A causa dell’emergenza COVID-19, abbiamo inviato al Difensore Civico della Lombardia, autorità pubblica indipendente, organo di controllo della regolarità amministrativa e di tutela della legalità, nonché Garante della Salute, una richiesta di intervento a tutela della salute dei cittadini e della sanità pubblica.

Lo abbiamo fatto rispondendo alle cittadine e ai cittadini lombardi che in questo momento non hanno voce e non sanno a chi rivolgersi. L’indebolimento della sanità territoriale e il suo mancato rafforzamento in queste settimane, infatti, oltre essere una delle cause del crollo del sistema sanitario lombardo di fronte all’onda d’urto del corona virus, è evidente.

Nella richiesta abbiamo raccolto solo alcune delle più gravi preoccupazioni giunteci, anche da persone che dopo aver visto morire di COVID-19 i propri familiari non hanno ricevuto nessuna assistenza e indagine diagnostica in grado di appurare se sono stati a loro volta contagiati. O che, in questo momento, devono pagare di tasca propria esami diagnostici necessari per riprendere in sicurezza il lavoro o non contagiare a loro volta familiari e colleghi. A differenza, invece, di quanto sta avvenendo in altre regioni, come abbiamo ricostruito nella nostra newsletter.

Ogni cittadino e cittadina può inviare, a sua volta, una richiesta di intervento

Detto questo non sappiamo garantirvi che effetto sortirà e quale sarà la risposta del Difensore Civico. Vi terremo informati. Quello che possiamo dirvi è che per pretendere dei diritti, bisogna anche esercitarli. Ogni cittadino e cittadina lombarda, o associazione, può inviare, a sua volta, una richiesta di intervento sia utilizzando il proprio indirizzo di posta normale o PEC, sia utilizzando il modulo online messo a disposizione sul sito del Difensore Civico, testimoniando la propria personale situazione o quella raccolta dalla propria associazione.

Il sito del Difensore Civico della Lombardia

Cittadini Reattivi, come associazione da sempre impegnata sulla trasparenza, sulla tutela dei diritti a partire da quello di sapere, dalla sua costituzione si è messa a disposizione delle comunità di tutta Italia che soffrono delle ingiustizie ambientali e delle ricadute sulla salute, ha già intrapreso altre iniziative. Come una lettera congiunta insieme alle alte associazioni per chiedere trasparenza sui dati relativi ai tamponi rino-farigei e una prima richiesta FOIA in merito alla relazione epidemiologica della task force regionale. Ad entrambe, ad oggi, non abbiamo ricevuto nessuna risposta.

Intanto sono diverse sono le iniziative civiche e politiche in corso che in questo momento stanno chiedendo il commissariamento della sanità lombarda e che stanno manifestando anche in memoria di oltre 15mila persone morte e migliaia di medici e infermieri contagiati. Come abbiamo appreso la richiesta della costituzione di una commissione di inchiesta da parte del Consiglio Regionale è stata ancora rinviata. Seguiremo le vicende e contiamo di continuare a esercitare, insieme a voi, il nostro diritto di sapere e di vedere rispettati i principi sanciti dalla nostra Costituzione, come la nostra salute.

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