Come molti lettori e comunità che ci seguono avranno notato abbiamo ripristinato la pagina del nostro sito destinata ad accogliere le segnalazioni anonime. Per la sua riattivazione dobbiamo ancora una volta ringraziare il Digital Whistleblower Fund che a settembre 2020 ci ha riconosciuti come progetto di giornalismo civico e d’inchiesta meritevole di ricevere anche un sostegno economico.

Con noi sono stati selezionati altri quattro progetti di informazione civica e giornalismo d’inchiesta italiani e europei tra cui Exctinction Rebellion e La Via Libera. La piattaforma è realizzata con il software Globaleaks, grazie al supporto del Digital Whistleblowing Fund con i contributi di Open Society Initiative for Europe (OSIFE) and Renewable Freedom Foundation (RFF).

Cosa fa Cittadini Reattivi e cosa potete segnalare

Cittadini Reattivi APS si occupa di tutela dell’ambiente, di trasparenza, di diritto di accesso alle informazioni e di rispetto della legalità. Non siamo un’istituzione, non siamo (ancora) una testata giornalistica anche se tra di noi ci sono giornalisti professionisti. Siamo un’associazione di promozione sociale che produce formazione civica e inchieste finanziate esclusivamente dai cittadini, e documenta l’attività di resilienza delle comunità che si battono per la giustizia ambientale e il diritto alla salute.

Cittadini Reattivi ha realizzato negli anni, a partire dalle segnalazioni dei cittadini nel 2015, inchieste partecipate su temi come amianto, rifiuti, siti contaminati. In questo periodo particolarmente difficile, innescato dalla pandemia da covid-19, pensiamo sia necessario utilizzare tutti gli strumenti a nostra disposizione per cercare di garantire il rispetto non solo della legge, ma anche del diritto dei cittadini alla salute e a vivere in un ambiente salubre. Anche per questo la nostra associazione è nell’Open Government Partnership Forum e svolge azione di monitoraggio civico a livello nazionale sulla trasparenza della Pubblica Amministrazione. Già nel 2015 aveva aperto un proprio canale per le segnalazioni anonime, grazie alla collaborazione con Hermes Center for Transparency and Digital Human Rights.

Perché e a cosa serve fare una segnalazione anonima su Cittadini Reattivi?

Ma perché e a cosa serve fare, quindi, una segnalazione anonima in Italia? Perché farla (o non farla) attraverso il nostro portale? Intanto una segnalazione anonima potrebbe rendersi necessaria quando il fatto che viene denunciato può mettere in pericolo la persona che ne è a conoscenza, per minacce o ritorsioni o altro.

In generale è consigliata a “coloro che vengono a conoscenza di possibili illeciti e vogliono conoscere i propri diritti e le opzioni disponibili“, come dicono bene i colleghi di Transparency Italia. Come associazione non possiamo fare altro che dialogare in modo anonimo e sicuro e aiutare chi segnala nel percorso che sarà libero di scegliere, guidandolo verso i canali di denuncia più appropriati previsti dalla legge o no, come spieghiamo di seguito.

L’utilizzo della piattaforma può essere utile per recapitare in sicurezza comunicazioni che non potremmo ricevere in altro modo. Specie in piena pandemia.

I nostri campi di azione sono, specificatamente

Ambiente:
illegalità su smaltimenti rifiuti, amianto, aree contaminate, emissioni, sversamenti su terreni e acque pubbliche.

Salute e Sanità: mancata trasparenza su appalti, incarichi, materiali sanitari difettosi.

Legalità nella Pubblica Amministrazione: difficoltà di accedere alle informazioni pubbliche, minacce o ritorsioni.

Questi sono i campi di interesse pubblico in cui possiamo accogliere le segnalazioni grazie alle quali, una volta verificate da parte nostra, possiamo intraprendere diverse strade come affiancare il segnalante alla denuncia agli enti preposti o lo sviluppo di un’inchiesta giornalistica, nella garanzia dell’anonimato.

Non ci possiamo e vogliamo sostituire alla magistratura o alle istituzioni preposte.

Quando non serve fare una segnalazione anonima

Quali sono i diritti e i doveri di un cittadino e chi è il whistleblower ovvero “colui che suona il fischetto”? Chi segnala in modo anonimo un atto illecito temendo ritorsioni per la propria incolumità fisica, lavorativa e familiare è un whistleblower e ha diritto ad essere tutelato per legge. A maggior ragione è fondamentale il ruolo dei cittadini, in qualsiasi ambito pubblico per combattere l’illegalità, la corruzione, il malaffare. A volte, sappiamo bene, non sappiamo a chi rivolgerci. Oppure, come abbiamo verificato sempre più spesso, abbiamo sviluppato una certo timore nella richiesta dei nostri diritti, specie in rapporto con la Pubblica Amministrazione.

Intanto, non serve fare una segnalazione anonima quando possiamo e dobbiamo esercitare il nostro diritto di sapere, di conoscere. O quando non sappiamo semplicemente a chi rivolgerci. Ci sono moltissimi strumenti per accedere alle informazioni di interesse pubblico detenute o prodotte dalla pubblica amministrazione, a partire dal diritto di accesso civico e al Freedom Information Act. Anche per questo, come già presentato in anteprima durante CIVIC INN, la nostra Scuola di Cittadinanza Reattiva, proseguiremo a formare i cittadini e tutti coloro che vorranno comprendere meglio come tutelarsi, come denunciare un’ingiustizia o un’azione illegale. E farlo sia in modalità palese, sia in modalità anonima.

Quali sono le norme che regolano l’attività di whistleblowing in Italia e in Europa

La tutela del diritto all’anonimato del whistleblower è un tema che coinvolge tanto il settore pubblico quanto quello privato ed è soggetta alla legge nazionale e internazionale. Il Parlamento europeo e il Consiglio hanno approvato la direttiva n. 2019/1937 sulla “Protezione delle persone che denunciano violazioni delle norme UE”. L’Italia e gli altri Paesi membri dell’Unione europea dovranno recepire la Direttiva sul sistema di whistleblowing entro due anni dall’entrata in vigore della stessa, integrando la disciplina dettata nei rispettivi ordinamenti domestici. Norma che risconosce anche il whistleblowing quale esercizio del diritto di espressione e fenomeno vitale per il giornalismo investigativo.

Nel nostro Paese, ricordiamo, esiste già una norma anticorruzione rivolta ai dipendenti pubblici con la legge 179 del 30 novembre 2017 che tutela chi segnala, all’Autorità nazionale anticorruzione (Anac) o all’autorità giudiziaria, gli illeciti di cui era venuto a conoscenza grazie al rapporto di lavoro sia nel settore pubblico che in quello privato (anche se tra i due ambiti ci sono delle differenze proprio sulla differenza di tutela del segnalante). Il recepimento della direttiva europea non sarà indolore, come segnala la dott.ssa Nicoletta Parisi di Anac, in un suo intervento che riportiamo, ricordando che il diritto di segnalare un comportamento o un atto illecito ed essere tutelati è un diritto umano fondamentale:

“Poiché lo scopo è la tutela di un diritto fondamentale, l’ordinamento nazionale deve accordare maggior libertà di scelta del canale tramite il quale segnalare, accettando anche che le segnalazioni possano emergere dalla stampa o da altri media e dunque, in definitiva, accordando lo status di whistleblower anche a chi segnali informando un giornalista e non soltanto tramite i canali istituzionali dedicati”

Ne riparlemo presto.

Rosy Battaglia

Giornalista professionista e presidente di Cittadini Reattivi APS

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