Contromafiecorruzione-173x300Li hanno definiti gli stati generali dell’antimafia civile. L’ultima edizione era stata nel 2014. Ripartono oggi a Roma “Contromafiecorruzione“, tre giorni di discussione, ascolto, lavoro, promossi da Libera, per fare il punto sulla lotta alle mafie e alla corruzione nel nostro Paese e non solo, viste le rotte internazionali da decenni intraprese dalle cosche criminali.

Come precisano i colleghi di Libera Informazione non sarà un convegno, ma piuttosto uno spazio di approfondimento che vedrà, nell’edizione 2018, confrontarsi esperti e cittadini, all’interno di ben undici gruppi di lavoro, all’interno di quattro aree tematiche quali “persone”, “racconti”, “saperi” ed “economie, in programma sabato 3 febbraio“.

“Le buone pratiche del giornalismo contro le mafie e i bavagli all’informazione” è il titolo dell’’appuntamento organizzato insieme a Fnsi, Ordine dei Giornalisti e tante altre realtà come Ossigeno, Usigrai e Articolo 21 a cui partecipermoì,  che si terrà il giorno 3 febbraio presso la Federazione Nazionale della Stampa – corso Vittorio Emanuele II, 349  a partire dalle ore 9.30.

Verranno messi sotto il riflettore tutti gli ostacoli che sono frapposti alla professione giornalistica, quando è chiamata ad occuparsi di mafie e corruzione. Non solo minacce fisiche ma anche querele giudiziarie minano il lavoro del giornalista che vuole scrivere degli affari della criminalità organizzata. Il prezioso lavoro di Ossigeno per l’Informazione sarà presentato e accompagnato dalle riflessioni anche di avvocati impegnati da tempo nell’affiancamento ai colleghi giornalisti. Porteranno una significativa testimonianza uomini e donne finiti sotto la tutela delle forze dell’ordine, quali Paolo Borrometi e Michele Albanese o Federica Angeli oppure schiacciati dal peso di querele assurdamente temerarie, come Rino Giacalone.

Esistono però altri limiti più subdoli, quali quelli riguardanti il corretto esercizio della propria professione, nel rispetto della deontologia richiesta all’operatore dei media. Per questo parleremo di autocensura, di corretto utilizzo delle fonti e dell’accesso ad archivi sensibili, quale quello della Commissione parlamentare antimafia. E anche dell’esperienza di chi scrive, tra pressioni ricevute nell’affrontare inchieste usando il diritto alla trasparenza su tutela dell’ambiente e della salute e le opacità dello “Stato nello Stato”, combattute a suon di richieste di accesso alle informazioni e con il sostegno dei cittadini. Per scoprire quei varchi, che nel vuoto delle istituzioni, lasciano lo spazio alle ecomafie e al crimine d’impresa.

Ci sarà spazio per presentazione di una serie di esperienze positive del giornalismo associato italiano, da Articolo 21 al Premio Morrione e a Cittadini Reattivi,  ma anche le tante Carte, frutto del lavoro di colleghi impegnati in prima linea, come la Carta di Roma, il Manifesto di Venezia, la Carta di Assisi e altre ancora.

Già nel 2014 Cittadini Reattivi, ancora non costituito come associazione, ma come progetto giornalistico che utilizzava l’apertura delle banche dati e il crowdmapping per scovare e combattere le cause della corruzione e dell’inquinamento delle ecomafie, grazie alla mention della dottoressa Ombretta Ingrascì, era stato “presente” anche se non fisicamente, dopo la partecipazione alla Summer School On Organized Crime del professor Nando Dalla Chiesa.

Dopo 4 anni, in cui anche i percorsi della nostra associazione e delle comunità messe in relazione dal nostro lavoro di controinformazione e documentazione, si sono intrecciati in un progetto importante come la scuola di cittadinanza monitorante, Common di Gruppo Abele e Libera, e nella collaborazione con Illuminiamo la salute.

Un motivo in più per esserci.

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