mafia3“Corretti, coraggiosi, competenti” per combattere “corrotti, codardi e cretini”. L’appello alla partecipazione civica alla lotta contro le mafie di Nando Dalla Chiesa, presidente onorario di Libera è partito da  Contromafie 2014 , l’assise della società civile contro le mafie e la corruzione tenutosi a Roma dal 23 al 26 ottobre scorso. 30 seminari, 6 aree tematiche, magistrati, avvocati, professori, formatori e centinaia di ragazzi, associazioni e ONG radunati intorno ad esperienze concrete, lotte quotidiane, che agiscono con buone pratiche di legalità.

Il quadro delineato dagli Stati Generali dei movimenti civili antimafia, ha messo a fuoco quello che poco abbiamo sentito in altre piazze e tavoli all’attenzione dell’opinione pubblica: “Mafie e corruzione regnano quando la politica e l’economia perdono la loro ragione d’essere al servizio della persona, quando le ragioni dello stare insieme e di crescere come singoli e comunità vengono meno di fronte alla ricerca del profitto a tutti i costi, anche in danno di quanti ci sono prossimi” nelle parole di Don Ciotti.

Ed è proprio in questo Paese in crisi, bloccato, imballato nel bengodi delle grandi opere che non finiscono mai, nella giungla degli appalti opachi, delle bonifiche mai fatte, dello sfruttamento dei lavoratori, che regna la collusione tra malaffare e quella politica che dimentica il proprio mandato popolare e si fa serva del profitto senza regole e responsabilità.

Un iceberg enorme di cui affiora ogni tanto qualche picco: gli arresti a singhiozzo su Expo, il Mose. Tra Sistema Lombardia, regione la cui precedente giunta è crollata sotto il peso delle indagini della magistratura per infiltrazioni di n’drangheta e voto di scambio, i vari sistemi di corruzioni locali (il Sistema Sesto, Monza-Brianza), emergono i reati ambientali che soffocano non solo la Campania e la Terra dei Fuochi, ma anche quella pianura Padana che ha venduto anima, onestà e territorio.

Ma non basta l’azione della magistratura. Ognuno deve fare la sua parte e la rivoluzione va compiuta ogni giorno anche con piccoli gesti. Dalla formazione di una cittadinanza attiva e responsabile,  al sostegno dell’informazione di qualità  come garanzia di democrazia alla tutela dei giornalisti esposti a querele e minacce, all’introduzione del reato di delitto ambientale nel nostro codice penale, fino alla restituzione totale alla società dei beni confiscati. Essere insomma “Cittadini veri, non cittadini ad intermittenza” con le parole di Don Ciotti.

Anche per questo Cittadini Reattivi aderisce e fa proprio il manifesto prodotto da Contromafie 2014 :

RESTITUIRE PIENA DIGNITÀ A TUTTI, CON L’INTRODUZIONE DEL REDDITO DI CITTADINANZA

perché i diritti siano esigibili veramente, non ci siano spazi per l’intermediazione di mafie e corruzione e perché vogliamo rendere illegale la povertà

VALORIZZARE IL RIUTILIZZO SOCIALE DEI BENI CONFISCATI ALLE MAFIE E ALLA CORRUZIONE COME STRUMENTI PER LA CREAZIONE DI UN NUOVO WELFARE

recuperando il prodotto economico di traffici come quello delle droghe e degli esseri umani, affrancando le vittime dalla schiavitù personale e materiale, offrendo dignità a quanti nelle carceri devono affrontare percorsi di riabilitazione e reinserimento nella società come previsto dalla Costituzione

GARANTIRE LA FORMAZIONE CONTINUA DEL CITTADINO, PER RENDERLO PARTE ATTIVA DELLA BATTAGLIA CONTRO IL CRIMINE E IL MALAFFARE

rilanciando la centralità della scuola e dell’università pubblica e promuovendo, dal mondo dello sport che vogliamo libero dal doping a quello delle professioni, una nuova cultura della cittadinanza, attiva, corresponsabile e a tempo pieno

DIFENDERE IL RUOLO DELL’INFORMAZIONE COME GARANTE DELLA DEMOCRAZIA, CON IL RILANCIO DEL SERVIZIO PUBBLICO, LA TUTELA DEI GIORNALISTI ESPOSTI A QUERELE E MINACCE, IL SOSTEGNO A PRODUZIONI DI QUALITA’

assicurando la libertà di vecchi e nuovi media, promuovendo le letture e le fonti documentate, perché siano vinti gli stereotipi dei fenomeni criminali e sia valorizzato il valore di quanti mettono al servizio del cittadino le capacità artistiche e le diverse espressioni della comunicazione

ROMPERE I LEGAMI TRA MAFIA E POLITICA, ASSICURARE TRASPARENZA AI PROCEDIMENTI PUBBLICI, CON L’APPROVAZIONE DI UNA LEGGE ANTICORRUZIONE, CHE DAVVERO RECEPISCA LE DIRETTIVE EUROPEE

rafforzando le buone prassi degli amministratori pubblici, come la Carta di Avviso Pubblico, estendendo a scuole e università la mobilitazione di “Riparte il futuro” e rinnovando l’impegno per il contrasto alle pratiche distorte che nascono all’ombra del sistema bancario e finanziario

AGGIORNARE GLI STRUMENTI DI CONTRASTO ALLE MAFIE, ESTENDENDO I MEZZI D’INDAGINE già SPERIMENTATI AI REATI DI CORRUZIONE E ALLA Più GRAVE CRIMINALITà D’IMPRESA

recependo le proposte per un migliore funzionamento delle Direzioni distrettuali antimafia e della Direzione investigativa antimafia e garantendo alla magistratura e alle forze dell’ordine tutte le risorse necessarie

ISTITUIRE IL 21 MARZO COME GIORNATA NAZIONALE DELLA MEMORIA E DELL’IMPEGNO IN RICORDO DELLE VITTIME INNOCENTI DELLE MAFIE

assicurando che i familiari, nei processi alla ricerca di verità e giustizia, siano accompagnati da una tutela legale e da una solidarietà reale e che la stessa ricerca sia resa possibile da un pieno accesso alle fonti, a cominciare dalla desecretazione di tutti gli atti pubblici per dare una risposta alle tante domande di verità e giustizia su omicidi, stragi e misteri del nostro Paese ancora senza risposta

RESTITUIRE ALLA COLLETTIVITÀ TUTTI I BENI CONFISCATI AI MAFIOSI MA ANCHE AI CORROTTI CON UNA REALE CAPACITÀ D’AZIONE DELL’AGENZIA NAZIONALE PER I BENI SEQUESTRATI E CONFISCATI

rafforzando il percorso della direttiva europea approvata recentemente e avviando una stagione di tutela dei lavoratori e di tutoraggio da parte del sistema imprenditoriale sano delle aziende sottratte al controllo delle cosche

CONTRASTARE L’ECONOMIA ILLEGALE CHE CONDIZIONA LO SVILUPPO DI INTERI TERRITORI E COMUNITÀ

svelando il ruolo delle lobbies e delle pratiche illecite che condizionano la leale concorrenza, colpendo in profondità su scala nazionale, europea e globale il fenomeno del riciclaggio, irrobustendo le reti territoriali e le associazioni che si oppongono a racket, all’ usura, al caporalato e contrastando la diffusione del gioco d’azzardo

INTRODURRE I REATI CONTRO L’AMBIENTE NEL CODICE PENALE

tutelando il patrimonio naturale del nostro paese e la salute dei cittadini e avviando una vera stagione per il risanamento ambientale di tutti i territori messi a repentaglio dai traffici sporchi dell’ecomafia