Care e cari,

dopo mesi di corse, inchieste, video, podcast, webinar, incontri pubblici e pezzi co-prodotti con le comunità, si è conclusa la fase sostenuta da Journalismfund Europe del progetto d’inchiesta [No] Zone di Sacrificio, all’interno del programma europeo  Pluralistic Media for Democracy.

Non si chiude però il percorso.

Le inchieste continueranno, anche se non con i ritmi intensi degli ultimi mesi. Le storie raccolte, le video-inchieste, i web-doc, i podcast e gli articoli prodotti restano a disposizione dei territori, delle scuole, delle università, delle assemblee e delle comunità che vogliono usarli come strumenti di discussione civica. 

Lo diciamo con gratitudine, ma anche con onestà: è stato un lavoro bellissimo, necessario e faticoso. Ora stiamo chiudendo la rendicontazione, riordinando materiali, contatti, richieste e nuove possibilità.

Abbiamo bisogno di rallentare un attimo. Non per fermarci. Per continuare meglio.

Le inchieste devono tornare nei territori

In questi mesi abbiamo attraversato Taranto, Brescia, Falconara Marittima, Casale Monferrato, la Valle del Sacco, la Terra dei Fuochi, Salerno e le Fonderie Pisano, Bologna e le ex OGR, Torviscosa e la Val di Susa.

Non siamo riusciti ad arrivare ovunque come avremmo voluto. Alcune storie restano aperte, altre chiedono più tempo, più ascolto, più verifiche. Torneremo nei territori dove siamo già stati e andremo dove saremo chiamati, costruendo insieme nuovi momenti di confronto pubblico.

Lo abbiamo visto nei giorni scorsi, a Roma con Extinction Rebellion e a Torino con Fridays for Future: le video-inchieste e i documentari possono tornare nei territori, nelle scuole, nelle università, nelle assemblee, nei luoghi in cui si chiede di capire, discutere, partecipare.

In un anno, Taranto Chiama ha superato le venti presentazioni pubbliche tra cinema, festival, università, spazi civici, assemblee e Parlamento europeo. È la conferma che un documentario-inchiesta può diventare uno strumento di confronto, non solo un’opera da vedere.

In un tempo dove il dissenso viene ristretto

A Roma, mentre portavamo Taranto Chiama dentro #PrimaVeraCostituzione, alcune azioni pubbliche di Extinction Rebellion sono state fermate dalle forze dell’ordine e attiviste e attivisti sono stati trattenuti per ore. Anche un giornalista presente per documentare un’azione pacifica ha denunciato di essere stato ostacolato mentre scattava fotografie.

È un fatto che ci riguarda da vicino: perché il diritto di manifestare dissenso e il diritto di raccontarlo sono parte della stessa tenuta democratica.

Il nuovo Decreto sicurezza si inserisce in un clima in cui protesta, conflitto sociale e informazione appaiono sempre più esposti a restrizioni. Per chi si occupa di ambiente, salute e giustizia sociale, il diritto di sapere, di riunirsi, di manifestare e di chiedere conto alle istituzioni non è un accessorio della democrazia. È la democrazia.

Grazie a chi ci apre spazi

Grazie alle reti, ai movimenti, alle scuole, alle università, alle realtà civiche, territoriali e istituzionali che ci hanno ospitato e che ci ospiteranno nei prossimi mesi.

Grazie a chi ha portato Taranto Chiama e [No] Zone di Sacrificio dentro assemblee, festival, percorsi formativi e momenti pubblici. Grazie a chi ci sta chiedendo di tornare nei territori, come a Legnano, e a chi ci accoglierà nelle scuole, a partire dal Liceo Paolo Giovio di Como con il percorso EcoCivica.

È così che il lavoro continua: quando le storie non restano ferme online, ma diventano strumenti di confronto, memoria, partecipazione e azione collettiva.

Sostenerci, ora

Nei prossimi mesi programmeremo nuove tappe e nuove attività grazie al sostegno di Civitates – The European Democracy Fund e dell’Otto per Mille della Chiesa Valdese, che sostiene la nostra scuola di cittadinanza scientifica EcoCivica.

Ma l’impegno di Cittadini Reattivi ha bisogno anche della comunità che in questi anni lo ha seguito, condiviso e reso possibile. Potete sostenerci con una donazione, invitandoci nei territori, facendo circolare le nostre inchieste e destinando il 5×1000 a Cittadini Reattivi APS ETS.

Il nostro codice fiscale è: 97710690153

Ora rallentiamo. Riordiniamo. Riprendiamo fiato. E poi continuiamo.

Cittadini Reattivi  ETS

No Zone di Sacrificio

Taranto Chiama

Cittadini Reattivi

 

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