Dov’è in Italia lo sciopero globale per il clima? E’ la polemica immotivata lanciata da alcuni dei maggiori media del nostro paese lo scorso fine settimana da fronte di grandi manifestazioni in oltre 6.000 eventi di ben 165 paesi diversi, ma non nel nostro. 

Ebbene eccoli accontentati. Il movimento di Fridays For Future infatti ha proclamato per oggi  anche in Italia il terzo sciopero globale per il Futuro, una settimana dopo il resto del mondo a causa del fatto che le scuole da noi aprono più tardi. Cittadini Reattivi naturalmente è a fianco dei ragazzi che lottano per un ambiente migliore e per un futuro sostenibile. Una delle richieste principali dei manifestanti è quella della proclamazione dell’emergenza climatica da parte del governo e delle amministrazioni locali, azione che dovrà però essere necessariamente sviluppata in un programma di interventi pratici per non diventare solo un’iniziativa mediatica.


Friday for Future, Salerno 15 marzo 2019 – foto Cittadini Reattivi

Nel nostro paese lo sciopero sarà l’atto finale di un’intera settimana (negli altri è stato quello di apertura) di mobilitazione proclamata in tutto il mondo, la Climate Action Week, per sensibilizzare la politica e la cittadinanza sull’urgenza della crisi climatica. 

In effetti al contrario dell’assenza di eventi riportata alcuni media, la settimana è stata aperta in molte città italiane lo scorso venerdì con dei flash mob in cui dei ragazzi si sono messi sopra dei blocchi di ghiaccio con un cappio al collo, un’iniziativa dal significato forte e di impatto dal titolo “Con l’acqua alla gola”.

La mobilitazione è proseguita con eventi, conferenze, assemblee, attività in tutto il paese anche in collaborazione con altre associazioni e culminerà oggi con uno sciopero degli studenti in oltre 150 città e paesi d’Italia sostenuto dallo sciopero dei comparti scuola di CGIL e di vari sindacati di base come SISA, LAS, COBAS. USB e USI sono invece andati oltre proclamando lo sciopero generale per permettere ai lavoratori di unirsi agli studenti nella richiesta di giustizia sociale e climatica.

Insegnanti e sindacati dei lavoratori per il clima

Nella lotta per far valere gli interessi dell’umanità e piegare quelli del profitto e per far sì che la lotta al cambiamento climatico non la paghino i poveri, il contributo dei sindacati e un fronte comune con i movimenti dei lavoratori è fondamentale. L’auspicio quindi è che in futuro anche gli altri sindacati siano più audaci e seguano l’esempio di USI e USB.

Anche molti professori si stanno a loro volta organizzando nei Teachers For Future consapevoli dell’importanza di supportare il movimento e incoraggiare la presa di coscienza e il protagonismo dei ragazzi. Per lo stesso motivo il Ministro dell’Istruzione ha consigliato i presidi di giustificare le assenze degli studenti per lo sciopero, con l’auspicio che le mobilitazioni contribuiscano ad un “cambiamento rapido dei modelli economico-sociali imperanti”.

Teachers For Future da Napoli

A questo proposito i Teachers For Future in un comunicato si augurano che in coerenza con quanto affermato dal ministro ciò significhi l’abbandono dell’idea della scuola azienda e di tutto ciò che in questi anni ha reso la scuola succube di quei modelli sopra citati. Altrimenti aggiungono, “potrebbe sorgere il sospetto che il placet alla partecipazione studentesca non sia altro che un tentativo di neutralizzare il dissenso e cooptare un movimento che comincia a fare paura”.

Il comunicato dei Teachers For Future rispecchia uno dei pericoli e degli errori in cui può cadere il movimento in futuro, quello di essere cooptato. Non bisogna nascondersi che persino dietro il disastro climatico si possono nascondere interessi economici giganteschi e che nei prossimi anni i fondi stanziati dai governi per affrontare la crisi faranno gola a molti. Per avere successo la lotta al cambiamento climatico dovrà essere portata avanti con determinazione e secondo i criteri di giustizia sociale, impedendo che le logiche del profitto privato possano compromettere la necessaria transizione energetica e il cambiamento del modello produttivo e di consumo.

Cos’è l’IPCC e cosa dice sullo scioglimento dei ghiacci lo confermano

Fino a ora molto poco si è fatto si è fatto sul fronte della lotta al riscaldamento globale e proprio per questo poco meno di un anno fa i ragazzi hanno cominciato a mobilitarsi in tutto il mondo creando il movimento di Fridays For Future. A dare il là è stata Greta Thumberg una sedicenne svedese che lo scorso anno ha cominciato a scioperare da scuola ogni venerdi per manifestare davanti al parlamento contro la mancanza di politiche per affrontare la crisi climatica. Greta nel suo discoso all’ONU ha anche ricordato i dati dell’IPCC. Ma che cosa si “nasconde” dietro questa sigla?

La gravità della situazione è nelle pagine dei report sul clima redatto proprio dall’ IPCC, che non è nientraltro che il Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico in capo all’ONU (Intergovernmental Panel on Climate Change – IPCC). L’ultimo rapporto pubblicato due giorni fa da il quadro degli  effetti che le attività umane sull’ambiente stanno già avendo e si aggraveranno se non si agisce rapidamente. Si va dallo scioglimento dei ghiacciai con innalzamento dei mari, alla perdita di biodiversità, all’acidificazione degli oceani, all’aumento di fenomeni meteorologici estremi, fenomeni questi che metteranno in pericolo la vita di milioni di persone e che potrebbero minacciare l’intera civiltà umana.

Friday for Future, Salerno 15 marzo 2019 – foto Cittadini Reattivi

Per limitare i danni bisognerebbe contenere entro 1,5 ° l’aumento di temperatura rispetto all’era preindustriale, ma il tempo rimasto per raggiungere questo questo scopo è poco. Le emissioni di CO2 dovrebbero essere dimezzate entro il 2030 e azzerate entro il 2050. Si tratta di un obiettivo molto ambizioso e che richiederà il massimo sforzo, una completa revisione del sistema produttivo e di consumo e notevoli risorse per essere raggiunto.

Non è un caso che il report dell’IPCC sia arrivato in concomitanza con la Climate Action Week. In questi giorni infatti l’agenda politica internazionale è focalizzata sul clima. A New York si è tenuta in settimana il Climate Action Summit, un vertice ONU sul clima in vista della Conferenza delle Parti che si terrà a dicembre. Al summit è stata invitata anche Greta Thunberg le cui parole sono state un durissimo atto di accusa nei confronti dei rappresentanti politici di tutto il mondo. Sono infatti 26 anni che si riuniscono per discutere il problema del  riscaldamento globale e i risultati sono stati tanti buoni propositi, accordi di scarsissimo o nessun valore pratico e emissioni di CO2 in costante aumento .

La giovane attivista svedese non ha fatto altro quindi che sbattere in faccia ai politici la loro in azione criminale. In questo contesto di inadempienza della politica il movimento di Fridays For Future rappresenta una svolta fondamentale in quanto per la prima volta è riuscito a creare delle mobilitazioni di massa in tutto il mondo e a portare così una forte pressione sulla politica.

Gli eventi segnalati dalla rete dei cittadini reattivi : ecodidattica e formazione

All’azione politica del movimento di Fridays For Future, si affianca però anche quello dell’informazione, dell’educazione e dell’aumento della consapevolezza del problema e di come affrontarlo.

Tra gli eventi organizzati in questo ambito segnaliamo quelli promossi dagli amici di Cittadini Reattivi che sono stati lanciati anche sul nostro gruppo facebook, aperto a tutti coloro che si impegnano concretamente nel proprio territorio per il cambiamento.

Fridays for Future Napoli e Ecologie Politiche del Presente hanno organizzato a Napoli dal 2 al 4 ottobre una scuola di formazione che anticiperà l’assemblea nazionale di Fridays For Future del 5 ottobre. La scuola dal titolo  “Life vs Capital. Capire la crisi, cambiare il mondo”, come si legge nella descrizione nasce dal “bisogno di nuovi attrezzi, di nuove teorie e pratiche epistemologiche che mettano a nudo i legami tra la produzione e riproduzione di sapere e la privatizzazione e messa valore del vivente.”

Il progetto Ecodidattica a Taranto


Ieri 26 settembre è invece partito all’IISS Righi di Taranto il corso di formazione per docenti dal titolo “Futuro sostenibile” nell’ambito del piano di formazione della rete Ecodidattica, un progetto  di rete per l’educazione ambientale, la cittadinanza attiva e la green economy nelle scuole ideato dal professore Alessandro Marescotti. Legato a Ecodidattica vi è anche il caricamento sul sito dell’IISS Righi di Taranto di un apposito Padlet con oltre cento video sui cambiamenti climatici e con diversi materiali didattici e informativi per capire come contrastarli cambiando le tecnologie, le decisioni politiche, la cultura e la società.

Buona manifestazione a tutti, inviateci le foto dalle vostre manifestazioni, le pubblicheremo sui nostri Social. Questo è solo l’inizio, come dice Greta.

#globalstrike #fridayforfuture