E’ passato un quarto di secolo dalla legge 257/1992 che ha proibito, a partire dal 1994, l’estrazione, l’importazione, la produzione e la commercializzazione di materiali contenenti amianto. Eppure l’Italia non ha ancora completato la sua bonifica. Anzi, neppure la mappatura dei siti contaminati prevista dal Piano Nazionale Amianto. Ed è gravissimo perchè se non si bonifica si continuerà a morire. Solo tra il 1993 e il 2012, secondo i dati del Registro Nazionale Mesoteliomi, curato da Inail (RENAM), sono state oltre 21 mila le vittime della fibra killer. Ogni giorno perdono la vita 8 persone in Italia, 3000 ogni anno.  Lo sanno bene a Casale Monferrato, simbolo della lotta contro Eternit, la città con il più alto numero di vittime causate dal mesotelioma, che sarà amianto free entro il 2020. Seguita da Broni, Bologna, Bari, La Spezia, Taranto, Salerno e tanti altri siti di interesse nazionale e regionale il cui rischio sanitario è conclamato.

Ma qual è lo stato dell’arte dell’amianto ancora presente nel resto d’Italia? A che punto sono i piani regionali di mappatura e bonifica,  i censimenti sui siti pubblici e privati da bonificare? E soprattutto, sono stati individuati i siti che devono essere bonificati con la massima celerità, come le 2400 scuole e gli ospedali, ad esempio? Ad oggi sul sito del Ministero dell’Ambiente risultano 46.146 i siti da bonificare, secondo la banca dati redatta da Inail. In realtà dati sottostimati e incompleti, basti pensare che  solo in Lombardia sono oltre 184 mila le strutture con amianto registrate al 30 giugno 2015., è lo stesso ministero sottolinea:

Nella Banca Dati Amianto rientrano circa 53.000 siti interessati dalla presenza di amianto. La Banca Dati Amianto, pertanto, non consente una copertura omogenea del territorio nazionale. Inoltre i dati raccolti necessitano di ulteriori verifiche in quanto le regioni hanno utilizzato nella raccolta dei dati criteri non omogenei. A titolo indicativo si osserva che circa il 50% dei dati è riconducibile a due sole regioni, Marche e Abruzzo, mentre non sono stati forniti dati per la regione Calabria e sono scarsissimi quelli forniti dalla Sicilia. Inoltre, moltissime aree di impianto particolarmente rilevanti in termini di necessità di intervento, quali, ad esempio, lo stabilimento ex Isochimica di Avellino o l’ex stabilimento Cemamit a Ferentino (FR) non rientrano tra i dati censiti”.

Che fare per uscire da questa impasse? La proposta è arrivata al 30 novembre 2016 con il Testo Unico sull’amianto, disegno di legge inviato alle Camere dal presidente del Senato Grasso, sollecitato dalla Commissione d’Inchiesta sugli infortuni sui luoghi di lavoro, che dovrebbe riunire le oltre 400 norme statali e regionali. Disegno di legge che è ora in discussione alle varie commissioni e al Senato.

Sul piano processuale, intanto, il nuovo testo prevede il raddoppio dei termini delle indagini preliminari e della prescrizione, oltre al patrocinio a spese dello Stato per le vittime dell’amianto e per i familiari. Oltre il processo Eternit bis, sono moltissimi i processi andati in prescrizione o i cui imputati sono stati assolti. Tanto che proprio a settembre 2016 una conferenza al Senato aveva affrontato il tema I procedimenti penali per i tumori professionali: giustizia o ingiustizia?”.

A queste domande si cercherà di rispondere con un convegno a Montecitorio il 27 marzo 2017, promosso dal gruppo parlamentare del Movimento 5 Stelle che vedrà tra i partecipanti esperti: Laura D’Aprile del Ministro dell’Ambiente, Mariano Alessi del Ministero della Salute, Marco Giangrasso dell’Istituto Superiore per la protezione ambientale (Ispra), Giordano Bruno, magistrato, consulente della commissione di inchiesta sugli infortuni sul lavoro per il Testo Unico, Valerio Gennaro. epidemiologo dell’Istituto dei Tumori di Genova e rappresentanti della società civile e delle vittime che lottano e hanno lottato contro la mancata giustizia in questi anni, Afeva Sardegna con Salvatore Garau e l’avvocato Ezio Bonanni dell’Osservatorio Nazionale Amianto. Interventi anche dei deputati Alberto Zolezzi e Massimo De Rosa (Commissione ambiente).  Verrà presentato anche il documentario ASBESCHOOL,  sull’amianto nelle scuole in Italia

Qui locandina e programma dell’evento alla Sala della Regina a Montecitorio.

Qui gli atti del convegno “I procedimenti penali per i tumori professionali: giustizia o ingiustizia

Qui tutti gli articoli e le inchieste di Cittadini Reattivi sul tema amianto