Da oggi parte No zone di sacrificio

Una nuova avventura per Cittadini Reattivi, associazione e progetto giornalistico dedicato al diritto di sapere, e per le comunità che in questi anni hanno camminato con noi. Ma anche, speriamo, per un nuovo pubblico di cittadine e cittadini, in particolare delle generazioni più giovani.

Nasce [No] Zone di Sacrificio, un progetto di giornalismo investigativo e civico dedicato ai territori italiani più esposti a inquinamento industriale, contaminazioni ambientali e ingiustizie sanitarie. Luoghi in cui terra, acqua e aria non sono solo elementi compromessi, ma condizioni che incidono concretamente sulla salute, sul lavoro, sulle prospettive di vita, proprio mentre il cambiamento climatico sta mostrando, proprio in Italia, il suo lato più devastante.

In questi anni abbiamo raccontato, attraverso le inchieste pubblicate su CittadiniReattivi.it, sui media con cui abbiamo collaborato e i nostri documentari d’inchiesta, territori feriti ma capaci di lottare per il riscatto: TarantoBresciaCasale Monferrato. Non abbiamo mai interrotto il lavoro di approfondimento su contesti come la Valle del Sacco, la Terra dei Fuochi, Salerno, e su altri territori segnati da conflitti ambientali come Falconara, Genova e la Val di Susa.

Abbiamo analizzato documenti ufficiali, seguito procedimenti giudiziari, studiato dati ambientali e sanitari, confrontandoci anche con importanti pronunce della Corte europea dei diritti umani e della Corte di giustizia dell’Unione europea.

Ma raccontare singoli casi, uno alla volta, oggi non è più sufficiente.

Il concetto di “zone di sacrificio” è stato richiamato anche nel Rapporto del Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite A/HRC/49/53 sul diritto a un ambiente pulito, sano e sostenibile. In quel documento, unica in Italia, Taranto è indicata come esempio emblematico di territorio sacrificato a un modello industriale che ha prodotto violazioni sistemiche dei diritti umani, in particolare del diritto alla salute e a un ambiente sano.

Da quel riferimento istituzionale nasce la scelta di ampliare lo sguardo. Perché Taranto non è un’eccezione, ma la punta dell’iceberg. In Italia esistono i cosidetti Siti di Interesse Nazionale e regionale, altre aree compromesse in cui l’esposizione prolungata all’inquinamento, la concentrazione di attività ad alto impatto e l’inerzia istituzionale hanno generato danni strutturali e disuguaglianze ambientali.

[No] Zone di Sacrificio – informazione eco-civica per i territori dimenticati d’Italia nasce per leggere in modo sistemico ambiente, salute, diritti e scelte politiche, in quelle aree dimenticate o mal narrate dalla cronaca. Per colmare un divario informativo che ancora oggi penalizza le comunità più esposte, spesso lasciate tra silenzi istituzionali, narrazioni parziali e crescente disinformazione, insieme a un passaggio generazionale in atto.

Il progetto integra articoli di approfondimento, le Storie, basati su documenti ufficiali, dati pubblici e richieste di accesso alle informazioni (FOIA), contenuti video pensati anche per le piattaforme frequentate dalle nuove generazioni, podcast di analisi e confronto, dirette e webinar aperti alle comunità. Non come prodotti separati, ma come parti di un unico ecosistema editoriale, fondato su rigore, verificabilità e accessibilità.

[No] Zone di Sacrificio è sostenuto da JournalismFund Europe nell’ambito del programma Pluralistic Media for Democracy, con la supervisione di International Media Support. Il sostegno ricevuto non incide in alcun modo sulle scelte editoriali, che restano autonome e indipendenti.

Ma il nome che abbiamo dato a questo progetto investigativo è una dichiarazione di principio: nessun territorio, e nessuna vita umana, dovrebbero essere considerati sacrificabili.

Rosy Battaglia

Giornalista investigativa

Presidente di Cittadini Reattivi ETS

Da oggi parte No zone di sacrificio
Un progetto di Cittadini Reattivi sostenuto da Journalism Fund

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