Gino Ruggieri – foto di Rosy Battaglia

Ciascun elettore puo’ far valere in giudizio le azioni e i ricorsi che spettano al comune e alla provincia“. L’articolo 9 del Testo Unico degli Enti Locali, sull’Azione popolare e delle associazioni di protezione ambientale lo dice testualmente ma in pochissimi,  nell’Italia del “chi inquina non paga“, hanno fatto ricorso a questa norma per ottenere il giusto risarcimento.

Da qualche giorno tra essi possiamo annoverare un cittadino esemplare, Gino Ruggeri, che si è costituito in nome e per conto del Comune di Cremona al processo contro Tamoil per disastro ambientale, di cui avevamo parlato nella nostra prima inchiesta.

Dopo  sette anni di indagini e quaranta udienze il gup Guido Salvini del Tribunale di Cremona, infatti, ha inflitto la pena più pesante, per disastro ambientale doloso, ai manager dell’industria petrolifera e previsto una provvisionale per i soci delle Società Canottieri, di Legambiente e del Dopolavoro ferroviario. E  grazie al  cittadino “costituito” Gino Ruggieri  il Comune di Cremona riceverà un milione di euro, in attesa del processo civile.

Quando si agisce con coraggio e trasparenza, conoscendo la normativa si riesce a fare la Politica, con la P maiuscola, quella a tutela dei cittadini e non piegata agli interessi economici “. Queste le parole di Gino  a commento della vittoria combattuta per senso ed impegno civili praticati da sempre, nell’associazione Welby e come dice egli stesso,  “servitore dello Stato”, lavorando presso un ente pubblico.

Cremona – Raffineria Tamoil – foto di Rosy Battaglia

Eppure, fino a qualche giorno fa,  molti a Cremona ignoravano che l’Amministrazione comunale avesse rifiutato davanti al GIP  di costituirsi parte civile nel processo contro l’azienda petrolifera libica. Tamoil, infatti, era stata accusata di aver causato l’inquinamento delle falde acquifere e dei terreni tra la raffineria e le associazioni dei Canottieriproprio a ridosso dell’argine maestro del fiume Po,   con la presenza di gas infiammabili, benzene e idrocarburi, rischiando di  far saltare in aria tutto, come accertato nel 2008 la Procura della Repubblica di Cremona, che proprio per questo episodio ne aveva deciso il rinvio a giudizio.

Intanto il sindaco di Cremona mi ha ringraziato pubblicamente e mi ha invitato in Comune nei prossimi giorni- ricorda Gino Ruggeri, mentre le prime opere di bonifica e messa in sicurezza dell’area sono partite-  ma la battaglia non termina qui e vede molti responsabili, anche tra le istituzioni, pensiamo solo ai controlli ambientali che sono stati omessi per incapacità o mancanza di volontà“.

E molto rimane ancora da fare, ancor di più pensando alle migliaia di impianti industriali che hanno costruito il benessere economico del nostro Paese ma che gravano, sempre più, in mancanza di controlli e bonifiche adeguate,  sull’ambiente e sulla salute degli italiani.

La raffineria Tamoil mappata su Cittadini Reattivi