Riceviamo da Stefano Sarti, vice-presidente di Legambiente Liguria sulla mobilitazione a La Spezia per salvare Piazza Verdi, di cui avevamo parlato qui.

Sul caso della contestata ristrutturazione di Piazza Verdi, alla Spezia, arrivano adesioni all’appello lanciato dai presidenti nazionali di Italia Nostra e Legambiente. Assieme a quelle provenienti da Spezia o dalla Liguria, anche quelle di nomi noti a livello nazionale nel campo della tutela e della difesa del paesaggio, come quella di Salvatore Settis, archeologo, storico dell’arte ed ex Direttore della Scuola Normale Superiore di Pisa, che aderisce all’appello lanciato dai presidenti nazionali di Italia Nostra e Legambiente.

Tra le accuse rivolte all’Amministrazione quelle di non aver rispettato il vincolo di tutela dei 70 anni e di non aver coinvolto i cittadini nelle scelte decisionali che riguardano la loro città, questo nonostante il progetto di ristrutturazione, che prevede installazioni dell’artista francese Daniel Buren, costerà quasi 3 milioni di euro, un terzo dei quali a carico dei cittadini.

Qui di seguito il testo dell’appello e l’elenco dei primi firmatari on line su change.org http://chn.ge/164xrkh

il link completo è questo: https://www.change.org/it/petizioni/piazza-verdi-la-spezia-rispettiamo-la-storia-i-diritti-costituzionali-dei-cittadini-e-le-normative-di-tutela-firma-l-appello

Stefano Sarti
Vice-presidente Legambiente Liguria

Per Comitato Difesa Piazza Verdi
Italia Nostra e Legambiente, La Spezia

 

Piazza Verdi, La Spezia: “rispettiamo la storia, i diritti costituzionali dei cittadini e le normative di tutela”. Firma l’appello
Aderiamo all’appello lanciato da settori diversi della cittadinanza della Spezia che rivendicano un fondamentale diritto alla trasparenza e alla partecipazione nei processi di trasformazione del territorio in relazione alla centrale Piazza Giuseppe Verdi.
La piazza in oltre 70 anni ha mantenuto il medesimo assetto, seppur con qualche intervento che non ne ha sostanzialmente alterato il disegno iniziale, e ne conserva la concezione e il quadro storico-architettonico originario. Questo nonostante i bombardamenti che hanno martoriato La Spezia nell’ultima guerra, attraverso cui Piazza Verdi è passata quasi indenne.
Il Municipio ha ignorato il vincolo monumentale cui la piazza è sottoposta fornendo datazioni errate all’ente di tutela (la Soprintendenza ai Beni Architettonici e Paesaggistici) e intende operare una ristrutturazione che è, nei fatti, un rifacimento e non prevede il ripristino dei materiali originari ma, al contrario fa abbondante uso di cemento su un sito fragile, situato a breve distanza dal mare, che insiste su un delicato equilibrio idrogeologico.
La procedura che ha portato all’approvazione del progetto contiene peraltro rilevanti carenze istruttorie che hanno obbligato la Soprintendenza a sospendere l’esecuzione del progetto ed avviare la procedura di interesse culturale prevista dal Codice dei Beni Culturali.
È un intervento che snatura irrimediabilmente l’identità del luogo, cancellandone in modo irreversibile la memoria storica, smantella la piazza esistente inserendo elementi estranei e di qualità architettonica discutibile, al posto delle alberature centrali: portali e pilastri luminosi, vasche squadrate che non si armonizzano con i palazzi circostanti.
Ci si chiede ancora una volta come sia possibile pensare di stravolgere una piazza centrale di una città, senza coinvolgere i cittadini, cioè i legittimi titolari dei diritti sulla città, calpestando così un diritto sancito dalla nostra Costituzione e ignorando che la Comunità Europea dispone che i progetti co-finanziati UE siano condivisi con la popolazione.
La battaglia dei cittadini della Spezia è una battaglia di civiltà, in difesa di un bene comune e dell’assetto storico di una piazza italiana, che appartiene al patrimonio culturale del Paese, tanto più in una città che ha perduto parte del suo patrimonio artistico e che dovrebbe concentrarsi sulla conservazione di quello residuo operando interventi di restauro, rispettosi dei valori identitari, e non avventurarsi in discutibili operazioni milionarie di facciata del tutto decontestualizzate.
Occorre invertire la direzione intrapresa: il nostro compito e il compito degli Amministratori dev’essere sempre più quello di vigilare e tutelare la storia e il paesaggio italiano ricordando che il Codice per “paesaggio” intende «parti di territorio i cui caratteri distintivi derivano dalla natura, dalla storia umana o dalle reciproche interrelazioni»; la sua tutela «salvaguarda i valori che esso esprime quali manifestazioni identitarie percepibili». Il Paesaggio non rappresenta soltanto un motivo “estetico” (da guardare) ma anche “etico” (da vivere) in quanto riguarda il nostro benessere, la salute e la qualità della vita dei singoli e della comunità.

Aderiscono all’appello:

Marco Parini, presidente nazionale “Italia Nostra”.

Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale “Legambiente”.

Salvatore Settis, archeologo e storico dell’arte, Accademico dei Lincei.

Riccardo Adami, (La Spezia) fisico, Politecnico di Torino.

Paolo Bensi, (La Spezia) chimico e letterato, professore di Strumenti e Metodi per la conoscenza e la conservazione del costruito, Dip. Scienze dell’Architettura, e di Storia delle Tecniche Artistiche, Scuola di Specializzazione in Beni Architettonici e del Paesaggio, Università di Genova.

Antonio Bertoli, editore, artista, poeta e saggista, co-fondatore di “City Lights Italia”

Fabio Carlini, (La Spezia) critico cinematografico.

Carlo Da Pozzo, (La Spezia) ordinario di Geografia, Dipartimento di Civiltà e Forme del Sapere, Università di Pisa.

Roberto M. Danese, (La Spezia) docente di Filologia Classica, Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo”.

Vezio De Lucia, architetto, saggista, redattore e vicedirettore di Eddyburg.it, docente universitario, già Direttore Generale dell‘Urbanistica e membro del Consiglio Superiore dei Lavori pubblici.

Vittorio Emiliani, giornalista e scrittore, presidente del Comitato per la Bellezza.

Marco Ferrari, (La Spezia) giornalista e scrittore.

Franco Ferrini, (La Spezia) sceneggiatore.

Alberto Gabrielli, dottore forestale.

Serenella Iovino, professore di Etica, Dip. di Lingue e Letterature Straniere e di Culture Moderne, Università di Torino; membro del Comitato consultivo della “EASLCE European Association for the Study of Literature, Culture and Environment”; Research Fellow della Fondazione “Alexander-von-Humboldt”

Tomaso Kemeny, poeta, anglista, già docente Università di Pavia.

Massimo Marino, critico teatrale, docente Conservatorio di Parma.

Michele Marsonet, preside della Scuola di Scienze umanistiche Università di Genova e prorettore agli Affari Internazionali.

Ettore M. Mazzola, architetto, professore di Urbanismo Tradizionale, Architettura e Tecniche di Costruzione, “The University of Notre Dame – School of Architecture”, South Bend (IN) USA, membro del Consiglio direttivo dell’IMCL “International Making Cities Livable.

Matteo Meschiari, antropologo del paesaggio, Università di Palermo.

Tomaso Montanari, professore associato di Storia dell’Arte Moderna, Dip. di Studi Umanistici, Università di Napoli “Federico II”.

Maria Rosa Montiani, artista e performer, docente di storia dell’arte.

Arrigo Petacco, (La Spezia) storico.

Paola Polito, (La Spezia) già lettrice Università di Copenaghen, coordinatrice “Laboratorio Internazionale sul Paesaggio” (San Biagio della Cima, IM).

Oliviero Ponte di Pino, art director “Book city”, Milano.

Massimo Quaini, geografo, già ordinario di Geografia, Università di Genova.

Alberto Roncaccia, italianista, Faculté des Lettres, Università di Losanna.

Paolo Rosa, artista visivo, co-fondatore di “Studio Azzurro”.

Arturo Schwarz, storico dell’arte, saggista, collezionista, docente e poeta italiano.

Angelo Tonelli, (La Spezia) grecista, poeta, performer, autore e regista teatrale.

Flavia Trivella, giornalista, saggista e esperta del restauro architettonico.

Massimo Venturi Ferriolo, filosofo del paesaggio, professore di Estetica, Dip. di Architettura e Studi Urbani, Politecnico di Milano.

Antonio Zollino, ricercatore, Facoltà di Scienze della Formazione, Dipartimento di Italianistica e Comparatistica, Università Cattolica di Milano.