Sabato 22 febbraio 2020 a Brescia, in occasione del convegno Cosa succede nel sito Caffaro, a pochi passi dal cuore del Sito di Interesse Nazionale, in Via Milano 30, si terrà la prima presentazione ufficiale, aperta alla stampa di Io non faccio finta di niente, secondo documentario-inchiesta di Rosy Battaglia, prodotto dal basso, grazie al crowdfunding su Banca Etica e Produzioni dal Basso

La proiezione sarà in apertura del convegno “Cosa succede nel sito Caffaro” promosso dal Comitato Popolare contro l’inquinamento zona Caffaro, il coordinamento Basta Veleni e Medicina Democratica. Seguiranno gli interventi dello storico dell’ambiente Marino Ruzzenenti, che esporrà lo stato dell’arte e le mancate bonifiche del Sin, Marco Caldiroli, di Medicina Democratica, i rappresentanti di Basta Veleni e l’Avv. Veronica Gaffuri, che interverrà a proposito dei diritti del “popolo inquinato” alla bonifica e al risarcimento. 

Su Valori.it e su La Nuova Ecologia di febbraio, gli aggiornamenti sulla situazione, che solo alla vigilia di Natale, ha visto nuovamente l’intervento della magistratura per il sequestro di altri capannoni contenenti veleni.

“Io non faccio finta di niente” racconta dal 2013, sei anni di lotte civiche bresciane, per sensibilizzare le istituzioni alle bonifiche.  A partire dal parco della scuola elementare Grazia Deledda a Brescia, contaminata dai veleni della Caffaro. Solo nel 2017, dopo 10 anni, i bambini hanno potuto tornare a giocare sull’erba e non più sul cemento, grazie alle iniziative di pressione dei loro genitori. Sullo sfondo le vicende di chi, anche a livello nazionale, tra movimenti civili, amministratori e medici si è mobilitato, per sollecitare le istituzioni centrali ai processi di bonifica in tutta Italia. 

Brescia non è sola, purtroppo. E’ uno dei 58 siti di interesse nazionale e regionale sparsi in tutta la penisola, dove le bonifiche, a parte Casale Monferrato, vanno a rilento o non sono mai iniziate. Taranto, Mantova, Milazzo, Valle del Sacco e tanti altri. Perché, la verità amara è che, sì, l’Italia è un Paese da bonificare e il costo di questi ritardi ricade tutt’ora sulla salute dei cittadini e dell’ambiente.

Ricordiamo che il documentario-inchiesta è realizzato grazie a 174 produttori dal basso, cittadini e associazioni da tutta Italia con il crowdfunding promosso da Banca Etica su Produzioni dal Basso, con il contributo straordinario dell’Associazione Familiari e Vittime dell’amianto (AFEVA ONLUS) di Casale Monferrato, con il Patrocinio e il contributo straordinario della città di Casale Monferrato, oltre che dal coordinamento Basta Veleni di Brescia.

Dopo l’anteprima bresciana, nelle prossime settimane, il doc-inchiesta sarà presentato in prima nazionale a Roma. Come per il precedente doc-inchiesta, La rivincita di Casale Monferrato, che ha girato la penisola, superando le 30 repliche, da Torino a Roma Capitale, la distribuzione avverrà in tutta Italia, grazie al coinvolgimento di comunità, amministrazioni locali, università, enti e scuole. 

Sarà possibile sostenere e prenotare le presentazioni dal vivo o in formato digitale attraverso la piattaforma di Produzioni dal Basso, con la nuova campagna Libera e Civica http://sostieni.link/24047