AMIANTO E RIFIUTI TOSSICI
L’Affare delle Ecomafie
Le azioni locali contro un problema globale


Mercoledì 27 Maggio 2015 – ore 20.45
CASOREZZO, Sala Polivalente – V. Einaudi, 3

 

Relatori:
Rosy Battaglia Giornalista, Wired Italia, Associazione Cittadini Reattivi
Mariella Megna Associazione Cittadini contro l’Amianto di Cappella Cantone (CR)
Alessio Biondo Sindaco di Romentino (NO), “La Terra dei Fuochi del Nord”
Gianpiero Sebri Carovana Antimafia dell’Ovest Milano
Emilio Molinari Comitato Italiano del Contratto Mondiale dell’Acqua
Con il Patrocinio di : Comune di Casorezzo Comune di Castano Primo Comune di Ossona

Arsenico, amianto, metalli pesanti: da decenni la mafia in Italia guadagna milioni con lo smaltimento illegale di rifiuti tossici. La Lombardia, regione in cui vengono virtuosamente differenziati e riciclati molto più del 50% dei rifiuti solidi urbani prodotti, viene lordata dal business delle scorie speciali, pericolose e non, il cui trasporto e trattamento segue una sola regola: non rispettare le leggi.

 

Il  35% di tutte le inchieste sui crimini ambientali in Italia ha toccato a vario titolo la Lombardia, come punto di partenza, transito o arrivo dei rifiuti, per la corruzione di politici e funzionari pubblici, per il riciclaggio di denaro o come sede delle società coinvolte. Il settore delle cave, del movimento terra e dello smaltimento dei rifiuti sono ormai il principale campo di azione dei clan malavitosi; negli ultimi 10 anni sono dilagati i reati legati al ‘ciclo del cemento’ e al ‘ciclo dei rifiuti’ e il panorama è desolante :fanghi velenosi versati sui campi, autostrade riempite con rifiuti non trattati, cave sommerse di amianto e metalli pesanti.

 

La portata dei danni ambientali e le fatali conseguenze per la popolazione vengono a galla troppo lentamente, quasi sempre grazie all’azione dei cittadini, come sta avvenendo a Casorezzo.

Questa serata vuole essere un momento di conoscenza che diviene consapevolezza, con le testimonianze di persone che , vicino a noi,  hanno agito contro la devastazione del proprio territorio e stanno facendo proposte serie affinchè le loro esperienze diventino patrimonio di tutti,  per un futuro in cui beni comuni come la salute e l’ambiente non vengano più svenduti agli interessi di pochi malaffaristi.

Per informazioni:

Gruppo Salviamo il Paesaggio Casorezzo

www.salviamoilpaesaggioinveruno.it

 

1 commento

  1. pier sergio stoladi scrive:Tendo a precisare che sono un suo sostenitore ma credo anche un esperto della materia.La sua posizione sull’impianto di inertizzazione del frusinate dovrebbe essere analizzata con la bilancia dei costi benefici e non seguendo la logica di chi non vuole il cassonetto davanti al proprio portone di casa .Le discariche per amianto ormai in italia sono al collasso, in quanto nel nostro territorio il largo uso di questo materiale per 50 anni e la sua messa al bando con la legge 257 del 92 ha fatto si che gli interventi di bonifica abbiano prodotto ad oggi milioni di tonnellate di rifiuti pericolosi depositati nel sottosuolo.Il progetto di creare un impianto che trasforma un materiale pericoloso e cancerogeno come l’amianto , in uno riutilizzabile credo sia l’unica soluzione per eliminare definitivamente l’amianto sul territorio nazionale ,e recuperare le discariche ottenendo da un rifiuto un prodotto utile a tanti scopi edili ,senza dover erodere montagne e fiumi creando altre criticite0 ambientali.Certemente la regione deve seguire attentamente il procedimento e la localizzazione di questi impianti vigilando con organismi pubblici gie0 presenti come il Centro Regionale Amianto sulle condizioni di sicurezza per il territorio e la popolazione.Impianti simili operano da pif9 di 10 anni in tutta europa senza che ci sia mai stato un caso di inquinamento ambientale..e allora chiedo alla mia candidata e8 meglio un impianto controllato e produttivo o e8 meglio che ancora oggi con la certezza dei dati sanitari sulle patologie asbesto correlate nella regione lazio vi siano materiali contenenti amianto sotto i nostri nasi perche8 i costi di bonifica a causa delle discariche piene sono proibitivi? Per concludere le faccio presente che la Regione Lazio e8 una delle ultime regioni italiane senza un piano regionale amianto che dal 1992 doveva essere obbligatorio per tutte le regioni.

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