banner_landing_sitoFPA_02.jpgVerso una Carta della Cittadinanza Digitale” è il titolo del convegno promosso da FORUM della Pubblica Amministrazione e Stati Generali dell’Innovazione che si propone di mettere in luce i nuovi diritti che l’accesso alla rete e l’uso delle nuove tecnologie rendono disponibili per i  cittadini, alla luce anche del primo articolo della “legge Madia”, legge delega del governo, ora all’esame di Commissione alla Camera

Articolo che recita:
«Art. 1. – (Carta della cittadinanza digitale). – 1. Al fine di garantire ai cittadini e alle imprese, anche attraverso l’utilizzo delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, il diritto di accedere a tutti i dati, i documenti e i servizi di loro interesse in modalità digitale, riducendo la necessità dell’accesso fisico agli uffici pubblici, il Governo è delegato ad adottare, entro dodici mesi dalla data in entrata in vigore della presente legge, a invarianza delle risorse umane, finanziarie e strumentali, uno o più decreti legislativi, volti a modificare e integrare il Codice dell’amministrazione digitale, di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82 (di seguito “CAD”), nel rispetto dei seguenti principi e criteri direttivi: (continua a leggere qui).

Anche Cittadini Reattivi, in qualità di Associazione di Promozione Sociale sui temi dell’informazione e formazione civica,  è stata invitata a portare il proprio contributo alla discussione in atto, anche fuori dallo stretto ambito parlamentare.

Come chi scrive aveva già rappresentato lo scorso anno  all’interno del Barcamp sull’Agenda Digitale alla Camera dei Deputati, non ci può essere innovazione sociale senza cultura digitale. E dubitiamo fortemente che entro il 2015, in assenza di strategie pubbliche, come un vero e piano di alfabetizzazione digitale, come peraltro già richiesto nella Carta d’intenti degli Stati Generali dell’Innovazione,  il nostro Paese abbia superato i gap in merito all’accesso ai servizi di E-Government per oltre il 50% della popolazione.

Ben vengano in questo senso le iniziative dal basso e il  supporto del/dei Digital Champion, anche attraverso la piattaforma per le Competenze digitali, per promuovere e sostenere i progetti attivi sul territorio nazionale, ma il lavoro da fare è davvero enorme e dovrà essere davvero capillare.

Anche per questo nel nostro Statuto abbiamo identificato come fondamentali:

  • promuovere e sostenere il diritto di sapere dei cittadini attraverso l’accesso agli atti e alle informazioni della Pubblica Amministrazione; alla trasparenza e l’apertura dei dati pubblici (open data) sui temi rilevanti per le comunità; ai processi di monitoraggio civico e sociale dal basso
  • studiare l’evoluzione dei media e promuovere l’utilizzo delle nuove tecnologie, web e Social Media, per contribuire alla formazione di una cittadinanza responsabile e consapevole dei propri diritti civili, sociali e culturali per una nuova generazione di Smart e Science Citizens.

Quindi ben venga il riconoscimento da parte della Pubblica Amministrazione de “il diritto di accedere a tutti i dati, i documenti e i servizi di loro interesse in modalità digitale” indicato nel disegno di legge. La considerazione principale  che ci sentiamo di fare, dal nostro punto di vista, è che la Carta della Cittadinanza digitale dovrà in ogni caso recepire sia i contenuti della proposta di legge per un Freedom Information Act , così come nel decalogo del  testo proposto dalla campagna FOIA4Italy:

1) Il diritto di accesso è previsto per chiunque, senza obbligo di motivazione, eliminando le restrizioni previste dalla Legge n. 241/1990;

2) Possono essere oggetto dell’accesso tutti i documenti, gli atti, le informazioni e i dati formati, detenuti o comunque in possesso di un soggetto pubblico;

6) L’accesso a documenti informatici è gratuito (non sono dovuti nemmeno costi di riproduzione).

Inoltre, troviamo indispensabile il suo coordinamento con il testo della Dichiarazione dei diritti in Internet, che dopo la consultazione pubblica iniziata il 27 ottobre 2014 e terminata il 31 marzo 2015 è ora in elaborazione, dopo una serie di audizioni dalla Commissione di studio sui diritti e i doveri relativi ad Internet. All’interno del testo segnaliamo come fondamentali:

1) Riconoscimento e garanzia dei diritti in internet;

2) Diritto di accesso: ogni persona ha eguale diritto di accedere a Internet in condizioni di parità, con modalità tecnologicamente adeguate e aggiornate che rimuovano ogni ostacolo di ordine economico e social;

4) Tutela dei dati personali: “Ogni persona ha diritto alla protezione dei dati che la riguardano, per garantire il rispetto della sua dignità, identità e riservatezza”;

5) Diritto all’autodeterminazione informativa: “ogni persona ha diritto di accedere ai propri dati, quale che sia il soggetto che li detiene e il luogo dove sono conservati, per chiederne l’integrazione, la rettifica, la cancellazione secondo le modalità previste dalla legge. Ogni persona ha diritto di conoscere le modalità tecniche di trattamento dei dati che la riguardano”

11) Diritti e garanzie delle persone sulle piattaforme;

13) Diritto all’educazione. “Ogni persona ha diritto di acquisire le capacità necessarie per utilizzare Internet in modo consapevole e attivo. La dimensione culturale ed educativa di Internet costituisce infatti elemento essenziale per garantire l’effettività del diritto di accesso e della tutela delle persone”  e ” Le istituzioni pubbliche promuovono attività educative rivolte alle persone, al sistema scolastico e alle imprese, con specifico riferimento alla dimensione intergenerazionale”.

Insomma, quello che modestamente ci sentiamo di osservare è che non ci possono essere diritti senza vera possibilità di accesso, non ci può essere partecipazione senza conoscenza e formazione. E che il diritto di accesso ai dati deve passare attraverso la trasparenza della produzione degli stessi da parte della Pubblica Amministrazione.  Non ci può essere cittadinanza digitale consapevole senza un percorso di formazione civica.

A cura di Rosy Battaglia

presidente di Cittadini Reattivi Associazione di Promozione Sociale.