Fonte: Sistema Nazionale Protezione Ambientale, giugno 2020

Lo ha ribadito pure l’Istituto Superiore di Sanità insieme alle indicazioni su come gli italiani potranno passare l’estate in spiaggia, a causa del Covid-19, tra distanziamento fisico e norme di igiene pubblica più stringenti. Uno dei pericoli maggiori per la salute pubblica e per l’ecosistema, rimane l’inquinamento delle acque. Vero è che oltre 5.400 km delle nostre coste sono bagnate da acque di balneazione marine di qualità “eccellente”, pari al 95% del totale, come comunica il Sistema Nazionale di Protezione Ambientale (SNPA), in base ai campionamenti e analisi per tutelare i bagnanti elaborati dalle Agenzie Regionali per l’ambiente (ARPA).

Ma, ancora a oggi, non tutte le regioni hanno pubblicato i dati ambientali relativi all’attività di monitoraggio, o lo hanno fatto parzialmente. Come la Sicilia, che ha resi note le informazioni per 5 province su 8 e la Lombardia che non pubblica un dato ufficiale sullo stato delle acque dei laghi dal 2016. Brutti campanelli d’allarme, specie considerando che già secondo l’ultimo rapporto ISTAT disponibile (dati 2015) nel nostro Paese solo il 77% dei reflui urbani risulta effettivamente depurato. Ciò ha anche causato l’apertura di una procedura d’infrazione dell’Unione Europea, per la non conformità alla Direttiva 1991/271/CEE sul trattamento delle acque reflue urbane.

La qualità delle acque di balneazione costituisce, infatti, un indicatore significativo del carico di acque non depurate che arrivano in mare dai corsi d’acqua. Dal 2010, con il Decreto legislativo 30 maggio 2008 n. 116 e con la successiva pubblicazione del Decreto Ministeriale 30/3/2010 (G. U. del 24 maggio 2010 S.O. 97), l’Italia ha recepito la Direttiva europea 2006/7/CE sulle Acque di Balneazione. Normativa che è finalizzata alla protezione della salute umana attraverso il monitoraggio di due indicatori di contaminazione fecale (enterococchi intestinali ed escherichia coli), come ha ricordato l’Istituto Superiore di Sanità.

Aree non servite da fognature, funzionamento insufficiente dei sistemi di depurazione, sversamenti abusivi, come abbiamo ricordato nelle scorse settimane. Problemi che richiedono azioni di risanamento di carattere strutturale, ma che non sono ancora una priorità di investimento nelle infrastrutture del Paese. O che, per contraltare, come nel caso del maxi depuratore del Garda sul fiume Chiese, che comportano un impatto ambientale ed economico insostenibile. Come ben sanno i cittadini che ciclicamente ci hanno inviato segnalazioni dalla Lombardia alla Puglia, e le associazioni impegnate nel monitoraggio civico, come Legambiente e Marevivo .

Intanto, segnala SNPA, nei siti delle agenzie ambientali, e nel portale del Ministero della Salute,durante la stagione balneare sono disponibili i dati aggiornati dei controlli effettuati. L’invito è quello di andarli a consultare e verificare. Attraverso questi dati, infatti, vengono promulgati gli eventuali divieti di balneazione da parte dei sindaci. Alcune agenzie mettono a disposizione dei cittadini anche delle apposite App, che possono essere usate su smartphone e tablet, utili anche per segnalare la situazione relativa alla zona in cui uno si trova.

Non sappiamo ancora se la stagione estiva indebolirà ulteriormente, come tutti ci auguriamo, il coronavirus. Certo è che se la voglia di riposo, di ritorno alla natura e alla normalità è grandissima. Ma proprio la “normalità” richiederebbe più responsabilità civica, da parte delle stesse istituzioni territoriali rispetto alle infrastrutture fognarie necessarie. Che dovrebbero essere dimensionate al territorio e alle popolazioni.

Responsabilità e rispetto per l’ambiente che parte anche da noi cittadini. Mascherine e guanti usati nell’emergenza Covid-19 abbandonati, infatti, sono già arrivati in mare. Rifiuti che si vanno a sommare alla presenza di plastiche e microplastiche. Una zuppa davvero indigesta per noi e per tutto l’ecosistema.

[ 08 giugno 2020. Aggiorniamo questo articolo per inserire il link a un nuovo approfondimento di SNPA che include il rapporto dell’Agenzia Europea per l’Ambiente sulle acque di balneazione uscito oggi. Clicca qui per leggere l’approfondimento ].

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