Questo l’intervento di Rosy Battaglia come presidente di Cittadini Reattivi, in occasione dell’Open Government Forum del 28 novembre 2018 presso il Dipartimento della funzione pubblica, a Palazzo Vidoni su invito della ministra Giulia Bongiorno.  Incontro conoscitivo, come ci ha comunicato la stessa ministra “per avere un proficuo scambio di idee sui temi del governo aperto, ma anche per dare concreto avvio al processo per la stesura del 4° Piano d’azione nazionale per l’Open Government nell’ambito della partecipazione italiana all’OGP-Open Government Partnership”.

 

Ringrazio la Ministra Bongiorno e manderemo una mail di presentazione del lavoro fatto e delle motivazioni per cui riteniamo indispensabile che prosegua questo tavolo di confronto diretto tra Ministro, DIpartimento Funzione Pubblica, Pubblica Amministrazione e società civile organizzata.

Come ha anticipato il collega di Transparency, c’è una fitta rete di associazioni che lavorano sulla trasparenza in Italia da molti anni. Noi, siamo una piccola ma agguerrita associazione, tra le prime che hanno scelto di promuovere la trasparenza dell’accesso alle informazioni in concomitanza con l’approvazione del decreto trasparenza nel 2013 e l’avvento del diritto di accesso civico.  A partire dall’inefficacia dell’obbligo di pubblicazione, ad esempio dei dati ambientali, e l’impegno per avere il Freedom Information Act in Italia, grazie alla campagna #FOIA4Italy. (Impegno che ci è valso la menzione al premio #OpenGovChampion)

A cosa serve la trasparenza? Ad avere controllo di cosa succede nella macchina della Pubblica Amministrazione e evitare l’infiltrazione della corruzione nei varchi lasciati dallo Stato, ad esempio, in merito alla gestione di fondi pubblici. Esempio concreto:dalla gestione delle bonifiche ambientali ai fondi per la migrazione.

Molte delle associazioni presenti hanno attuato sistemi di monitoraggio civico ad ampi livelli: penso alle migliaia di richieste di Cittadinanzattiva sullo stato della sicurezza delle scuole, al monitoraggio sull’amianto e sullo stato delle bonifiche in Italia, fatto da Cittadini Reattivi e Sportello Amianto Nazionale, al neo progetto di monitoraggio sui beni confiscati realizzato da Libera. ActionAid sul terremoto e i patti di integrità, fino al recente lavoro di Openpolis sui costi della migrazione.

Dalla trasparenza abbiamo da guadagnarci in termini economici, ma anche da una partecipazione migliore e più consapevole dei cittadini: la mancanza di trasparenza è alla base di molti conflitti nei territori, come abbiamo misurato e dimostrato da tempo con inchieste civiche e testimonianze.

Non è una perdita di tempo, Ministra, quello che è iscritto all’articolo 6 della legge 97/2016 “Allo scopo di favorire forme diffuse di controllo sul perseguimento delle funzioni istituzionali e sull’utilizzo delle risorse pubbliche e di promuovere la partecipazione al dibattito pubblico, chiunque ha diritto di accedere ai dati e ai documenti detenuti dalle pubbliche amministrazioni, ulteriori rispetto a quelli oggetto di pubblicazione ai sensi del presente decreto, nel rispetto dei limiti relativi alla tutela di interessi giuridicamente rilevanti secondo quanto previsto dall’articolo 5-bis.”

Dovrebbe servire anche a capire come paghiamo bollette di rifiuti così alte e via così. Oppure perché non possiamo ancora accedere ai dati che riguardano la qualità della salute dei cittadini nei territori e i servizi a loro dedicati.  Diritti per i quali, pur come piccola ma agguerrita associazione ci siamo battuti sin dal primo piano OGP.

Dal 2016 i cittadini italiani hanno, per la prima volta nella storia, il diritto di accedere alle informazioni con la legge 97/2016.  A che punto siamo con il recepimento delle legge? Oltre i dati del monitoraggio Freedom Information Act a cura dei Dipartimento Funzione Pubblica, ricorderei qualche dato raccolto dai colleghi di Diritto di Sapere con il rapporto Ignoranza di Stato : il 73% delle amministrazioni non aveva risposto alle richieste. Uno su tre dei rifiuti opposti erano stati di fatto illegittimi perché l’accesso era stato negato per mancanza di motivazione o utilizzando eccezioni non previste dal decreto trasparenza, a riprova che la nuova norma sia ancora poco conosciuta e rispettata dalle Pubbliche amministrazioni.

Quindi cosa ci aspettiamo? Di continuare a sostenere questo processo, che non è un processo “finalizzato soltanto a creare problemi burocratici”. Va fatta formazione alla PA per facilitare la conscenza e l’uso della legge, così come ai cittadini. Vanno incoraggiati i progetti di monitoraggio civico. Su questo anche la nostra piccola associazione insieme a tante altre si è messa a disposizione da tempo.

Rosy Battaglia, presidente Cittadini Reattivi APS