Il premio “Luisa Minazzi – Ambientalista dell’anno 2020” è stato assegnato a Rosario Esposito La Rossa, titolare della casa editrice Marotta Cafiero, che ha acquistato dai fondatori riconvertendola alla sostenibilità con inchiostri vegetali, colle senza plastificanti che permettono di produrre libri biodegradabili. Rosario combatte da anni per il suo quartiere, Scampia, una battaglia per la legalità e il radicamento civico. Ha così lanciato numerosi progetti, come la Scugnizzeria, una “piazza di spaccio creativo”, dove la rivoluzione passa anche dal marchio “Made in Scampia”, che mette insieme molte realtà locali. Autore teatrale e scrittore, Rosario sta fronteggiando una rara forma di cancro («un regalo della Terra dei Fuochi», dice) e ha dedicato il suo ultimo libro, “Assenti. Senza giustificazione” a tutti i bambini vittima delle mafie.

La cerimonia di consegna della XIV edizione del Premio Luisa Minazzi – Ambientalista dell’anno – si è tenuta, venerdì 4 dicembre, non come da tradizione presso la sala consiliare del Municipio di Casale Monferrato, ma in streaming per le restrizioni causate dalla pandemia (è stata trasmessa anche sulla pagina Facebook di Cittadini Reattivi). Un’edizione insolita, in un anno decisamente particolare ma che è riuscito a dare maggiore enfasi su tematiche ambientali, civiche e di legalità.
Il premio, dedicato a Luisa Minazzi, storica cittadina di Casale Monferrato, deceduta a soli 57 anni per mesotelioma, è promosso da Legambiente, dalla rivista La Nuova Ecologia e da numerose associazioni territoriali, tra cui Afeva.

Come ogni anno, anche Cittadini Reattivi associazione, ha dedicato una proprio riconoscimento a chi nell’anno si è contraddistinto per il proprio impegno civico in difesa dell’ambiente, della salute e della legalità. In particolare, il nostro riconoscimento, insieme all’Associazione Familiari Vittime dell’Amianto di Casale Monferrato, a cui siamo strettamente legati, è stato assegnato ad Alessandra Dolci per il suo “impegno contro i fenomeni di illegalità ambientale e la costruzione della cultura della prevenzione”.

Alessandra Dolci è in magistratura dal 1986. Come Sostituto Procuratore della Repubblica della Direzione Distrettuale Antimafia di Milano si è occupata di indagini in tema di criminalità organizzata, tra le quali Infinito/Crimine, in coordinamento con l’Antimafia di Reggio Calabria, che nel luglio 2010 portò all’arresto di circa 300 appartenenti alla ‘ndrangheta. Dal dicembre 2017 è Procuratore Aggiunto e dal 12 gennaio 2018 coordina l’Antimafia di Milano e l’ufficio Misure di Prevenzione. Tra le tante inchieste che continua ad affrontare ci sono anche quelle in campo ambientale, per contrastare quel triste spaccato d’Italia che non esita a cercare di lucrare sul traffico di rifiuti e sugli incendi agli impianti.

Queste le sue parole di ringraziamento per il premio ricevuto: “sono molto onorata di aver ricevuto questo premio, ho ascoltato oggi delle storie fantastiche che mi hanno commosso. Devo dire che la battaglia per la legalità non può essere combattuta soltanto dalla Magistratura ma è necessario l’impegno di tutti, e avverto in occasione di questo nostro incontro, l’impegno di tutti. Quindi, come diceva don Pino Puglisi: “ciascuno di noi può dare il suo piccolo contributo ma insieme possiamo fare molto”. Ho la consapevolezza che insieme possiamo fare e faremo molto”.

A questo link, dal minuto 2:09:15 puoi ascoltare le parole della dottoressa Dolci e rivedere la diretta dell’intera cerimonia. 

Ringraziamo Alessandra Dolci, Rosario Esposito La Rossa e tutti i candidati al premio per il loro esempio che per noi è non solo speranza ma agire concreto per il cambiamento. Come il progetto “ProPositivo”, lanciato da un gruppo di giovani sardi nel 2009 per contrastare lo spopolamento ambientale e sociale della Sardegna dell’interno; Vincenzo Balzani, tra i chimici più conosciuti al mondo, che da anni si spende in una intensa attività di divulgazione in particolare sui temi dell’energia e delle risorse; la Famiglia Bertolino che a Vinovo (To) ha fondato Ri-generation, azienda che ricicla e rigenera elettrodomestici altrimenti destinati al macero ed esempio d’imprenditoria sociale; progetto “Save the truffle”, ovvero Salviamo il tartufo, nato per portare l’attenzione sul problema della sopravvivenza nelle Langhe, nel Roero e nel Monferrato dei boschi a vocazione tartufigena, tasselli di biodiversità; Paolo Strano e la Onlus Semi di libertà, che dal 2014 forma detenuti e sviluppa idee imprenditoriali nel campo dell’economia carceraria; Alessandra Viola, giornalista, scrittrice e molto altro, che ha messo le parole al servizio di una missione importante: creare coscienza ambientale.

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