea e internazionale che si interroga sugli stessi temi: come proteggere le fonti, come sostenere economicamente il giornalismo investigativo, come evitare che il lavoro di anni venga cancellato o reso invisibile. Ma la distanza con la situazione italiana resta evidente. Per questo oggi sentiamo il bisogno di dirlo in modo chiaro.
La libertà di informazione non è un principio astratto. È qualcosa che si costruisce ogni giorno, anche grazie a chi sceglie di sostenere il lavoro indipendente.
Potete leggere e diffondere le nostre inchieste, partecipare agli incontri e alle proiezioni, sostenere economicamente, quando possibile, il lavoro che portiamo avanti e, più in generale, quello di tutto il giornalismo indipendente, e difendere il diritto all’informazione quando viene messo in discussione.
Sono azioni semplici, ma oggi fondamentali. Perché senza un pubblico consapevole e attivo, il giornalismo investigativo indipendente non può reggere-
Noi continueremo a fare la nostra parte. Ma non possiamo farlo da soli.
A presto,
Rosy Battaglia
per Cittadini Reattivi
https://nozonesacrificio.cittadinireattivi.it/
https://tarantochiama.cittadinireattivi.it
https://www.cittadinireattivi.it
PS Un grazie ancora più grande a Civitates – The European Democracy Fund, Journalismfund Europe e Otto per Mille Valdese per il sostegno a questo percorso e a tutti coloro che organizzando una proiezione, destinando il loro 5×1000, ci aiutano a restare indipendenti e liberi.
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