Civic hacking per l’emergenza, anche a Brescia con Covid19Italia.help

Con l’inizio dell’epidemia Covid 19 è stato subito evidente che l’emergenza non sarebbe stata solo sanitaria ed economica ma anche sociale. Per le fasce più deboli della popolazione senza una rete di salvataggio cui attaccarsi, per gli anziani o i positivi al virus che avevano bisogno di consegne a domicilio, per gli studenti senza tablet o computer in difficoltà con la didattica a distanza, per chi si è sentito abbandonato e per chi fatica a districarsi tra le informazioni poco chiare.

In realtà tutti noi ci siamo trovati in una situazione mai vissuta prima e in qualche modo abbiamo dovuto trovare un modo di adattarci alla nuova realtà. Anche molti di coloro che avevano desiderio di rendersi utili, offrire conoscenze o servizi, donare beni, denaro o tempo, nell’incertezza del tempo sono rimasti immobili, sopraffatti da una sensazione d’impotenza.

Per questo è nato il progetto covid19italia.help, per attivare e incanalare la solidarietà e far incontrare domanda e offerta di aiuto con l’obiettivo di aiutare le persone a superare al meglio il momento di crisi che stiamo vivendo. 


Covid19italia.help è un progetto di civic hacking, attivismo civico volontario volto a migliorare i servizi alla comunità sfruttando le potenzialità della tecnologia. C’è un gruppo Facebook, fonte di numerose segnalazioni che vengono vagliate dal team e caricate sulla piattaforma principale covid19italia.help, alimentata anche grazie a un form di segnalazione diretta. Prima di essere pubblicati tutti i contributi sono filtrati e verificati da uno staff di volontari che condividono quelli più significativi in un canale Telegram, su Twitter e Instagram.

Il lavoro di Covid19Italia.help trae grande valore dal legame con i territori perché è agli individui e alle comunità che si rivolge. In particolare, segnaliamo il lavoro realizzato in partnership con Radio Bruno Brescia che due volte a settimana ospita un podcast con alcune segnalazioni selezionate dal team Covid19Italia.help, pensate per il territorio bresciano ma spesso valide anche per tutta Italia. Crediamo sia un servizio importante per il territorio, soprattutto in un luogo già colpito fortemente dall’emergenza sanitaria del coronavirus e dall’inquinamento ambientale.

Sulla pagina Soundcloud di Radio Bruno Brescia trovate tutti i podcast della rubrica, dal 10 aprile, con la nostra Gloria Schiavi e gli altri volontari del progetto Covid19Italia.help

Le segnalazioni riguardano molti ambiti, dalle offerte ad esempio di supporto psicologico o consegne a domicilio, alle raccolte fondi, dai documenti istituzionali allo smascheramento di fake news, ma anche risorse di intrattenimento per grandi e piccini, richieste e donazioni di tablet per la didattica a distanza, punti di raccolta per la “spesa sospesa”. Servizi e iniziative solidali pubbliche e private che riguardano tutta Italia o un singolo territorio. Ad oggi questi sono i numeri:

Nel tempo Covid19Italia.help si è via via arricchito con interventi di esperti in diretta, su temi particolarmente rilevanti durante il lockdown, come il sostegno al lavoro, la violenza di genere o le opportunità per fruire dell’arte e della cultura online. Sono state istituite partnership con Arci e Unhcr per mettere a disposizione le proprie risorse anche agli stranieri e agli utenti di queste realtà, con Italia No Profit per la validazione di alcune raccolte fondi. Come sempre, la rete fa la differenza.

L’impostazione generale del progetto è stata mutuata dall’esperienza di civic hacking legata ad un’altra emergenza, quella di Terremotocentroitalia nata per contrastare lo sciame sismico del 2016: il team di lavoro è fondamentalmente stesso, supportato anche ora dall’ONG Action Aid. Allo stesso tempo, Grecia e Portogallo hanno riadattato l’impostazione del progetto alle loro realtà, riutilizzando l’architettura tecnologica e il codice aperto della piattaforma ospitata su Github.

Tutto questo è civic hacking: pensare in ottica di riutilizzo delle informazioni e dei dati, stimolare iniziative simili, migliorare l’ecosistema sociale e di comunità, coinvolgere volontari con senso civico. Anche stando in casa seduti dietro a un computer. Perfetto al tempo del lockdown

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