Domenica 22 maggio siamo stati a Taranto per documentare la manifestazione “Stop al sacrificio di Taranto” promossa dal Comitato Cittadino per la Salute e l’Ambiente a Taranto, all’indomani dell’ennesima condanna ricevuta dallo Stato Italiano dalla Corte europea per i diritti umani a causa delle emissioni dell’Ilva, responsabili di mettere a rischio la salute dei cittadini.



Una manifestazione toccante, con i bambini in prima fila e i genitori dei tanti figli di Taranto che non sono più a testimoniare anni di sofferenza, contro le polveri velenose emesse dal polo industriale. Come ha ricordato il dott. Valerio Cecinati, responsabile del reparto di oncologia pediatrica dell’Ospedale SS. Annunziata, un giovane su tre a Taranto si ammala di cancro per cause ambientali. E come ci ricordato il prof. Alessandro Marescotti c’è una linea rossa in costante aumento dei grafici epidemiologici: quella dell’eccesso di mortalità degli abitanti di Taranto da zero ai 64 anni nel periodo tra il 2011 e il 2019, rispetto al resto della popolazione pugliese. 



La domanda che ci siamo fatti e che ritroverete nel trailer del nostro prossimo documentario-inchiesta e alla quale vogliamo rispondere, insieme a voi è: ma cosa è davvero sostenibile per la vita umana? Nel farlo abbiamo toccato con mano, accarezzando quei volti, quella sofferenza, ma anche ascoltato le parole di profonda dignità di chi ha perso ciò che è più caro, continuando a lottare e non rassegnandosi ad essere vittima sacrificale del profitto industriale

Ecco, proprio da quel palco e girando per la città dei due mari abbiamo ascoltato e visto le prime vere risposte. Quelle di ragazze e ragazzi, donne e uomini che hanno deciso di restare e lottare insieme per un ambiente migliore. Per creare posti di lavoro dall’accoglienza e dalla cultura. Dal turismo sostenibile e ambientale che verrà e che c’è già. Alla riscoperta della storia ricchissima della capitale della Magna Grecia. 

Non una domanda retorica, quindi. Non nei giorni di guerra, non nei primi giorni di libertà vigilata dopo due anni di pandemia. Non nel momento in cui sembra che la storia dell’umanità stia tornando indietro di decenni. Con una primavera torrida che ci ricorda come, oramai, non possiamo più contrastare i cambiamenti climatici ma solo adattarci il più velocemente possibile, con comportamenti appropriati. 

Torneremo presto a parlare della nostra prossima e terza storia resiliente. Intanto però vi invitiamo a tenervi liberi il 19 giugno. Dopo due anni ritorna Bicipace, la più importante manifestazione in bicicletta della Lombardia, giunta alla 38esima edizione, ma attuale come non mai. Prepariamo le bici e domandiamoci, insieme, ancora una volta: cosa è davvero sostenibile per la vita umana?  


Rosy Battaglia
Presidente CIttadini Reattivi APS

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