Il 24 agosto 2016 la terra ha tremato in centro Italia. La sofferenza della popolazione colpite ha incontrato la solidarietà di molti che si sono prodigati in diversi modi, ognuno secondo le proprie capacità, su tutto il territorio nazionale e oltre. Non vogliamo concentrarci qui sui numeri, i danni e le vittime, ma vogliamo parlare di un’esperienza unica nata a seguito del sisma.

 

Terremoto Centro Italia (TCI) è un progetto realizzato grazie all’impegno di un gruppo di informatici, comunicatori, attivisti e giornalisti che si sono messi insieme spontaneamente dalle prime ore del post-terremoto il 24 mattina per cercare di fare quello che sanno fare meglio: cercare le informazioni, filtrarle, verificarle e passarle alla popolazione con l’obiettivo di aiutare chi era in difficoltà, cercando di guadagnarsi la posizione di fulcro affidabile rispetto alla moltitudine di informazioni che in quei momenti circolavano.

 

Questo lavoro non poteva essere fatto senza la collaborazione delle persone sul posto, i cittadini, le persone, le comunità che le cose le hanno vicine e le vedono in prima persona e le comunicano al gruppo di TCI. Infatti non solo Terremoto Centro Italia lavora per le popolazioni colpite, offrendo informazioni a loro utili, ma anche si inserisce sul territorio per raccogliere informazioni verificate e dare loro eco. In questo lavoro si è inserita anche Actionaid, ONG che si occupa di sviluppo sostenibile e che sta dando un incredibile sostegno grazie alla presenza sul posto con un’unità mobile.

 

Questo è da sempre lo spirito di Cittadini Reattivi: lavorare per la gente e con la gente. Cittadini Reattivi ha aderito subito, nello spirito di quello che è il suo metodo di lavoro, fondato sull’engagement, il crowdsourcing, la verifica e il monitoraggio civico. Al centro di questo lavoro la rete, non solo quella social, ma in primis quella fatta di persone, ognuna con le proprie diverse competenze, necessità, risorse, sensibilità che insieme possono colmare buchi, risolvere problemi e aiutare – o essere aiutati.

 

Anche Terremoto Centro Italia, come la nostra associazione, utilizza un ampio spettro di canali – da Facebook e Instagram a Twitter e Telegram – aperti nei due sensi: come luogo di raccolta per chi vuole collaborare segnalando informazioni, bisogni e offerte, e allo stesso tempo per pubblicare, rilanciare e dare risalto alle segnalazioni che il gruppo ritiene più utili. Il gruppo Facebook, che è stato il primo a partire dopo il terremoto, per la semplicità e diffusione di questo media, ora fa leva su una vasta comunità che conta più di 2200 membri, anche se c’è un nocciolo duro di una ventina di persone che ci lavora costantemente, a turno e sempre su base volontaria, per coordinare le attività, monitorare le informazioni, e confrontarsi anche sui dettagli di gestione di questo progetto che sta crescendo ed ora ha anche un sito web. È bello vedere la semplicità con cui questo gruppo ha preso forma, con cui continua ad operare e si coordina. Persone che non si sono mai viste prima si confrontano in modo paritario e proattivo, in un ambiente disteso e collaborativo.

 

Il progetto non vuole andare a sostituirsi alle autorità bensì affiancarle e aiutarle, entrando anche in collaborazione con esse e con la rete della solidarietà e della ricostruzione. Terremoto Centro Italia è diventato un luogo dove diffondere le informazioni provenienti da diversi canali e funziona perché riesce ad essere vicino alla popolazione, ad agire in modo diretto, senza la burocrazia che spesso caratterizza la catena dell’intervento, la protezione civile, la solidarietà.

 

In un lavoro congiunto, insieme a realtà associative di varia estrazione, Cittadini Reattivi ha deciso di continuare questo lavoro oltre l’emergenza, per realizzare una mappatura degli edifici pubblici danneggiati o distrutti e soprattutto fare monitoraggio della ricostruzione e verificarne la trasparenza. I partner coinvolti ad ora sono Libera, Dataninja, Cittadinanzattiva, Openpolis e Riparte il Futuro, oltre ad Actionaid e Terremoto Centro Italia.

 

Un altro progetto di attivismo civico in rete: Cittadini Reattivi ci ha sempre creduto.