Appuntamento a Roma per la Cgil e le Associazioni delle vittime di amianto che saranno ricevute in audizione presso la Commissione di Camera e Senato martedì 26 maggio per ribadire il loro no al decreto-legge n.34 del 2023: secondo CGIL e le associazioni il decreto-legge convertito con modifiche dalla legge 26 maggio 2023, n.56, “ha istituito un nuovo fondo per le vittime dell’amianto con uno stanziamento da 80 milioni di euro totali per 4 anni che, pur richiamando nel titolo le vittime dell’amianto, risulta destinato ai lavoratori di società partecipate pubbliche della cantieristica navale, configurandosi nei fatti come una misura per Fincantieri S.p.A. Per i lavoratori o i loro familiari questa procedura risulta del tutto inadeguata ad ottenere una tutela previdenziale rapida e completa. Per Fincantieri, la norma istituisce un “rimborso” (fino a 252.000 mila euro) a spese dei cittadini di somme che è comunque tenuta pagare in forza di una sentenza di condanna o di un verbale di conciliazione” spiega una nota stampa della CGIL. Per dare forza e sostegno alle richieste nell’audizione parlamentare il 26 maggio ci sarà anche un presidio dalle 10,30 alle 13,00 In piazza Capranica (Montecitorio) a Roma.

La vicenda ha assunto rilievo internazionale con l’intervento della Commissione Europea, sollecitata da un esposto dell’associazione Ubaldo Spanghero (Monfalcone) e della fondazione “Bepi Ferro” (Padova e Venezia) per presunto aiuto di Stato illegittimo. Ad oggi, la Direzione Generale dell’Inail ha confermato che non vi sono domande dalle vittime ma che Fincantieri è l’unico soggetto ad aver presentato domanda di accesso.

L’erogazione delle quote di 20 milioni di euro (annualmente previste dalla norma) è stata sospesa proprio in virtù dell’indagine d’ufficio aperta da Bruxelles. Nonostante lo stallo imposto dalla Commissione Europea e le verifiche sulla compatibilità con le norme comunitarie, il governo ha recentemente emanato il decreto legge n. 19 del 19 febbraio 2026 (convertito in legge e pubblicato nella GU 20 aprile 2026) che obbliga Inail al pagamento delle somme in tempi certi e perentori.

In risposta a tale pressione normativa, l’associazione Ubaldo Spanghero (Monfalcone), la fondazione “Bepi Ferro” (Padova e Venezia), Afeva Bologna e Afeva Casale Monferrato e la CGIL si sono appellate al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, alle Commissioni parlamentari di inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia, sullo sfruttamento e sulla tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro di CAMERA e SENATO e all’INAIL, denunciando un contrasto con i principi costituzionali e la trasformazione di uno strumento di tutela sociale in un sussidio pubblico a copertura delle responsabilità di Fincantieri.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

 

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.