Premio Luisa Minazzi 2020

Anche quest’anno, profondamente segnato dall’emergenza Covid-19, torna il “Premio Luisa Minazzi – Ambientalista dell’anno”: un premio che, grazie alle storie e all’impegno degli otto finalisti, cerca di dare un po’ di speranza in questo tragico momento per i valori che trasmette: impegno civico, resilienza e passione per il bene comune.
Dedicato a Luisa Minazzi, storica attivista di Casale Monferrato, il Premio Ambientalista dell’anno rientra nel Festival della Virtù Civica, che si terrà dal 29 novembre al 4 dicembre, ed è promosso da Legambiente e dal mensile La Nuova Ecologia.

Gli otto finalisti, per cui si potrà votare fino alla mezzanotte del 27 novembre, vengono selezionati da una giuria preliminare composta da giornalisti, esperti ed esponenti di organizzazioni sociali e ambientali italiane, tra cui figura anche la nostra Rosy Battaglia.
Superata la prima selezione, i candidati vengono vagliati dal Comitato Organizzatore, tra cui spiccano le associazioni Afeva, Legambiente Casale Monferrato e Agesci, da sempre in prima linea nella lotta all’amianto. Dopodiché il voto passa alla giuria popolare e, cioè, anche a voi: a questo link infatti siete ancora in tempo per votare il progetto che più vi affascina. C’è tempo, come detto, fino al 27 novembre.

Anche per quest’anno, Cittadini Reattivi dedicherà una targa commemorativa o, meglio, un premio speciale per l’attivismo civico. A questo link potete rileggere l’articolo riguardante la premiazione di Margherita Eufemi, “Cittadina Reattiva 2019”.
I risultati saranno resi noti durante la cerimonia di premiazione prevista per venerdì 4 dicembre, alle ore 16.30 a Casale Monferrato (Al), in conclusione del Festival della virtù civica. La cerimonia sarà trasmessa online, sul sito del Premio Luisa Minazzi.

Quelle dei finalisti, rappresentano otto storie di cambiamento che rispecchiano il volto migliore del nostro Paese per il messaggio civico, ambientale e solidale che esprimono. Storie di lotte civiche per il proprio territorio, per la salute, l’ambiente e la legalità, spesso animate pure dalla passione che li porta a sfidare le difficoltà quotidiane.

Brevemente vi presentiamo gli otto finalisti (maggiori informazioni le potete trovare sul sito del Premio Luisa Minazzi o sulla pagina Facebook):

Vincenzo Balzani, tra i chimici più conosciuti al mondo. Professore emerito dell’Alma Mater Studiorum all’Università di Bologna e divulgatore, ha dedicato il suo ultimo libro “Salvare il pianeta per salvare noi stessi. Energie rinnovabili, economia circolare, sobrietà” (Edizioni Lu.Ce), alla necessità di abbandonare i combustibili fossili a favore delle energie rinnovabili, modificando, così, i consumi, gli usi e i costumi individuali;
Famiglia Bertolino, che, seguendo un modello virtuoso dal punto di vista ambientale e di imprenditoria sociale, sono i fondatori nel 2017 di Ri-generation, un’azienda che ricicla e ridà vita ai vecchi elettrodomestici;
Alessandra Dolci, in magistratura dal 1986. Come Sostituto Procuratore della Repubblica della Direzione Distrettuale Antimafia di Milano si è occupata di indagini in tema di criminalità organizzata, tra le quali Infinito/Crimine, in coordinamento con l’Antimafia di Reggio Calabria, che nel luglio 2010 portò all’arresto di circa 300 appartenenti alla ‘ndrangheta. Dal dicembre 2017 è Procuratore Aggiunto e dal 12 gennaio 2018 coordina l’Antimafia di Milano e l’ufficio Misure di Prevenzione. Tra le tante inchieste che continua ad affrontare ci sono anche quelle in campo ambientale, per contrastare quel triste spaccato d’Italia che non esita a cercare di lucrare sul traffico di rifiuti e sugli incendi agli impianti;
Rosario Esposito La Rossa, autore teatrale e scrittore, vive a Scampia dove ha acquistato la casa Editrice Marotta Cafiero riconvertendola alla sostenibilità utilizzando inchiostri vegetali, colle senza plastificanti che permettono di produrre libri biodegradabili. Oltre a quelle quotidiane nel suo territorio, non è l’unica battaglia che deve affrontare;
ProPositivo, un progetto nato in Sardegna con lo scopo di contrastare lo spopolamento ambientale e sociale dell’isola. Dopo poco è diventata associazione e sono nati il progetto “Trasformare la crisi in opportunità” e il Festival della Resilienza;
Save the truffle, salviamo il tartufo, è un progetto nato nel 2015 ad Alba da un’idea di Carlo Marenda e Edmondo Bonelli, che vogliono porre l’attenzione sul problema della sopravvivenza nelle Langhe, nel Roero e nel Monferrato dei boschi a vocazione tatufigena: cultura, ambiente e consapevolezza per la sostenibilità e la biodiversità dei territori;
Paolo Strano, da anni lavora nelle carceri e da anni sa benissimo che il rischio di recidiva è minore se le persone sono inserite in progetti lavorativi: per questo ha fondato, nel carcere Regina Coeli di Roma, la Onlus Semi di Libertà che dal 2014 forma detenuti e sviluppa idee imprenditoriali: tra cui, ad esempio, la produzione di birra “Vale la Pena” e “RecuperAle”, birra fatta con pane vecchio destinato ad essere buttato, oppure, una cooperativa che produce conserve e succhi di frutta destinati alle persone più bisognose;
Alessandra Viola, giornalista, scrittrice, produttrice e sceneggiatrice per la tv, docente universitaria…in poche parole “Ambasciatrice della natura”, come l’ha nominata nel 2019 il Centro Parchi Internazionale. Divulgatrice scientifica e ambientale, tra le sue opere più riconosciute troviamo Verde brillante. Sensibilità e intelligenza del mondo vegetale” (con Stefano Mancuso, Giunti 2013), “Trash. Tutto quello che dovreste sapere sui rifiuti” (con Piero Martin, Codice edizioni 2017) e “Flower power”, pubblicato da Einaudi.

 

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