open-data-day-a-lezione-di-data-journalism-civico-con-cittadini-reattivi-oddunisa15-1-638Oggi è la giornata internazionale e italiana dedicata agli Open Data, cioè quei dati aperti che anche in Italia stentano ad arrivare, che potrebbero essere invece alla base di una migliore relazione tra istituzioni e cittadini. Diciamo pure, senza timore di smentita, che “stentano” ad arrivare perchè a fronte di centinaia di migliaia di data set rilasciati in Italia,  in campo ambientale e sanitario, quei dati che le popolazioni contaminate chiedono da decenni, non ci sono ancora e molto spesso sono informazioni che, quando vengono rilasciate, non rispondono alle caratteristiche di leggibiltà e comprensione del cittadino medio. Tanto è vero che la mancanza di informazioni è, molto spesso, alla base dei conflitti ambientali in Italia.

Urge, quindi, da una parte la responsabilità dell’Amministrazione Pubblica di rendere quei dati disponibili ed intelleggibili, così come la necessità di format che elaborino i dati grezzi e li rendano consultabili per nomenclatura, non solo per i codici così cari al linguaggio burocratico della Pubblica Amministrazione. Ed è con molto piacere che abbiamo individuato chi, dietro le quinte, lavora per questo e anche dall’interno vuole favorire il processo di trasparenza in ogni atto pubblico di questo Paese.

Già perchè nell’attesa di forti segnali come l’approvazione di un vero Freedom Information Act, ci sono realtà che si impegnano per il cambiamento. Un bell’esempio lo si è visto anche ieri con #ODDUnisa15, la giornata di formazione promossa dall’Ordine dei Giornalisti della Campania e dall’Università di Salerno, grazie alla sollecitazione di Daniela Vellutino instancabile docente del Corso di  Comunicazione pubblica e linguaggi istituzionali  e creatrice del progetto Diritto di Accesso Civico, che ha compreso da tempo come occorra far incontrare corsisti, colleghi, giornalisti, comunicatori pubblici per capire quali informazioni istituzionali devono provenire dai dataset Open Data e quali nuovi format possano nascere per nuove forme d’informazione e di comunicazione pubblica, a portata del cittadino.

Da qui il nostro intervento insieme al collega Gianluca De Martino di Dataninja su come nasce un’inchiesta di data e civic journalism. Partendo dal tema dei beni confiscati alle mafie e alla mappatura dei dati dell’Agenzia Nazionale Beni Sequestrati e Confiscati realizzata con il progetto Confiscati bene alle ormai diverse inchieste giornalistiche su bonifiche e territori contaminati scaturite dal lavoro di raccolta e mappatura sociale ed ambientale attraverso la piattaforma di Cittadini Reattivi e pubblicate su La Nuova Ecologia, Nòva Il Sole 24ore e Wired Italia finora.

Qui le slides del nostro intervento e lo storify di una bella giornata  (grazie a Mario Scapagna) che ci fa ben sperare in un movimento collettivo tra giornalisti, giuristi, comunicatori pubblici e cittadini, con nuovi mezzi e strumenti per combattere illegalità, promuovere trasparenza e produrre quel cambiamento di cui il nostro Paese ha un disperato bisogno.