Ventuno sistemi sanitari regionali non fanno un vero sistema sanitario nazionale. E mai come la pandemia da Sars-Cov-2 ce lo ha fatto comprendere. A partire dalla Lombardia che, considerata fiore all’occhiello del Sistema Sanitario Nazionale, è la regione che più ha subito l’emergenza Covid in Italia e nel mondo. Tra errori e inadeguatezza, si sono rivelate tutte le difficoltà, le lacune e le criticità di un sistema che ha perseguito negli anni la strada della privatizzazione. E che abbiamo nel nostro piccolo documentato negli scorsi mesi.

Mentre scriviamo è in atto la più grande campagna vaccinale mondiale della storia. L’Italia ha recuperato il tempo perso, ma contemporaneamente stanno emergendo discrepanze e ritardi, ancora una volta, tra le varie gestioni sanitarie regionali. Con una regione come la Lombardia, ancora fanalino di coda.

https://www.cittadinireattivi.it/2021/02/04/liberaecivica-salute-agnoletto-mori-cittadinanzattiva/

Inoltre anche un altro tema importantissimo tema è rimasto sul fondo. L’accesso alle cure e il diritto al vaccino che deve essere universale. Anche per questo ci pare particolarmente importante la campagna europea “No profit on pandemic” lanciata da Vittorio Agnoletto, medico e professore all’Università degli Studi di Milano e autore del libro-inchiesta “Senza Respiro”, oltre che da diverse associazioni, per rendere disponibili i vaccini e le cure farmacologiche per tutti, superando innanzitutto le limitazioni sui brevetti e la proprietà intellettuale. In un’intervista al Sole 24 Ore spiega come è nata l’iniziativa e la sua utilità, in un periodo difficile come quello che stiamo vivendo. 


Un’iniziativa appoggiata da oltre 40 realtà tra sindacati e associazioni con lo scopo, tra gli altri, di ampliare le possibilità produttiva, diminuendo le problematiche sorte ultimamente per la produzione e le forniture che hanno visto coinvolte le maggiori aziende produttrici di vaccini e che, come conseguenza, ha rallentato le tempistiche per la vaccinazione della popolazione. Inoltre, i profitti per le maggiori aziende sarebbero minori, evitando speculazioni e malaffare.


Infatti, Agnoletto dichiara che: “in pratica, chiediamo tre cose alla Commissione europea: la prima è che i Paesi possano utilizzare le licenze obbligatorie senza che la Commissione possa bloccarle, come ha fatto in passato. La seconda è che l’Unione europea appoggi la proposta di Sudafrica e India per una immediata moratoria sui brevetti. Il terzo punto, che dovrebbe essere una cosa assolutamente logica, ma purtroppo non è stato così, è che la Commissione europea rimetta in discussione gli accordi con le multinazionali partendo dal presupposto che se un farmaco è stato prodotto anche grazie ai soldi pubblici, il farmaco o vaccino abbia un brevetto pubblico. Non si capisce infatti perché l’Unione europea debba avere investito nel favorire la ricerca delle aziende, quando poi i brevetti rimangono solo nelle mani delle aziende stesse.”

E’ interessante, poi, scoprire come anche la cittadinanza si stia attivando in questa direzione: domani 12 febbraio, in occasione della Giornata di mobilitazione nazionale, a Roma e a Bologna ci saranno due diversi sit-in di protesta: il primo davanti all’Agenzia Italiana del Farmaco e, l’altro, davanti alla Regione. Oltre a protestare per l’inadeguatezza della situazione dei vaccini, si chiederà di fermare la speculazione sui vaccini.


Fra poche ore, sulla pagina Facebook di Cittadini Reattivi ne parleremo con lo stesso Vittorio Agnoletto e con Isabella Mori di Cittadinanzattiva che ha seguito, come responsabile e nazionale per le politiche di trasparenza e del servizio di tutela i ritardi e le inefficienze dei vari sistemi sanitari regionali, offrendo supporto con il proprio sportello ai cittadini.


Un altro appuntamento di #LiberaeCivica da non perdere.

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