Cremona, a pochi metri dal fiume Po, sorge la raffineria Tamoil. Insediamento produttivo che ha fatto la storia delle raffinerie italiane, inserito però nell’anagrafe dei siti da bonificare della regione Lombardia, per la contaminazione delle falde acquifere con idrocarburi, benzene e piombo.

Solo una strada separa la raffineria dal luogo reputato allo sport, alla socialità e al relax dei cremonesi: le Società Canottieri che sono l’orgoglio della città, frequentate da migliaia di cittadini e famiglie.

Ed è del 21 luglio 2007 la prima ordinanza del sindaco di Cremona che prescriveva di non utilizzare a scopo irriguo le acque prelevate dai pozzi fino a una profondità di 150 metri.

Quello che si è poi appurato, ed è in corso un procedimento giudiziario da parte delle Procura dell Repubblica di Cremona che vede Tamoil e i suoi dirigenti sul banco degli imputati, è che nelle acque delle Società Canottieri, dallo stesso CRAL Tamoil, alla Canottieri Bissolati e l’area che separa la Società Canottieri Flora dalla Società Bissolati,  si sono trovate concentrazioni di inquinanti eccedenti la soglia di contaminazione indicata dal decreto legislativo 152/06.

Ma non solo: oltre le acque contaminate (usate in cucina, per l’irrigazione ma anche per le piscine, ad esempio) le società Canottieri “galleggiano” su metri di cosidetto “surnatante” un misto di petrolio , idrocarburi e gas. Vapori infiammabili che hanno rischiato di far esplodere il sito nell’estate del 2008, in seguito alla piena del fiume Po,  per cui  le società erano state chiuse e isolati gli impianti elettrici.

Ad oggi sono iniziate le prime opere di bonifica che stanno drenando una quantità impressionante di petrolio e derivati, ed è in corso un piano di messa in sicurezza delle aree esterne alla Tamoil, come documenta il comune di Cremona sul proprio sito.

Ma,  mentre la città di Cremona non si è costituita parte civile lo hanno fatto associazioni e in particolar modo un cittadino cremonese, Gino Ruggieri,  che si è costituito “in nome proprio e per conto del  Comune”  facendo ricorso all’articolo 9 del Testo Unico degli Enti Locali. Il risarcimento in caso di vincita della causa andrà alla sua città.

Aggiornamento al 20 luglio 2014  i dirigenti Tamoil sono stati condannati dal Tribunale di Cremona per disastro ambientale dolooso  e grazie al cittadino Gino Ruggiero il comune di Cremona riceverà un milione di euro come provvisionale.