Mentre regione Lombardia latita in iniziative concrete contro l’inquinamento atmosferico, scienziati e cittadini si mettono a convegno per elaborare proposte, confrontarsi e riflettere sui dati scientifici che evidenziano come nella regione più inquinata d’Italia, non casualmente, anche la pandemia abbia ottenuto uno dei più alti tassi di mortalità da Covid-19 al mondo.

L’iniziativa promossa e organizzata da Rete Ambiente Lombardia si terrà sabato 23 aprile a Cremona, forte di oltre 40 adesioni di associazioni e comitati impegnati in tutta la regione sui temi della salute e della sostenibilità ambientale e sociale.

E’ la prima volta che così tante realtà del volontariato ambientale e sociale si ritrovano dopo le restrizioni del Covid e soprattutto scelgono come sede Cremona, la seconda città più inquinata d’Europa per Pm2,5, per una giornata straordinaria dedicata all’aria pulita, alla salute e alle misure per battere l’inquinamento, causa di morte certa per almeno 80 mila persone l’anno in Italia. Molte delle quali concentrate proprio in pianura Padana, non a caso regione record anche la mortalità da Covid-19.

Uno scambio ravvicinato tra le diverse esperienze territoriali sia di individuare modalità, tappe e obiettivi a livello regionale per raggiungere la quota di riduzione delle emissioni di Co2 e gas climalteranti previsti dalla stessa Unione Europea.

Non sfugge a nessuno che la guerra in corso nel cuore dell’Europa dovrebbe spingerci a rendere l’Italia più indipendente rispetto alle fonti fossili, gas compreso, e dunque ad accelerare la transizione ecologica ed energetica verso le fonti rinnovabili e l’efficienza energetica. Così come è evidente che la corsa al riarmo convenzionale e nucleare aumenta le divisioni sul piano internazionale e diminuisce le risorse disponibili per raggiungere gli obiettivi dell’Agenda 2030 dell’ONU che unifica obiettivi ambientali e obiettivi di giustizia sociale.   

Il nodo tra scelte dell’ecologia integrale e ritardi della politica sarà affrontata nell’incontro di sabato mattina presso l’Oratorio di Cavatigozzi, quartiere scelto non a caso come emblema del difficile rapporto tra Amministrazioni e democrazia partecipata, tra ambiente e lavoro, tra interessi economici  consolidati ed esigenze dei cittadini.

Il secondo momento del programma prevede una ricognizione dei luoghi della periferia industriale e ambientale della città, per concludersi nell’area della Tamoil.

Il terzo momento, pubblico e aperto a tutti, si svolge presso il Salone Bonomelli del Centro Pastorale Diocesano in via Sant’ Antonio del Fuoco, sempre a Cremona, in centro città a partire dalle ore 14,30. Un vero e proprio convegno medico-scientifico che Rete Ambiente Lombardia ha voluto organizzare in collaborazione con Onde nel Gerundo, sezione territoriale dell’Istituto Ramazzini di Bologna. Il coordinamento operativo è stato affidato agli Stati generali Clima, Ambiente, Salute della provincia di Cremona.

Aprirà i lavori il dott. Daniele Mandrioli, direttore del Centro di ricerca Cesare Maltoni dell’Istituto Ramazzini, provando le relazioni che intercorrono tra inquinamento dell’aria e maggiore gravità di Covid-19. Seguiranno comunicazioni del prof. Roberto Lucchini, docente di medicina del Lavoro all’Università di Brescia e oggi impegnato in importanti collaborazioni negli Stati Uniti; di Edoardo Bai, esponente di Isde-Medici per l’Ambiente di Milano e già consulente nel caso Tamoil; di Angelo Pan, direttore Malattie Infettive presso l’Ospedale di Cremona e in prima linea sul fronte Covid; di don Lorenzo Maggioni, docente all’Università Cattolica di Milano, sul rapporto tra democrazia, ambiente e lavoro; di Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia che completerà i contributi dal punto di vista ecologico e sociale.

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