Per dire stop al biocidio, bisogna dire stop all’ecocidio.

End Ecocide in Europe” è un’iniziativa dei cittadini europei volta a proteggere gli ecosistemi da cui tutti dipendiamo per la vita. Per questo motivo, i casi gravi di distruzione ambientale dovrebbero essere riconosciuti come reati per i quali i responsabili devono essere ritenuti colpevoli. Questo crimine ha un nome: Ecocidio.

L’ecocidio è definito come la “La distruzione estensiva, il danno o la perdita di ecosistemi di un dato territorio”. Chiediamo la responsabilità penale ai responsabili di ecocidio, sia agli individui (cioè le persone con il potere decisionale – che siano politici o imprenditori) e le aziende. La direttiva proposta si applica in cinque casi: quando l’ecocidio avviene su territorio europeo, o da aziende europee, o da cittadini dell’UE, così come l’importazione di beni o servizi causanti ecocidio nell’UE, e il finanziamento di attività di ecocidio da parte di banche dell’UE o istituzioni finanziarie europee.

Oggi viviamo in un mondo in cui il “danno diffuso, a lungo termine e gravi all’ambiente naturale” (Art. 8.2 Statuto di Roma) è un crimine di guerra, ma le aziende sono libere di distruggere la terra senza conseguenze legali in tempo di pace. E’ tempo di aggiornare la legge e porre fine a questo paradosso.

Perché ne abbiamo bisogno

  • Per avere una legge che ponga fine a diversi tipi di distruzione ambientale
  • Perché le persone in grado di decidere siano tenute responsabili
  • Per preservare e proteggere la biodiversità
  • Per proteggere gli ecosistemi, non solo i suoi component come il suolo, l’aria, la flora e la fauna
  • Per avviare la trasformazione verso un mondo sostenibile
  • Per assicurare un futuro alle prossime generazioni
  • Per contribuire a un cambiamento nei valori e ai diritti che diamo alla terra

Serve un milione di firme a sostegno di queste richieste perché la Commissione Europea sia legalmente obbligata a considerare la proposta di legge di conversione dell’ecocidio in crimine. Anche Cittadini Reattivi, insieme a  Fima (Federazione Italiana Media Ambientali) aderisce all’Iniziativa dei cittadini europei e promuove la raccolta firme possibile sul sito  www.endecocide.eu.