Sul numero del 6 aprile 2016 di Donna Moderna e online l’inchiesta di Rosy Battaglia, accompagnata dal reportage di Vince Cammarata, sulle mamme che si battono per la salute dei propri figli e la tutela dell’ambiente.

Dalla Lombardia alla Puglia, fanno rete, denunciano problemi, chiedono soluzioni. Con un obiettivo: salvare l’ambiente per salvare i loro bambini. Perché i dati dell’Istituto superiore di sanità sono chiari: i piccoli che vivono in luoghi avvelenati dall’inquinamento hanno un rischio di mortalità più alto.

Quando si mobilitano non ce n’è per nessuno. Attive 24 ore su 24, dal Nord al Sud Italia si moltiplicano i gruppi di mamme che da qualche anno hanno deciso di metterci la faccia per tutelare la salute dei propri figli e l’ambiente in cui vivono. In modo fermo e pacifico, con fantasia e fermezza hanno attirato l’attenzione dei media su temi per cui la società civile attiva si batte da decenni, spesso inascoltata. Usano Facebook e scendono in piazza. Fanno informazione, studiano e si documentano. Con un obiettivo preciso: salvaguardare il futuro delle nuove e delle future generazioni e chiedere conto ai sindaci, prima autorità sanitaria per i cittadini, enti di controllo e politici. Perchè le “Terre dei fuochi”, nel Bel Paese contaminato tra impianti industriali attivi e dismessi, discariche, centrali a carbone, acciaierie e petrolchimici, sono tante, troppe.

FireShot Screen Capture #001 - 'Le mamme d'Italia denunciano l'inquinamento I Donna Moderna' - www_donnamoderna_com_attualita_mamme-associazioni-inquiDi oltre 15 mila siti inquinati sparsi per tutta la penisola, ben 57, i cosidetti “SIN”, “Siti di Interesse Nazionale” e SIR “Siti di Interesse regionale” individuati dal Ministero dell’Ambiente con appositi decreti, dovrebbero avere una priorità di bonifica, sulla base della grave contaminazione ambientale, del rischio e dell’impatto sanitario e dell’allarme sociale conseguenti. Aree su cui vivono, secondo il Ministero della Salute, almeno  oltre cinque milioni e mezzo di persone. Un milione di essi sono minori. Ma come ha ricordato l’Istituto Superiore di Sanità proprio “i bambini sono particolarmente vulnerabili rispetto all’inquinamento ambientale”. Dato ribadito dalll’Organizzazione Mondiale della Sanità in un recentissimo rapporto che conferma la forte correlazione tra salute mancata delle nuove generazioni e inquinamento.

Una migliore gestione dell’ambiente potrebbe salvare la vita ad almeno un milione e 700 bambini, al di sotto dei cinque anni, nel mondo. Bambini che, secondo lo Studio Epidemiologico Nazionale dei Territori e degli Insediamenti esposti a rischio da inquinamento, detto SENTIERI Kids, progetto in attesa di finanziamenti ad hoc dal Ministero della Salute, curato dallo stesso ISS e da AIRTUM, l’Associazione Italiana Registri Tumore, hanno un rischio di mortalità del 4-5% più elevato, rispetto ai rispetto ai loro coetanei che non vivono su siti inquinati.

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