Foia_10_punti_Il Comunicato Stampa di FOIA4Italy

L’Italia ha finalmente un Freedom of Information Act

Una conquista che non sarebbe stata possibile senza la battaglia di Foia4Italy,:
88.000 firme dimostrano che l’unione fa la forza

Roma,  20 maggio 2016. Con il Decreto Trasparenza, approvato dal Consiglio dei ministri il 16 maggio, l’accesso alle informazioni della pubblica amministrazione è finalmente riconosciuto anche in Italia come diritto di cittadinanza in linea con quanto avviene in oltre 90 Paesi al mondo.

Una conquista che è stata possibile anche grazie alle pressioni messe in campo da Foia4Italy: “l’approvazione del Freedom of Information Act – per Federico Anghelé, campaigner di Riparte il futurodimostra che l’impegno della società civile può portare a grandi risultati: Foia4Italy,, mettendo assieme una rete di oltre 30 associazioni, esperti e attivisti, ha lavorato incessantemente per due anni riuscendo a far diventare il diritto d’accesso un tema di discussione pubblica in Italia. Ed è anche grazie alle più di 88.000 firme raccolte che Parlamento e governo hanno preso in considerazione le nostre osservazioni, che hanno contribuito a modificare il testo”.

Secondo Ernesto Belisario, promotore di Foia4Italy, “L’approvazione del decreto sul FOIA, oltre ad essere una buona notizia per la maggiore trasparenza della PA italiana, rappresenta il prezioso risultato della collaborazione tra istituzioni e società civile. Si tratta della dimostrazione dell’utilità e proficuità del ricorso a pratiche di ascolto e partecipazione. Un metodo che è auspicabile venga utilizzato anche in futuro per l’applicazione e il monitoraggio dell’efficacia del nuovo decreto”.

Il testo pubblicato dalla stampa recepisce infatti gran parte dei punti irrinunciabili proposti dai firmatari, risolvendo molte delle criticità presenti nella versione preliminare dello scorso 20 gennaio. In particolare si rileva:

  1. l’eliminazione del “silenzio-diniego”, che avrebbe sollevato le amministrazioni dall’obbligo di motivare il rifiuto all’accesso;
  2. l’eliminazione dell’obbligo per i richiedenti di identificare “chiaramente” i documenti oggetto dell’istanza di accesso;
  3. il riconoscimento della gratuità dell’accesso in formato elettronico e cartaceo, limitando il rimborso ai costi documentati per  “riproduzione su supporti materiali”;
  4. l’introduzione di rimedi stragiudiziali, gratuiti e veloci, per i casi di mancata o negativa risposta;
  5. la previsione di linee guida operative che orienteranno le amministrazioni in un’omogenea e rigorosa applicazione delle nuove norme.

Restano tuttavia alcune criticità. Colpisce, in particolare, l’assenza di sanzioni chiare e rigorose per i casi di illegittimo diniego di accesso (che pure la legge delega aveva previsto) e preoccupano l’eliminazione di alcuni obblighi di pubblicazione previsti dalla legge 33/2013 e la formulazione delle eccezioni ancora troppo generiche. Tali limitazioni si prestano ad essere alibi per le amministrazioni che non hanno voglia di fare vera trasparenza.

Foia4Italy confida tuttavia che questi temi potranno essere affrontati e risolti nei prossimi sei mesi (e cioè prima della piena operatività della norma).

“Questo Foia è un passo storico perché dà agli italiani un nuovo diritto di cittadinanza: quello di conoscere e controllare ciò che fa l’amministrazione pubblica che agisce nel loro nome e interesse. Il percorso che abbiamo iniziato come società civile non è però finito: mancano ancora le linee guida di Anac sulle eccezioni previste per l’autunno. Solo conoscendo queste potremo misurare la vera portata della legge, che rimane comunque perfettibile”, sostiene Guido Romeo, presidente di Diritto Di Sapere e tra i promotori di Foia4Italy.

Nella delicata fase dell’attuazione, Foia4Italy attende di essere consultata, come promesso dal ministro Madia, per quanto riguarda la stesura delle linee operative ANAC, il monitoraggio dell’applicazione della norma, la strategia di comunicazione per la comprensione dello strumento presso la cittadinanza e la pubblica amministrazione e la definizione di un processo partecipativo che sia da riferimento per tutti i decreti legislativi della riforma della PA.

“L’unione fa la forza e le battaglie congiunte hanno portato almeno alla cancellazione del “silenzio diniego”. Sono vecchia abbastanza da poter dire che meglio piccoli passi che niente e che ogni lungo cammino inizia con un primo passo… adesso si parte.” dichiara Flavia Marzano, presidente di Stati Generali dell’Innovazione. Per Ugo Bonelli, componente del consiglio direttivo di Stati Generali dell’Innovazione e del gruppo di lavoro Foia4Italy, “appare particolarmente importante aver introdotto  la gratuità delle richieste di accesso per dati e documenti già disponibili in formato digitale, limitando i costi richiesti dalle Pubbliche Amministrazioni al rimborso dei costi documentati per la riproduzione su supporti cartacei e materiali; tale previsione può agevolare un ampio utilizzo di questo strumento, incentivando le PA alla loro riorganizzazione per processi e procedimenti gestiti digitalmente”.

Nello Iacono, Presidente dell’Istituto Open Data sottolinea che “il FOIA può diventare il laboratorio per la partecipazione attiva. Per questa ragione è anche di grande importanza il percorso che adesso si apre, secondo l’impegno preso dal ministro Madia,  e che quindi, a partire dall’esperienza di questo decreto,  e delle lezioni apprese su questa prima fase, si avvii l’attività condivisa di definizione di un processo partecipativo che valga da qui in avanti per il Foia e che sia riferimento per i decreti legislativi della riforma della PA, nuovo CAD incluso.

Secondo Fernanda Faini, Presidente del Circolo dei Giuristi Telematici, “L’iniziativa Foia4Italy si pone come un’esperienza nuova e inedita di sinergia fra competenze e realtà associative diverse, tese a un obiettivo comune e unite da entusiasmo e impegno condivisi. Il dialogo con le istituzioni ha dato forma a un esempio concreto e tangibile di open government, che si è basato sulla proficua collaborazione tra istituzioni e collettività, nella finalità comune di garantire anche nel nostro ordinamento la libertà di conoscere. Questa è la strada da percorrere anche nei prossimi passaggi e nelle nuove iniziative

Ora anche gli italiani potranno disporre di uno strumento, per quanto ancora migliorabile, fondamentale per monitorare l’operato delle amministrazioni, conoscere informazioni essenziali sulle rispettive comunità e contrastare malaffare e corruzione. Per Davide Del Monte, direttore di Transparency International Italia, “l’introduzione del FOIA è un’ottima notizia per attivisti anticorruzione, giornalisti e semplici cittadini. Da oggi abbiamo uno strumento in più per contrastare la corruzione, ma dovremo vigilare affinché l’applicazione non deluda le nostre aspettative. Per questo ci attiveremo subito con un attento monitoraggio”.

“Torniamo dai cittadini che sui territori chiedono trasparenza con una legge che, finalmente, mette nero su bianco a chi ricorrere nel caso di mancate o incomplete risposte alle richieste di accesso alle informazioni: dal responsabile per la trasparenza al difensore civico e solo in ultima analisi, ai giudici amministrativi – conferma Rosy Battaglia di Cittadini Reattivi –  un meccanismo che potrà favorire la partecipazione e il monitoraggio civico”.

Per saperne di più:

Il testo di legge approvato in Consiglio dei Ministri il 16 maggio 2016

Il sito di FOIA4Italy coordinamento di associazioni nazionali e società civile che si battono per un vero Freedom Informaction Act (di cui Cittadini Reattivi fa parte)

Tutti i post precedenti su Cittadini Reattivi sulla richiesta di una vera legge per il diritto di accesso dei cittadini alle informazioni della Pubblica Amministrazione.

La rassegna stampa e curation su Scoop.it #FOIA4Italy: accesso civico e #opendata ai cittadini aggiornata ad oggi