Ringraziamo i colleghi e le colleghe di The Good Lobby

Contributo a cura di Fabio Rotondo, Campaigner e Policy officer di The Good Lobby. Nato nel 1995, laureato in Mediazione Linguistica e Scienze del Governo. Giornalista, attivista climatico per Greenpeace, giovane delegato dell’Open Government Partnership al Global Summit in Corea del 2021.

Mercoledì 12 gennaio la Camera dei Deputati ha finalmente approvato la legge sul lobbying (nome ufficiale: 96-721-1827 Disciplina dell’attività di rappresentanza degli interessi particolari e istituzione del registro pubblico dei rappresentanti di interessi). E’ una legge che aspettavamo da molti anni, pensate che dal 1976 a oggi sono fallite ben 96 proposte di legge. Questo primo passo è stato possibile anche grazie all’impegno della coalizione Lobbying4change, le 32 organizzazioni della società civile che si sono battute per ottenere una legge. Tuttavia non è finita qui: ora dobbiamo fare pressione sul Senato affinché approvi al più presto – migliorandolo – il testo votato alla Camera. Non dimentichiamo che a inizio 2023 scadrà l’attuale legislatura. 

Che cos’è il lobbying

Il termine “lobbying” deriva dal tardo latino “laubia” e significa “loggia”. Cioè stava ad indicare le tribune delle aule parlamentari dove i cosiddetti lobbisti seguivano i dibattiti politici. Dalla fine dell’800 “lobby” in Inghilterra indicava l’anticamera davanti l’Aula parlamentare, dove i deputati passavano per svolgere il proprio dovere, e qui venivano fermati dai lobbisti che cercavano di influenzare il dibattito politico. 

In poche parole il lobbying è un’azione di informazione e rappresentanza che ha lo scopo di influenzare le decisioni dei legislatori e dei funzionari del governo su vari temi di interesse particolare (ad esempio di un’azienda) o generale (ad esempio la qualità dell’aria in Pianura Padana). L’attività di lobbying richiede un costante contatto con le istituzioni, il monitoraggio delle attività governative e parlamentari. Ad esempio il lobbista di una ong ambientalista incontra i politici e i funzionari per convincere a tagliare gli investimenti ai combustibili fossili, fornendo dati e relazioni in grado di dimostrare quanto sia essenziale ridurre le emissioni di CO2. Al tempo stesso controlla l’agenda del parlamento, dei ministeri  delle regioni per non perdersi discussioni cruciali sui temi ambientali. 

Insomma il lobbying è uno strumento neutro fondamentale per il funzionamento della nostra democrazia che consente alle organizzazioni della società civile, alle aziende, agli accademici, alle società di consulenza, ai cittadini di portare ai decisori pubblici il proprio punto di vista e partecipare al processo decisionale. 

Cosa contiene la legge sul lobbying

La legge appena approvata ha cinque elementi importanti, anche se non sufficienti:

  1. Un registro della trasparenza: cioè il lobbista che vuole svolgere attività di rappresentanza di interessi si segna sul Registro indicando chi è, per chi lavora e quanti soldi investe nella sua attività;
  2. Le agende pubbliche degli incontri: il lobbista quando incontra un decisore, che sia un Ministro o un presidente di Regione, lo scrive sull’Agenda indicando il motivo dell’incontro e i documenti rilasciati;
  3. Delle consultazioni pubbliche: i decisori pubblici, quando devono varare una nuova normativa che avrà impatto su una specifica comunità o su un certo settore economico, lanciano una consultazione alla quale tutti i portatori di interessi interessati potranno dare il loro contributo;
  4. Delle sanzioni per chi non rispetta le regole;
  5. Delle norme sulle porte girevoli: per porte girevoli si intende il passaggio diretto di un decisore pubblico al settore privato. Il ministro o il parlamentare che intendono fare attività di lobbying verso lo Stato una volta cessato il loro mandato dovrebbero rispettare il cosiddetto periodo di raffreddamento (cioè per almeno due anni non fai attività di lobbying). La legge italiana prevede solo un anno di raffreddamento e non vale per i parlamentari;

Perché è importante la legge

La legge è fondamentale per almeno 4 motivi:

  1. per garantire più trasparenza del processo decisionale: Il Registro e le Agende permettono di sapere quando un decisore pubblico intende varare una certa politica che può avere delle ricadute sulla comunità e aiuta a capire chi ha influenzato il dibattito pubblico. 
  2. per garantire più partecipazione ed equità nelle scelte pubbliche grazie alle consultazioni pubbliche;

Nota negativa: Confindustria, i sindacati e le confessioni religiose con il sostegno di quasi tutte le forze politiche sono riuscite a sfilarsi dagli obblighi di trasparenza. In pratica se Cittadini Reattivi vuole influenzare un processo decisionale (portando dati e informazioni di cui è in possesso)  si deve iscrivere al Registro, Confindustria invece può fare lobbying in piena oscurità. Con l’arrivo dei fondi europei del PNRR questo è un male perché c’è bisogno della massima trasparenza per sapere come verranno investiti i fondi;

  1. per aumentare il prestigio dell’Italia. Sono infatti anni che gli organismi internazionali come l’OCSE, o l’Unione Europea chiedono una legge sul lobbying. Finalmente l’Italia potrà allinearsi agli altri Paesi europei che hanno già una legge. 

Perché occorre firmare la petizione

Spero di essere stato chiaro ed esaustivo ma soprattutto di avervi convinto della necessità di una legge perché per essere approvata abbiamo bisogno dell’aiuto di ognuno di voi per convincere il Senato ad includere Confindustria, i sindacati e le confessioni religiose nella legge. Firmate la petizione: https://www.thegoodlobby.it/campagne/lobbying-italia/.

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