Da venerdì scorso sono state innumerevoli le manifestazioni per la pace in tutta Italia, in Europa e nel mondo come anche in Russia, dove migliaia di cittadine e cittadini russi sono stati arrestati per la loro solidarietà alla popolazione ucraina.

In Italia a Roma, 50 mila persone sono scese in piazza per una delle più importanti manifestazioni per la pace di tutti i tempi. Manifestare, esprimere il nostro dissenso alla guerra, alle forniture di armi, alla mancanza di mediazione e diplomazia è l’esercizio fondamentale del nostro diritto di cittadinanza e di solidarietà con le comunità oppresse in ogni parte del globo.

Basta? Certo che no. Occorre costruire la pace ed è ormai evidente come questo processo passi attraverso un’equa distribuzione delle risorse, come le fonti energetiche. Oggi è ancora più evidente ed è un effetto indiretto di questo conflitto mondiale, come il controllo della produzione di energia sia fondamentale per le nostre vite e al centro della speculazione globale.

Ma quale energia?


Secondo 25 ONG europee (tra cui Cittadini per l’Aria e Legambiente) in un appello pubblico ai leader politici, l’Unione Europea dovrebbe mettere l’embargo su tutte le importazioni di petrolio e gas dalla Russia per fermare il finanziamento della guerra di Putin contro l’Ucraina. La coalizione chiede anche che il paese di origine dei prodotti petroliferi sia indicato chiaramente nelle stazioni di servizio per garantire che i consumatori non finanzino inavvertitamente il regime di Putin.


Oggi come ricorda Gianluca Ruggeri, ingegnere energetico, docente universitario e presidente di E’ nostra, dati alla mano, se avessimo più impianti rinnovabili il costo dell’energia in Italia anziché aumentare a dismisura sarebbe quasi sei volte meno rispetto a quello dell’energia prodotta con le fonti fossili.

Fonti fossili che sappiamo sono responsabili oltre che dell’inquinamento anche dei cambiamenti climatici. Anche per questo ci pare ancora più importante l’appello di scienziati, medici e ricercatori Minds-for-One-Health (M4OH) che chiedono al Governo Draghi una risposta diversa all’emergenza energetica: rinnovabili, risparmio e mobilità sostenibile.

Questi sono solo alcuni degli esempi su come costruire un pianeta di pace, a tutela delle giovani e future generazioni. La guerra è invece l’azzeramento di ogni speranza e proprio per questo va condannata con forza. Pensiamo solo al voler riprestinare le centrali a carbone e il nucleare. Come se la lezione di Chernobyl e il controllo russo della centrale di Zaporizhzhia non siano ancora sufficienti per capire la persistenza della pericolosità degli impianti nucleari esistenti, specie nell’Europa dell’Est. Senza parlare del problema scorie e incidenti comunque possibili.


Intanto, secondo quanto riportato dal rapporto delle Nazioni UnitePollution, harmful substances cause twice the number of deaths a year than Covid-19. 2022, il cambiamento climatico e l’inquinamento atmosferico si alimentano a vicenda e comportano effetti insostenibili su sistemi ecologici e salute umana. L’esposizione a inquinamento e sostanze chimiche tossiche causa ogni anno almeno nove milioni di morti premature, il doppio del numero causato dalla pandemia di Covid-19 durante i suoi primi 18 mesi.


Oggi mentre cominciamo drammaticamente a contare le vittime del conflitto russo-ucraino, non lo dobbiamo dimenticare. Oltre a manifestare per la pace, mandare i nostri aiuti e accogliere gli sfollati, dobbiamo cambiare energia per spostarci, per cibarci, per riscaldarci. Non solo i paesi di approvvigionamento. Ma anche le fonti, che non possono e devono essere fossili.

Il ritorno al carbone dal quale dobbiamo uscire entro il 2030 o l’incremento del gas, anch’esso fossile, devono essere scongiurati, proprio per impedire che il controllo delle fonti energetiche centralizzate possa inginocchiare interi paesi e porzioni di territorio. Così come la Russia ha di fatto compiuto conquistando la centrale di Zaporizhzhia, la più grande d’Europa.

Essere oggi per una transizione energetica non di facciata ma davvero ecologica è fondamentale per far cessare la guerra. L’energia rinnovabile (solare, fotovoltaico, eolico, idroelettrico, idrogeno) insieme a politiche diffuse di risparmio, può essere ampiamente distribuita e diffusa nei territori a partire dalle comunità energetiche, che non sono sogni ma sempre più realtà.

Sta a noi scegliere. Anche in questo modo si può costruire la pace.

Foto di Barbara Dell’Acqua


Rosy Battaglia
per Cittadini Reattivi APS

Questo testo, parzialmente aggiornato a oggi 7/3/2022 è uscito nella nostra newsletter #LiberaeCivica. Se non l’hai ancora ricevuta, clicca qui per iscriverti.

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