Mentre i cittadini di Taranto vessati dall’inquinamento della più grande acciaieria d’Europa manifestano a Roma a Piazza Montecitorio, mentre si attende il pronunciamento del Consiglio di Stato, (in relazione al ricorso presentato da ArcelorMittal la multinazionale che ancora gestisce lo stabilimento e dai commissari contro la sentenza del Tar Lecce che ha confermato la validità dell’ordinanza di chiusura emanata dal Sindaco di Taranto il 27 febbraio 2020), un’altra fuga di gas allo stabilimento in queste stesse ore, ferma uno degli altoforni, il numero 4 e porta all’evacuazione degli impianti.

Le Acciaierie d’Italia, così rinominate dopo l’intervento dello Stato Italiano in soccorso della multinazionale indiana Arcelor Mittal, proseguono la loro produzione mentre gli impianti obsoleti continuano a mettere a rischio gli stessi operai e la popolazione che vive intorno allo stabilimento.

L’ennesima fuga di gas conferma le paure del comitato Giustizia per Taranto che ha presentato un esposto alla procura della Repubblica di Taranto per l’inquinamento del siderurgico da ottobre 2019 a maggio 2021. Si tratta di una denuncia, la prima riferita anche ad Acciaierie d’Italia che da aprile gestisce la fabbrica, che «vuole raccogliere il testimone del processo Ambiente Svenduto che riguarda fatti fino al 2013».

Come Cittadini Reattivi abbiamo scelto di documentare il momento della manifestazione a Roma, che sicuramente non può essere ignorato dall’opinione pubblica. Sia per le quantità di denaro pubblico che sono drenate dal siderugico, sia per l’impatto ambientale e sanitario sulla comunità tarantina che comporta tutt’ora, come rivelato da un ultimo studio epidemiologico, un eccesso di mortalità nelle popolazioni che vivono intorno allo stabilimento. Secondo lo studio dal 2011 al 2019 in totale si registrano nei tre quartieri considerati 1075 morti in eccesso di cui 803 statisticamente significativi. E l’eccesso di mortalità medio annuo è di 119 morti di cui 89 statisticamente significativi.

Ricordiamo che nel 2019 anche la Corte Europea dei diritti umani ha condannato l’Italia proprio per non aver tutelato il diritto ad una vita privata dei cittadini tarantini e aver salvaguardato invece la produzione dell’acciaio.

Mentre scriviamo apprendiamo che il presidente della Camera dei Deputati, Roberto Fico, ha ricevuto una delegazione dei cittadini tarantini. E’ importante l’ascolto delle istituzioni. Anche perché la salute degli abitanti di Taranto non è d’acciaio.

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