5 per mille cittadini reattivi

Abbiamo bisogno di speranze, di buone storie, di coraggio. Ma abbiamo anche bisogno di riposo, di riordinare le idee e comprendere come poter riorganizzarci al meglio. Abbiamo bisogno di capire quanto possiamo essere utili a noi, a chi ci segue e ci ha sostenuto finora.

Ci rendiamo conto che in questo momento, nella maggiore crisi ambientale, sanitaria ed economica del dopoguerra occorrono davvero tante energie. Perché i problemi che c’erano prima della pandemia, non si sono dissolti. Pensiamo solo alle vertenze ambientali e sociali più importanti d’Italia. Ciò che sta succedendo in Lombardia sulla sanità, a Taranto, a Brescia, a Casale Monferrato, in val di Susa, nel Veneto dove sono in atto processi giudiziari e inchieste della magistratura, conflitti ambientali e sociali fortissimi ci riguardano tutti. Vertenze che richiederebbero aggiornamenti giornalieri e di essere seguiti con attenzione e cura.

A nostro modesto avviso è anche attraverso la loro evoluzione e risoluzione che capiremo se il nostro Paese vuole davvero scegliere la strada della sostenibilità e della giustizia sociale e ambientale, così come ci ricorda Papa Francesco. Ed è per questo che finora, nel nostro piccolo ci siamo impegnati a seguirli e a documentarli.

Ma, c’è un ma. 

Nelle scorse settimane come associazione Cittadini Reattivi APS abbiamo approvato il nostro bilancio consuntivo e quello preventivo per il 2021. Li trovate in questa pagina. Come potrete leggere, pur essendo orgogliosi di quanto abbiamo fatto finora, documentando e dando voce alle lotte, le vicende e i conflitti civici più importanti in Italia su ambiente, sanità, siti contaminati e inquinamento; attivando le nostre scuole civiche CIVIC INN e ReattiviX sulla cittadinanza reattiva, il diritto di sapere e il whistleblowing, insieme ai maggiori esperti in Italia, le nostre risorse economiche e fisiche non sono, ahimè, aumentate. 

Tutto quello che abbiamo realizzato nel 2020 e fino ad oggi è stato possibile grazie alle donazioni (e ringraziamo di cuore ancora una volta chi ci ha sostenuto e continua a sostenerci) ma soprattutto al riconoscimento di due grant europei che abbiamo ricevuto dall’European Journalism Center (per 10 mila euro) e dal Digital Whistleblowing Fund (3 mila euro). Risorse che sono state interamente investite nella nostra attività di (in)formazione civica. Due riconoscimenti importantissimi, che ci incoraggiano a proseguire nel nostro progetto e impegno a livello nazionale e europeo.

Dall’altra parte, però, a differenza de “La rivincita di Casale Monferrato” che aveva girato in oltre 30 date tutta Italia, la nostra seconda produzione “Io non faccio finta di niente”, documentario-inchiesta attualissimo su ciò che sta succedendo a Brescia e intorno ai siti contaminati in tutta la penisola, non ha potuto, causa pandemia, essere presentato al Festival del Giornalismo Ambientale e dopo la prima nazionale online, raggiungere le comunità. 

Tutto ciò non ci ha permesso di recuperare almeno una parte delle spese che abbiamo dovuto sostenere per tenere aperte le riprese per più di un anno e documentare con precisione ciò che stava accadendo intorno ad uno dei siti più contaminati d’Italia.  Sempre a oggi, due richieste di finanziamento a fondazioni italiane ed europee che avevamo avviato, non sono andate, ahimè, a buon fine.

E ora? Abbiamo bisogno di raccogliere le forze e concentrarci su come investire quelle che ci rimangono che come sapete, ad oggi, sono sempre state praticamente volontarie. Torneremo presto con le nostre proposte di formazione per le scuole, le comunità, i docenti (che sono già e sempre disponibili, scriveteci su cittadinireattivi[@]gmail.com). Contiamo di iniziare e riprendere la distribuzione dei documentari, pandemia permettendo e la scrittura degli e-book. E vorremmo riprendere le nostre inchieste civche e partecipate che ricordiamo, ahimè, sono costose. Non a caso i maggiori media italiani, anche i più recenti, le finanziano a loro volta attraverso il crowdfunding. 

Quindi ci fermiamo per capire che direzione prendere e renderci “più sostenibili”. E oltre che a interrogarci come associazione, vi chiederemo aiuto. Per domandarvi in modo trasparente e partecipato, come sempre, quanto è stato utile Cittadini Reattivi in questi anni e quanto vorreste che continui a fare informazione e formazione civica e indipendente, al servizio dei cittadini, delle comunità, di chi si batte per la tutela della salute, dell’ambiente e della legalità. Come watchdog del potere e delle istituzioni. Intanto scriveteci, con le vostre proposte, idee, critiche. Ora siamo noi che abbiamo bisogno di sentirvi vicino. 

Torniamo presto. Intanto buona estate 

Rosy Battaglia 
presidente di Cittadini Reattivi APS 

5 per mille cittadini reattivi

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