Il Sito di interesse Nazionale Terni Papigno ricopre un’area di circa 655 ettari (corrispondente a 655 campi da calcio), a circa tre kilometri dall’area di interesse ambientale delle Cascate delle Marmore, ed è suddiviso in aree a rischio di contaminazione passiva e aree produttive sede di attività potenzialmente inquinanti, interessate da un importante inquinamento ambientale da calciocianamide, amianto in stato polvirulento, metalli pesanti e idrocarburi.

E’ uno dei 44 siti inseriti in SENTIERI, lo Studio epidemiologico nazionale dei territori e degli insediamenti esposti a rischio da inquinamento, curato dall’Istituto Superiore di Sanità, che ne osservato un eccesso della mortalità per tutte le cause e per tutti i tumori rispetto all’atteso per gli uomini e un eccesso di
mortalità per tutti i tumori e per le patologie dell’apparato digerente per le donne.

Riportiamo il testo del Decreto Ministeriale n. 468/ 2001 che ha inserito il sito del Piano Nazionale di Bonifica.

Il sito in oggetto comprende l’area relativa all’impianto siderurgico di Terni, dove vengono prodotti semilavorati di acciaio nella sua configurazione storica ed attuale.
La societa’ Terni per l’acciaio e l’elettricità ha svolto in passato, le proprie attività in varie aree del comune di Terni.
In particolare le attivita’ produttive che oggi sono concentrate in un unico stabilimento, fino alla meta’ degli anni ’70 si sono svolte anche in aree, attualmente dismesse e di
proprieta’ del comune di Terni. Consistenti zone delle suddette aree sono state utilizzate per deposito provvisorio e/o definitivo di materiali di scarto delle attivita’ produttive.
In particolare gli interventi che saranno attuati riguardano:

  • bonifica e messa in sicurezza dell’area industriale dismessa in localita’ Papigno, e degli ex stabilimenti Gruber e Centurini nonche’ del sito della vecchia discarica per scorie siderurgiche dismessa nel 1972 e ubicata all’interno dell’unita’ produttiva;
  • bonifica e miglioramento ambientale dell’attuale sito di discarica di 2a categoria tipo B per rifiuti speciali, attiva, che ricomprende una zona destinata fino al 1997 a discarica di 1a categoria, al servizio dei comuni e dell’area ternana;
  • bonifica e messa in sicurezza delle aree contaminate da PCB ubicate all’interno dell’attuale stabilimento siderurgico A.S.T. e nell’area dell’ex stabilimento di Papigno;
  • bonifica e messa in sicurezza delle aree contaminate da amianto ubicate all’interno dell’attuale stabilimento siderurgico A.S.T. e nell’area dell’ex stabilimento di Papigno;
  • bonifica e miglioramento ambientale delle aree contaminate da polveri prodotte dal processo siderurgico ubicate sia all’interno che nelle immediate adiacenze dello stabilimento.

Principali caratteristiche ambientali.
I siti individuati costituiscono nel loro complesso una zona caratterizzata da una netta prevalenza di attivita’ industriali ancora in essere o dismesse che hanno trovato in
quest’area la loro naturale collocazione a partire dagli anni ottanta del secolo scorso per una serie di favorevoli condizioni legate essenzialmente alla disponibilita’ di energia a basso costo ed una morfologia particolarmente adatta per l’installazione di attivita’ artigianali ed industriali, ancorche’ di notevolissimo pregio paesaggistico ed ambientale in quanto posta nel tratto iniziale della media Valnerina conosciuta a livello nazionale ed internazionale per le sue pecularieta’ naturalistiche di cui l’emergenza piu’ rilevante e’ costituita dalla Cascata delle Marmore.
Nel tempo lo sviluppo urbanistico della citta’ di Terni ha fatto si’ che l’area industriale originariamente collocata completamente al di fuori del nucleo urbano, venisse
inglobata nel tessuto cittadino e quindi attualmente lo stabilimento A.S.T. ed anche le aree industriali dismesse sono completamente contornate da insediamenti residenziali.
Cio’ ha comportato che l’attivita’ industriale ed i nuclei urbani interferiscono fortemente tra loro determinando reciproci condizionamenti.
Va inoltre fatto rilevare che l’ormai piu’ che secolare presenza delle suddette attivita’ industriali siderurgiche, chimiche e tessili caratterizzate da processi produttivi di
rilevantissima potenzialita’ e di forte impatto, ha dato luogo soprattutto nei periodi passati sia per la scarsa sensibilita’ dei problemi ambientali che per la mancanza di
norme di salvaguardia, a situazioni di concreti rischi per l’ecosistema con pesanti riflessi sull’utilizzo delle aree. Per tali ragioni si ritiene particolarmente importante produrre un tempestivo ed efficace sforzo di risanamento dell’intera area.
La vastita’ dell’area, il pregio naturalistico delle aree circostanti, la sua collocazione nel tessuto cittadino, il pericolo connesso alla tipologia degli inquinanti ed alla presenza di discariche industriali, le ragioni occupazionali portano a ritenere che il sito presenti caratteristiche di elevato rischio ambientale e sanitario”

Con successivo decreto ministeriale dell’8 luglio 2002 “Perimetrazione del sito di interesse nazionale di Terni Papigno” è avvenuta la perimetrazione del sito che individua le aree potenzialmente contaminate da sottoporre ad interventi di caratterizzazione, messa in sicurezza d’emergenza, bonifica, ripristino ambientale e attività di monitoraggio. A seguito della perimetrazione del SIN, il Comune di Terni si è trovato a gestire, come Ente attuatore, le operazioni di bonifica, ai sensi del decreto ministeriale n. 471 del 1999 prima e del decreto legislativo n. 152 del 2006 poi, delle aree di proprietà tra cui le aree degli ex stabilimenti di Papigno, della ex discarica di Papigno e l’area ex lanificio Gruber.

In data 3 ottobre 2013 il Senatore Stefano Lucidi (M5S) ha effettuato un’interrogazione al Ministero dell’Ambiente in cui si delinea la situazione di ritardo della bonifica e il pericolo di salute per la popolazione che denota come il “tempestivo ed efficace sforzo di risanamento dell’intera area” prospettato nel 2001, ad oggi non sia, anche qui finora avvenuto.