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Oggi entra in vigore il nuovo decreto trasparenza, ovvero il Freedom of Information Act italiano, le  nuove norme che regolano il diritto di accedere alle informazioni, detenute dalla Pubblica Amministrazione da parte dei cittadini. Una legge non perfetta, che però sancisce, finalmente, all’articolo 5 il diritto di sapere dei cittadini italiani. Un testo modificato, ancora migliorabile, come il coordinamento di #FOIA4Italy ha ribadito, ma che ci ha portato a scalare di 43 posizioni la classifica mondiale per il diritto di accesso alle informazioni.
L’Italia resta però al 77esimo posto per la libertà di informazione e stampa, come ricorda Reporter Sans Frontiers.
Già, tra dire e il fare resta ancora molto da costruire, come le testimonianze delle tante comunità di cittadini intercettate da Brescia a Taranto, dalla Sicilia a Firenze, da Casale Monferrato ad Acerra, ci hanno ricordato e ci ricordano tutti i giorni. Anche per questo, in questi di tempi di crisi e valori pensiamo che sia utile essere resilienti.
Cittadini reattivi è in fondo un piccolo progetto di (in)formazione in direzione “ostinata e contraria”. Però siamo riusciti, con chi ci ha creduto e sostenuto, a innescare un processo di conoscenza e consapevolezza che ha coinvolto molte delle comunità reattive d’Italia.
 
A far circolare informazioni  verificate tra le varie reti, a diventare interlocutori autorevoli per cittadini, associazioni, amministratori, enti di controllo, media.
 

fireshot-screen-capture-085-chiedi-invia-e-naviga-tra-le-richieste-di-accesso-gia-effettuate-chiedi_dirittodA far aprire banche dati importanti (come quelle sulle bonifiche, sull’amianto e sui siti potenzialmente contaminati e contaminati in Lombardia) su cui bisognerebbe proseguire a monitorare, attraverso una consistente campagna di richieste di accesso (grazie alla piattaforma Chiedi aperta all’uso libero di cittadini e giornalisti). 

Così come a stimolare un processo di apertura sui dati e le informazioni che riguardano la nostra salute per esercitare appieno il nostro diritto di accesso alle informazioni, contro i #silenzidistato (e ringraziamo Ernesto Belisario e Guido Romeo per averci dedicato a proposito un capitolo del loro libro sulla lotta dal basso per la trasparenza in Italia).

A collaborare con importanti testate editoriali attraverso le nostre inchieste per fare luce sulle illegalità di Stato,  dall’ultimo lavoro sui Rifiuti d’Italia su Wired Italia, all’inchiesta premiata dal Gruppo dello Zuccherificio, L’inquinamento uccide i nostri figli”: le denunce delle mamme d’Italia su Donna Moderna.
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Ambiente come diritto umano. In Università Bicocca il 14 dicembre 2016, davanti agli allievi del Coordinamento Scuole Milanesi per la Legalità e la Cittadinanza Attiva.

A fare formazione civica in collaborazione con le Università come il Master in Analisi Prevenzione e Contrasto alla criminalità organizzata e la cattedra di Comunicazione Pubblica dell’Università di Salerno, e con l’Ordine Nazionale dei Giornalisti sulla formazione civica e per i giornalisti dedicata ai temi della tutela dell’ambiente e della salute.

 
Nonostante tutto ciò, oggi, Cittadini reattivi è un progetto che in Italia stenta a vivere, non lo nascondiamo, ma che in ogni caso ha un grande capitale umano di conoscenza, relazioni e visioni che è a disposizione di tutti.
 
Che ci ha visto partecipare a piccole e grandi battaglie da #Foia4Italy all’Open Govenment Partnership Forum alla Scuola di Cittadinanza monitorante ad Avigliana. Tutte iniziative che agiscono sui processi necessari per far “aprire gli occhi” a tutti noi e smettere di ignorare l’illegalità che ci circonda. Quella che ci fa pagare un prezzo altissimo, l’ipoteca sul nostro futuro e quello dei nostri figli.
 
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Sentieri Etici a La Spezia, 25 settembre 2016 con Illuminiamo la salute.

Anche per questo nonostante tutto, andiamo avanti, con tanti progetti nuovi, come quello che ci vede collaborare con Illuminiamo la salute, Gruppo Abele, Coripe e che ci vede entrare, come associazione, nella grande famiglia di Libera Associazioni, nomi e numeri contro le mafie, sulla scia di quelle tre parole “ambiente, salute e legalità“, certi che ognuno di noi può fare qualcosa per cambiare ma che, ricordando le parole di Giovanni Falcone, bisogna rimboccarsi le maniche.  Così come entrare nella rete nazionale di Cild, la Coalizione Italiana per la libertà e i diritti civili.

 
Anche per questo vi chiediamo di sostenerci, per poter mantenere attiva la nostra piccola redazione, attiva sui social, attraverso questo blog e la newslettwer, così come a proseguire le attività di formazione con i cittadini.
La copertina della nostra inchiesta su Wired

La copertina della nostra inchiesta su Wired

Così come di partecipare attivamente alle nostre inchieste e alla mappatura civica per l’Italia che vuole il cambiamento.

L’informazione non è un lusso, è un diritto e bene prezioso che va preservato. Donate e sosteneteci qui!
Buone feste da tutti noi.