Ripubblichiamo il testo della nostra newsletter dell’8 dicembre 2025. Per riceverla e rimanere informati su tutte le novità del nostro progetto, basta iscriversi qui!
Care e cari tutti,
vi scriviamo dopo giorni particolarmente intensi, segnati da un orgoglio che vogliamo condividere. Questa settimana abbiamo raggiunto un luogo simbolo della democrazia: il Parlamento europeo di Bruxelles.
Il documentario-inchiesta Taranto chiama, infatti, è stato presentato nella sala Spaak 7C50, grazie all’iniziativa delle europarlamentari Annalisa Corrado (S&D), Cristina Guarda (Greens) e Valentina Palmisano (The Left). Un traguardo che ha portato in Europa dieci anni di testimonianze, dati e documenti, ma soprattutto la voce della Taranto che combatte l’ingiustizia ambientale causata dall’ex-Ilva.
Insieme alla nostra Rosy Battaglia sono intervenuti Ernesto Belisario, avvocato di E-lex ed esperto di trasparenza e accesso ai dati, l’Assessora all’Ambiente di Taranto Fulvia Gravame e i Genitori Tarantini Cinzia Zaninelli e Massimo Castellana, la cui azione civica ha contribuito a portare la vicenda fino alla Corte di giustizia dell’Unione europea, ottenendo l’importantissima sentenza che stabilisce che l’acciaieria deve essere sospesa in caso di gravi rischi per ambiente e salute.
Parliamo di diritti che a Taranto sono ancora violati e che vedono, dopo anni, ancora mobilitazione, ricorsi e indagini. Proprio nei giorni della proiezione, a Genova Cornigliano e a Taranto i lavoratori protestavano, chiedendo trasparenza sul futuro degli impianti. Il film ha portato in Europa ciò che troppo spesso le cronache evitano: la realtà quotidiana di chi vive accanto a impianti industriali ad alto impatto.
«A Bruxelles è stata una giornata che ricorderò a lungo – ha raccontato la nostra Rosy Battaglia -. Con i Genitori Tarantini è risuonato un messaggio chiaro: la vicenda di Taranto è europea e merita attenzione».
Un pensiero è stato dedicato alle cittadine e cittadini protagonisti del film e oggi scomparse: Celeste Fortunato, Emilia Albano, Massimo Battista e Rosaria Roselli.
«A loro, e a tutte le vittime dell’ingiustizia ambientale, è dedicato questo film», ha ricordato Battaglia.
Dopo Bruxelles, il viaggio continua nei territori più esposti agli impatti del ciclo dell’acciaio e delle grandi produzioni industriali:
– 12 dicembre, ore 18:00 grazie a Alleanza Verdi e Sinistra Genova – Centro Civico di Genova Cornigliano, un quartiere e una città che da giorni vive un clima di protesta operaia e incertezza sul futuro produttivo.
– 13 dicembre, ore 17:30 grazie all’invito di Ondaverde Odv – presso la Galleria delle Idee di Falconara Marittima, città simbolo della complessa convivenza tra impianti industriali, salute pubblica e diritti della comunità.
Nuove date sono in arrivo.
Rosy Battaglia, poi, il 5 dicembre ha partecipato al XIV Convegno Nazionale di Comunicazione della Scienza della SISSA – Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati, insieme alla prof.ssa Daniela Vellutino, docente di Linguistica all’Università di Salerno e responsabile dell’Osservatorio per la Comunicazione e l’Informazione nella Pubblica Amministrazione in Italia e in Europa.
L’incontro ha preso spunto dalle parole del giornalista scientifico Pietro Greco: «La cittadinanza scientifica è un esercizio informato dei diritti di cittadinanza».
La riflessione si è concentrata sull’importanza di rendere accessibili e verificabili i dati: senza di essi, la scienza rischia di rimanere nelle mani di interessi economici o politici, mentre i cittadini non possono davvero esercitare i propri diritti. Nei territori più feriti, dove la salute è minacciata, le comunità cercano strumenti concreti per tutelarsi e per trasformare le informazioni scientifiche in tutela reale della propria salute.
Il dibattito ha sottolineato come la partecipazione civica non sia solo protesta, ma produzione di conoscenza: monitoraggi civici, dati condivisi, FOIA e open data diventano strumenti per rendere i diritti esigibili. Università, enti locali e pubblica amministrazione devono diventare luoghi di co-produzione e restituzione della conoscenza scientifica, così che le informazioni siano utilizzabili, verificabili e realmente democratiche.
L’incontro si è chiuso con una riflessione chiara: la cittadinanza scientifica non vuole solo essere informata, vuole contare, e all’origine dei grandi cambiamenti ci sono sempre delle singole azioni.
Raccontare questi passaggi significa offrire strumenti e costruire consapevolezza.
Come sempre, vi invitiamo a condividere la newsletter, sostenere le nostre inchieste e i nostri progetti e contribuire a mantenere vivo il diritto di sapere.
A presto!
Elisa Rossi – Rosy Battaglia – Nicola Petrilli
Il team di Cittadini Reattivi


