Il 27 marzo del 1992 l’amianto veniva messo al bando nel nostro paese con la legge 257. A 30 anni di distanza però i suoi effetti a lungo termine sulla salute continuano a farsi sentire con migliaia di morti per mesotelioma. Inoltre le bonifiche procedono a rilento ed è un pericolo ancora presente nelle nostre città e nei nostri territori.

L’ISS ha fornito dei dati che mostrano come l’amianto abbia ancora degli effetti molto gravi:sono circa 4.400 l’anno i decessi per amianto solo nel periodo 2010-2016 di cui 3.860 uomini e 550 donne; di questi 2.830 per tumore polmonare, 1.515 per mesotelioma maligno, 58 per asbestosi, 16 per tumore ovarico; sono 500 i decessi prima dei 50 anni nel periodo 2003-2016, verosimilmente persone esposte all’amianto da bambini perché in zone contaminate o a causa dell’attività lavorativa dei genitori. 

Parte di queste vittime però non è dovuta solo all’esposizione di decenni fa perché tuttora sul nostro territorio è presente una quantità enorme di amianto. E non si parla solo di discariche e depositi più o meno illegali, ma anche di amianto ancora presente in fabbriche, edifici privati e pubblici e persino scuole ad esempio sotto forma di coperture, pavimenti e  tubature. E sia sul fronte della mappatura che delle bonifiche le istituzioni sono in grave ritardo. 

Nel corso del convegno “Amianto e Salute” organizzato dal Ministero della Salute, il dirigente presso la Direzione Generale della Prevenzione Mariano Alessi ha dichiarato che su 31 milioni di tonnellate di amianto presenti in Italia nel 1992 ne sono state rimosse solo 8 milioni. Ma come rilevato negli anni scorsi da Legambiente con il dossier Liberi dall’amianto che ne ha stimati  almeno 370 mila, molti siti non sono ancora stati identificati anche a causa del ritardo delle regioni nell’attuazione dei Piani Regionali Amianto. 

Dati che erano già emersi nel nostro documentario nel 2018, di cui parla anche ”La Nuova Ecologia” di  aprile. Insieme allo stato delle bonifiche nei siti di interesse nazionale e di ciò che possono fare le comunità, con Giuliana Busto, presidente dell’Associazione Familiari e Vittime dell’Amianto (AFEVA) di Casale Monferrato e la nostra Rosy Battaglia, se ne discuterà oggi alle 11:30 nella diretta di presentazione della rivista. (qui il link).

Contiamo di trasmettere in una proiezione collettivaLa rivincita di Casale Monferrato” (ora disponibile in streaming su OpenDDB) il 28 aprile, in occasione della Giornata mondiale in ricordo delle vittime dell’amianto e del lavoro. Ricorderemo tre dei protagonisti del documentario Giovanni, Margherita e Gianluca che oggi non ci sono più, portati via proprio da terribile mesotelioma contro cui hanno combattuto con coraggio. 

La battaglia contro l’amianto quindi è molto lontana dall’essere vinta e Cittadini Reattivi continua a seguirla, sul nostro sito trovate una sezione ad hoc. Ci piacerebbe ripristinare il nostro sistema di monitoraggio partecipato, e speriamo di poter tornare a mappare le vostre segnalazioni, grazie al supporto di TeamDev. E restiamo a disposizione delle scuole, delle comunità, di università e associazioni per progetti di (in)formazione ad hoc (scriveteci qui).

Ma per fare tutto questo, per proseguire il monitoraggio civico insieme a voi, non possiamo non ricordarvi che Cittadini Reattivi è un progetto autofinanziato che va avanti grazie all’entusiasmo dei suoi soci, grazie alle vostre segnalazioni e alla vostra partecipazione alle inchieste. Un vostro contributo anche economico, di qualsiasi entità, ci permetterà di fare un lavoro ancora migliore. 

Ringraziamo di cuore chi lo ha fatto in questi mesi. Continuate a sostenerci!

Vincenzo Senzatela per  Cittadini Reattivi APS

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