“Dopo la violenza, su questa terra, c’è bisogno di rispetto”. Sono le parole di uno dei protagonisti de La Terra dei Fuochi, l’inchiesta televisiva di Luca Cambi e Domenico Iannaccone, tratta da I dieci comandamenti di Rai3 che parteciperà al Premio Ilaria Alpi a Riccione dal 4 al 8 settembre 2013.

Partiamo da queste parole, in cui ci riconosciamo profondamente, per invitarvi a soffermarvi su un evento giornalistico, nato in memoria della giornalista e del cine operatore RAI Miran Hrovatin, uccisi a Mogadiscio nel 1994,  che vede una sezione apposita,  il Premio Coop Ambiente, dedicata alle inchieste televisive su tematiche ambientali, così importanti per fare informazione su argomenti che ci riguardano da vicino ignorati, però, da gran parte del sistema informativo mainstream, come giustamente ha ricordato Matteo Pascoletti nei giorni scorsi su Valigia Blu.

Ed è proprio da questa sezione, rappresentativa a nostro avviso del giornalismo d’inchiesta necessario più che mai nel nostro Paese, che tra gli altri video in concorso segnaliamo Pedemontana, uscita Seveso, l’inchiesta di Marco Tagliabue per RSI Svizzera sulla devastazione della Pedemontana Lombarda, che oltre distruggere uno dei pochi corridoi ecologici della regione, rischia di andare ad intaccare le diossine ancora sepolte a Seveso,come già avevamo denunciato in occasione dell’anniversario del disastro dell’ICMESA lo scorso 10 luglio. E Lavoro sporco, l’inchiesta drammatica di Presa Diretta sull’Ilva a Taranto.

La devastazione dell‘ambiente, la compromissione della salute di milioni di persone, il mancato rispetto della legalità si intrecciano drammaticamente, da nord a sud, delineando un quadro desolante che può gettare nello sconforto, ma alla quale ognuno di noi può e deve reagire con i propri mezzi, da cittadino o da operatore dell’informazione. Così come nel nostro piccolo stiamo documentando da questo sito.

Lo ricorda Mariangela Gritta Grainer, presidente dell’associazione Ilaria Alpi, “dopo quasi 20 anni da quella tragica esecuzione, dobbiamo riconoscere con tristezza profonda che hanno vinto ‘loro’ fino ad ora, ‘loro’ che non amano né la verità né la giustizia. Sappiamo quasi tutto su quel che è successo, il perché, forse anche da chi era composto il commando ma ancora non sappiamo chi ha ordinato l’esecuzione e chi ha coperto esecutori e mandanti“.  Eppure noi che, come Giorgio e Luciana, amiamo verità e giustizia non ci arrendiamo, anzi rilanciamo, con questa 19ª edizione del Premio, il nostro impegno che continuerà a crescere fino a che ‘loro’ perderanno”.