riciclozeroInceneritori, salute, ambiente, gestione (in)sostenibile dei rifiuti in Italia.  Il recente schema di decreto della Presidenza del Consiglio, sottoposto alla Conferenza Stato-Regioni, norma contenuta nell’articolo 35 del D.L. 133/2014 detto “Sblocca Italia”,  con l’annuncio della necessità della costruzione di 12 nuovi inceneritori (oltre i 42 inceneritori già esistenti e funzionanti, i sei autorizzati e non in esercizio come potere vedere nella mappa realizzata da Riccardo Saporiti per Cittadini Reattivi) ha riportato l’Italia indietro di almeno vent’anni, riaccendendo il conflitto ambientale già particolarmente duro, nel nostro Paese.

Contestato dai sindaci dei Comuni Virtuosi, da molte regioni italiane, oltre che da cittadini, comitati e associazioni ambientaliste  come nella ricostruzione che ritrovate nell’inchiesta Chi perde o chi vince con decreto pro inceneritori,  pubblicata su Wired e rieditata in queste pagine, il decreto attuativo in questo momento è congelato. Lo stesso Ministro dell’Ambiente, Gianluca Galletti ha poi “ritirato” la proposta, dichiarando che “nessuno ha detto che dobbiamo costruire 12 inceneritori”  ma è chiaro che manca, in Italia, una vera politica moderna, concreta e condivisa con le popolazioni, per una gestione sostenibile dei quasi sette milioni di tonnellate di rifiuti urbani e speciali ogni anno.

E ancora una volta, le segnalazioni che arrivano dai territori, su questa piattaforma, sui nostri canali social e nella nostra casella di posta elettronica, ci raccontano una realtà diversa. C’è chi ha reagito e reagisce ogni giorno all’illegalità, alle inchieste giudiziare archiviate, al traffico illecito di rifiuti. Alla contaminazione dei territori, alla mancanza di indagini epidemiologiche, (ricordiamo fra tutti il caso dell’inceneritore di Vercelli, ora spento. Lo studio pubblicato che vedete riprodotto, grazie a Vittorio Pasteris di Quotidiano Piemontese, è costato la rimozione del responsabile ARPA che ha curato l’indagine), alla mancanza di trasparenza su ciò che entra all’incenerimento e su cosa esce dai camini, sia di impianti obsoleti, (come ACCAM di Busto Arsizio o gli inceneritori di Colleferro), sia di quelli più moderni (come quello di Brescia) dove sono coloro che devono essere controllati, fanno da controllori. Fatti a suo tempo già in parte documentati nella Relazione della Commissione di Inchiesta Parlamentare sulla Lombardia, la regione con il maggior numero di inceneritori, su cui abbiamo basato parte del lavoro della nostra prima inchiesta L’Italia è un Paese da Bonificare. E che sono oggetto di attività anche per la nuova Commissione di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali.

Eppure, anzi proprio per questo c’è un’Italia che dal basso premia e promuove i Comuni Ricicloni, un movimento popolare che sostiene l’adozione della Legge Rifiuti Zero e ZeroWaste Che è densa di buone pratiche da diffondere e condividere. Di industrie impegnate in una filiera del riciclo e del riuso. Di medici e ricercatori che ricordano alle istituzioni come tutti gli interventi umani che mettono in discussione salute e ambiente, come gli inceneritori, dovrebbero sottostare alla procedura di VIS (Valutazioni di Impatto Sanitario). Dal Position Paper di ISDE – Medici per l’Ambiente e all’ebook pubblicato da ARPA Emilia Romagna La VIS in Italia. Valutazione e partecipazione nelle decisioni su ambiente e salute.

Con l’inchiesta #riciclozero vogliamo realizzare un dossier e un progetto multimediale che utilizzando gli strumenti del civic journalism, del data journalism e del reportage, che ci porti a documentare, con il vostro contributo, cosa è successo in questi anni e quali potrebbero essere i percorsi per arrivare ad un Bel Paese a #rifiutizero. Lo facciamo alla luce del sole e nel modo più trasparente possibile, come i colleghi dell’altra parte dell’oceano ci insegnano, perchè crediamo fermamente in un giornalismo d’inchiesta nell’interesse pubblico inclusivo e partecipato.

E’ questo il metodo che vogliamo portare avanti grazie al vostro aiuto e sostegno per garantire l’indipendenza e l’imparzialità dell’inchiesta. Lanceremo una campagna di crowdfunding  per realizzare il portale multimediale dedicato e l’ebook dove raccoglieremo, verificheremo e ricostruiremo le vostre storie a #riciclozero dall’Italia che brucia e dall’Italia che si impegna per un Paese a #rifiutizero.

Attendiamo le vostre segnalazioni (anche in modalità totalmente anonima e sicura attraverso la pagina dedicata) sia sulla nostra piattaforma di crowdmapping registrandovi al sito, su Twitter usando l’hashatag #riciclozero e #rifiutizero, su Facebook (pagina e gruppo), Google+, Instagram e Youtube, e nella casella di posta elettronica cittadinireattivi[@]gmail.com.

#riciclozero la mappa dell’Italia che brucia è un’inchiesta civica partecipata realizzata a partire da un’idea di Rosy Battaglia in collaborazione con i data journalists Riccardo Saporiti e Mara Cinquepalmi, l’art director Antonella Carnicelli, tra i fondatori dell’associazione di promozione sociale Cittadini Reattivi e Federica Mazzei, tirocinante proveniente dal Master in Analisi, prevenzione e contrasto della criminalità organizzata e della corruzione dell’Università di Pisa.

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