Che cos’è la resilienza? Che cosa vuol dire essere reattivi? Che cosa vuol dire combattere per la tutela della salute, dell’ambiente e credere nelle istituzioni, nella legge e nella sua applicazione? Da questo sito lo raccontiamo dal 2013 attraverso una mappa partecipata, inchieste, i social network e l’incontro con chi combatte per la giustizia, nei territori.

Ma da oggi con il vostro aiuto e sostegno vogliamo fare qualcosa in più. Restituire la forza e l’autenticità delle comunità resilienti attraverso due primi documentari, uno su Casale Monferrato e uno su Brescia, un e-book e un festival.

Come? Con #StorieResilienti, il nostro progetto di raccolta fondi crowdfunding, che è stato selezionato, insieme ad altri 15 progetti nazionali, da Banca Etica tra oltre 180 provenienti da tutta Italia. A partire da ora potete partecipare e sostenerci nella raccolta di 15 mila euro sulla piattaforma di crowdfunding di Produzioni dal Basso.

Le testimonianze delle comunità di Casale Monferrato e Brescia documentate in quattro anni di riprese inedite, dimostrano che c’è  chi agisce e cambia il corso delle cose, chiede alle istituzioni bonifiche, trasparenza, dati.  Produce cultura e sensibilità sull’importanza di un ambiente sano e di un futuro pulito.  Nella velocità dei media mainstream, nel bisogno di capire e nel diritto di sapere, occorre dare spazio, giustizia, fare luce su chi ha trasformato un’azienda di morte in un parco o riportato i bambini a giocare a piedi nudi su un prato.

La  lotta contro Eternit della comunità di Casale Monferrato, culminata con l’inaugurazione del parco EterNOT lo scorso 10 settembre e  un premio destinato a chi si batte contro l’amianto e quella della  provincia di Brescia, la Terra dei Fuochi del nord, dove il 10 aprile 2016, insieme ai sindaci, oltre 15 mila cittadini hanno chiesto di risanare il territorio con la storica manifestazione #BastaVeleni. E poi con la bonifica della scuola Grazia Deledda a Brescia, contaminata dai veleni della Caffaro dove i bambini dopo 10 anni, hanno potuto tornare a giocare sull’erba e non più sul cemento.

Per cosa chiediamo sostegno

La produzione di due (primi) web doc, utilizzando le riprese inedite girate in un reportage lungo quattro anni,un e-book con le principali storie raccolte in questi anni  dal progetto di crowdsourcing journalism di Cittadini Reattivi, con  le prime presentazioni pubbliche a Casale Monferrato e a Brescia.

Il progetto vede già  il patrocinio del Comune di Casale Monferrato, Afeva, il coordinamento Basta Veleni di Brescia e provincia, Legambiente Lombardia, il settore anticorruzione e cittadinanza monitorante di Libera e Gruppo Abele con Scuola Common.

… e tutto quello che raccoglieremo in più?

A partire da questa esperienza pilota, l’intenzione è quella di promuovere un modello indipendente di informazione civica e giornalistica sostenuto dal bassoin grado di produrre format diversi: dal video documentario al progetto di data journalism alle mappe partecipate di monitoraggio civico.

Per fare tutto questo siamo consapevoli del necessario rinnovamento della nostra piattaforma digitale per migliorare la relazione e la comunicazione con e per i cittadini resilienti e reattivi.  Che sia trait d’union ancora più concreto della necessità di un punto di raccolta di dati ambientali, sanitari, sociali e culturali, che funga da pungolo per le istituzioni.

In grado di sviluppare una narrazione collettiva, attraverso storymap, web-doc, approfondimenti e interviste, raccolta di documentazione e ricostruzione cronologica.

Punto di partenza per gli incontri, scuole di formazione, incontri e festival con le comunità online e offline, in collaborazione con il dipartimento di Informatica e la cattedra di Comunicazione Pubblica dell’Università di Salerno, la Scuola Common e il Master Analisi, Prevenzione, Contrasto della Criminalità Organizzata e della Corruzione dell’Università di Pisa.

L’idea

Cittadini Reattivi progetto indipendente di giornalismo civico e di inchiesta ha viaggiato in lungo e in largo per quattro anni nell’Italia contaminata dall’epoca industriale. Sono le popolazioni resilienti, nei territori dal nord al sud, che stanno facendo conto con l’impatto ambientale e sanitario di uno sviluppo economico che ha lasciato ferite profonde.

Oltre i 57 siti di interesse nazionale, i cosiddetti SIN e in molte altre zone, sono oltre 18 mila i siti contaminati in Italia da amianto, PCB, diossine, rifiuti tossici, 300 mila quelli dall’amianto. Almeno 5 milioni di persone vivono a ridosso di queste aree che hanno tuttora un grave impatto sulla salute da Casale Monferrato a Brindisi, da Brescia a Taranto, dalla Valle del Sacco alla Valle Olona.

Storie esemplari di chi vuole resistere alle ecomafie, di chi si impegna concretamente per il cambiamento. E nel bisogno di raccontare e ricordare il sapere e le lotte civili, occorre un sostegno al giornalismo civico d’inchiesta indipendente, attraverso una campagna mirata di crowdfunding.

Cittadini Reattivi ha raccolto, infatti,  in una mappa collettiva e partecipata molte di storie resilienti e testimonianze. Da questo lavoro in crowdsourcing sono nate diverse inchieste giornalistiche pubblicate sulla carta stampata e online sulle mancate bonifiche dei SIN e SIR, sull’amianto, sulla gestione dei rifiuti, sull’impatto dell’inquinamento nei bambini italiani (Donna Moderna,Wired,Nòva Il Sole24ore,La Nuova Ecologia): inchieste suffragate da dati, richieste di accesso, verifica accurata delle informazioni pubbliche rese su ambiente e salute, spesso incomplete; inchieste grazie alle quali le istituzioni sono state costrette ad intervenire.

Un lavoro di “social watch-dogs”, per garantire l’accesso alle informazioni su ambiente e salute ai cittadini, che ha avuto un riscontro pubblico di sicuro impatto sociale e ambientale, con il riconoscimento dello stesso da parte del Ministero dell’Ambiente e dell’Open Government Partnership in capo al Dipartimento della Funzione Pubblica.

Lavoro che però ha ora la necessità di restituire ai protagonisti, in forma di narrazione audiovisiva e scritta, le vicende, le storie resilienti di chi ha vinto, se non la guerra, almeno grandi battaglie. Il progetto Storie Resilientifarà eco ai risultati già ottenuti da queste inchieste ci aspettiamo che abbia un simile impatto positivo.Obiettivo è quello di mettere in rete  esperienze di partecipazione civica e resilienza, in modo da poter amplificare le buone pratiche possibili, con un sicuro impatto ambientale, sociale a tutela della salute dei cittadini, a partire dalle nuove generazioni.

La storia di Cittadini Reattivi: dall’inchiesta giornalistica alla nascita dell’associazione di promozione e innovazione sociale

Cittadini Reattivi, è un progetto di civic journalism e sito di crowdmapping su ambiente salute e legalità, che indaga sui siti inquinati in Italia e mappa le buone pratiche dei cittadini, online da maggio 2013. Presentato in anteprima alFestival Internazionale del Giornalismo di Perugia ad aprile 2013, è la realizzazione dell’inchiesta multimediale, ideata, curata e realizzata daRosy Battaglia, giornalista freelance indipendente, che ha vinto 3000 euro con il bando di Fondazione Ahref per il suo alto impatto civico e sociale, relativo al problema delle bonifiche dei siti contaminati in Italia e al mancato diritto di accesso dei cittadini alle informazioni ambientali e sanitarie.

Il team giornalistico attuale è composto da Gloria Schiavi (giornalista online e videomaker), Vincenzo Senzatela (giornalista scientifico), Federica Mazzei (diplomata al Master in Prevenzione, Analisi e Contrasto alla Criminalità Organizzata and Corruzione).

Cittadini Reattivi, nel gennaio 2015 è diventato anche associazione di promozione e innovazione sociale,con sede operativa presso la Sala Stampa Nazionale a Milano, per promuovere l’informazione, il giornalismo civico e la formazione digitale di cittadini consapevoli. Conseguenza naturale di un progetto di informazione innovativo che è diventato, nel frattempo, interlocutore per le stesse Agenzie per l’Ambiente e il Sistema Nazionale di Protezione Ambientale (vedi su ARPA Toscana) ed è entrato in contatto con il Dipartimento di Epidemiologia Clinica del CNR di Pisa (vediProgetto Gioconda), con diverse università (Summer School Organized Crime contro le ecomafie, Dipartimento Scienze Politiche Università Statale di Milano; Diritto di Accesso Civico progetto della cattedra di Comunicazione Pubblica e linguaggi istituzionali dell’Università di Salerno e il Corso di Informatica dell’Università di Salerno; il Master Analisi, Prevenzione, Contrasto della Criminalità Organizzata e della Corruzione dell’Università di Pisa).

Impegno a cavallo tra il giornalismo civico e l’attivismo che ha portato il progetto alla presenza della presidente della Camera Laura Boldrini, ad entrare nell’ Open Government Partnership Forum, è stata tra le 30 associazioni che hanno promossa la campagna FOIA4Italy che ha portato l’Italia ad avere una nuova legge sulla trasparenza e sul diritto di sapere dei cittadini.

Diverse le collaborazioni sviluppate da Cittadini Reattivi in questi anni a livello locale e nazionale, da Legambiente nazionale e Lombardia,  a Mani Tese, al coordinamento di Bicipace, Scuola Antonino Caponnetto, Rete nazionale Rifiuti zero. E last but not least Cittadini Reattivi APS parteciperà e curerà all’interno di COMMON, Scuola Nazionale di Cittadinanza Monitorante e anticorruzione di Libera e Gruppo Abele ad Avigliana dal 22 al 25 giugno 2017, la sezione dedicata alle comunità monitoranti impegnate su ambiente e salute, in collaborazione con il responsabile del settore anticorruzione delle due associazioni, Leonardo Ferrante e Massimo Brunetti di Illuminiamo la salute.