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Un anno fa, il 10 aprile, furono circa 15000 le persone che a Brescia scesero in piazza per manifestare per la tutela della salute e dell’ambiente. Cittadini comuni esasperati dall’insostenibile situazione di inquinamento della provincia – una vera e propria “Terra dei fuochi del nord” – e dalla mancanza di politiche ambientali adeguate. Promotore della manifestazione è stato il tavolo di lavoro Basta Veleni, attorno al quale si sono riunite numerose associazioni civiche e ambientali del bresciano. Quella manifestazione per Basta Veleni non era però un punto di arrivo, ma una base su cui appoggiarsi per lavorare con le istituzioni affinché qualcosa cambi. Proprio questo lavoro ha portato oggi una sua delegazione ad essere accolta a Roma dal ministro dell’ambiente Galletti.

Tra le associazioni aderenti a Basta Veleni vi è anche il gruppo delle mamme di Castenedolo, che collabora attivamente con Cittadini Reattivi. Abbiamo parlato dell’incontro col ministro e degli obiettivi di Basta Veleni con una delle veterane del gruppo, Raffaella Giubellini.

“Basta Veleni” ci racconta “è una piattaforma che si creata a Brescia circa due anni fa che raduna una cinquantina di comitati e associazioni. C’è stato un anno di lavoro per portare alla grande manifestazione del 10 aprile dello scorso anno dove 15000 persone hanno sfilato per le vie di Brescia per dire basta veleni. Vogliamo una moratoria su tutti gli impianti e le strutture come cave o discariche che hanno un impatto dal punto di vista ambientale e richiediamo l’avvio immediato di una stagione di bonifiche per risanare un ambiente che è fortemente degradato. Forte del risultato di questa manifestazione, il tavolo di lavoro ha cercato di aprire i canali istituzionali e di iniziare un dialogo con le parti interessante. Dove si è potuto, sono state organizzate delle agorà in cui vi è stato un confronto con le istituzioni come con il sindaco di Brescia Del Bono o con il presidente della provincia Mottinelli e ora abbiamo avuto questa possibilità di confrontarci col ministro Galletti.

Quali sono le maggiori criticità nel territorio Bresciano, quelle su cui è prioritario un intervento?

In primo luogo c’è la questione Caffaro, che già da sola è di una portata enorme. Poi ci sono quattro siti dove sono presenti rifiuti radioattivi, due dei quali non sono neanche in sicurezza. Tutte le volte che nel bresciano si scava, come ad esempio con l’autostrada BreBeMi, si trovano rifiuti interrati. Quindi c’è anche la questione delle discariche abusive, visto il passato della zona, molte delle quali ancora da censire e da mettere in sicurezza. Brescia ospita anche l’inceneritore più grande d’Europa. Abbiamo continuato a chiedere al sindaco di fare pressione affinché vengano ridotte le quantità incenerite, ma lo “Sblocca Italia” non lo rende possibile. Col ministro Galetti ci concentreremo sulla moratoria e sulle bonifiche.

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Il Sito SIN Caffaro, Brescia, foto di Rosy Battaglia

La manifestazione dell’anno scorso è stata una grande successo dal punto di vista dei numeri. Ma che risultati ha dato? Si è smosso qualcosa?

Per Brescia portare 15000 persone in piazza per l’ambiente è stato un risultato incredibile e da allora qualcosa effettivamente si è smosso. Da quando esiste il tavolo Basta Veleni, da quando si cerca di lavorare in rete, coordinarci e fare azioni congiunte, qualcosa è cambiato. Se non altro, si è già visto qualche parere negativo su nuove discariche da parte delle istituzioni, noi però vogliamo di più e per questo abbiamo questa iniziativa a Roma.

Come si è arrivati a questo incontro col ministro?

Nasce proprio dalla conclusione di questo questo giro di incontri con le parti istituzionali. Dopotutto il caso Brescia non è agli onori delle cronache come quello della Terra dei fuochi e non è molto conosciuto. Forse perché questa è una terra di grande efficienza, dove c’è lavoro, dove le strutture ospedaliere sono efficienti e perciò questi problemi sono come ammantati da questo benessere materiale. Vi sono poi anche forti interessi economici e così si fa fatica a farli emergere. Proprio per questo, ciò che siamo riusciti a ottenere con Basta Veleni è stato un risultato importante. Per quanto riguarda i risultati concreti, sono ancora timidi, vogliamo ancora di più e lo faremo presente al ministro. Neanche a farlo apposta, sabato il ministro sarà a Brescia per un seminario dove al tavolo di confronto vi saranno anche l’assessore regionale all’ambiente Terzi, il presidente della provincia e il sindaco di Brescia. Noi stiamo organizzando un presidio fuori questo seminario in modo da mantenere costante l’attenzione sui problemi ambientali e far capire che l’attivismo dei cittadini c’è e non si stanca. Ci aspettiamo qualcosa di più concreto rispetto alle risposte in politichese già sentite troppo spesso. Anche grazie alla nostra attività è stata negata l’autorizzazione a un paio di discariche piuttosto grandi, ma i tempi sono maturi per chiedere di più.