Disapplicata parzialmente l’AIA 2025. Stop dal 24 agosto 2026 salvo integrazioni. Richiamata la sentenza della Corte di Giustizia UE

Il Tribunale di Milano, Sezione XV civile, con decreto del 25 febbraio 2026 ha disposto la sospensione dell’attività produttiva dell’area a caldo dello stabilimento ILVA di Taranto, a decorrere dal 24 agosto 2026.
 
Il provvedimento interviene nel procedimento per azione inibitoria promosso da residenti del Comune di Taranto, (dieci Genitori Tarantini e un bambino ndr), e disapplica parzialmente l’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA 2025), ritenendo insufficienti alcune prescrizioni relative al monitoraggio delle polveri sottili, alla gestione delle emissioni diffuse, ai cosiddetti “wind days” e ad altri interventi di ambientalizzazione.
 
Nel decreto viene richiamata espressamente la sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea del 25 giugno 2024 (causa C-626/22), che impone la sospensione dell’attività di impianti industriali in presenza di pericoli gravi e rilevanti per la salute e per l’ambiente. L’ordine di sospensione non è immediatamente esecutivo e potrà essere impugnato nei termini di legge.
 
Il Tribunale ha inoltre previsto che la sospensione cesserà di avere effetto qualora le società presentino un’integrazione dell’AIA con tempi certi e ragionevolmente brevi per l’attuazione degli interventi ritenuti carenti. Il decreto è stato trasmesso alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea. Per saperne di più leggi anche qui tutti gli articoli e le inchieste di Cittadini Reattivi su Taranto e da oggi sul nostro nuovo progetto [No] Zone di Sacrificio https://nozonesacrificio.cittadinireattivi.it/storia/taranto-zona-sacrificio-europa/    
 
L’intervista in diretta e la testimonianza con i Genitori Tarantini, i promotori della causa 
 
 
 

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