“Inquinamento dell’aria, di suolo e sottosuolo, di falde acquifere, del mare, danni alla salute dei lavoratori e delle popolazioni, all’agricoltura. Il solito triste elenco che si ripete da decenni. Con la beffa delle bonifiche statali e regionali finora mai avviate veramente, come d’altronde nel resto d’Italia”. Così scrive Carmelo Maiorca su La Nuova Ecologia parlando del quadrilatero industriale di Augusta-Priolo-Melilli- Siracusa, dove le condizioni di vita delle popolazioni e il loro stato di salute sono davvero allo stremo.

Siamo infatti nell’area di uno dei 57 siti di interessa nazionale/regionale, con la più elevata concentrazione di raffinerie petrolchimiche del bacino Mediterraneo, dove insistono impianti chimici, un’area portuale, discariche e un ex-stabilimento Eternit che produceva il cemento-amianto.

Una situazione esplosiva che porta venerdì 15 novembre i sindaci della provincia di Siracusa, a scendere in piazza insieme ai lavoratori e alle rappresentanze sindacali,  come comunicato dalla Rete Comuni SIN, invitando i concittadini a chiedere tutela del diritto al lavoro, alla salute e avvio delle bonifiche, quasi a sciogliere, anche in questo territorio, un silenzio durato troppo tempo, che ha sacrificato in nome del benessere, qualità della vita e dell’ambiente per decine di migliaia di persone.

Al centro della manifestazione che partirà dal centro abitato di Priolo per concludersi nel piazzale della portineria centrale della vicina zona industriale,  la necessità di un serio e concreto risanamento ambientale dell’intera area e, quindi, l’accelerazione di quel piano delle bonifiche che resta ancora fermo al palo pur essendo stato siglato e finanziato“, precisa il Sindaco di Priolo, Antonello Rizza.

Intanto però nell’aria puzzolente ed inquinata respirata quotidianamente dai cittadini si annidano veleni di ogni genere.Manca un sistema di rilevamento in continuo delle emissioni- ha denunciato il circolo di Legambiente L’anatroccolo, avviando lo scorso settembre un esposto alla magistratura.   Allarme ampiamente giustificato: durante la  prima decade di settembre, “con picchi nei giorni 5 e 6, principalmente a Priolo, Siracusa e Melilli, sono state rilevate concentrazioni significative di benzene, idrocarburi non metanici e composti solforati quali propilmercaptano, isobutilmercaptano e tiofene” dicono i tecnici di Arpa Sicilia.

Peccato, però, che il codice di autoregolamentazione della regione siciliana non preveda nessun intervento per  il superamento delle emissioni in atmosfera di tali sostanze, che si riscontrano nelle materie prime impiegate nella raffinazione del greggio e nel trattamento delle acque reflue oleose degli impianti industriali.

Eppure, come leggiamo nel Rapporto Sentieri, che riporta i dati di incidenza di mortalità rilevati fino al 2002, la popolazione dell’area ha pagato duramente con tumori (dai mesoteliomi a tutti i tipi di tumore specie quelli all’apparato respiratorio) e con aumento drammatico delle malformazioni tra i nascituri.  Gli stessi epidemiologi raccomandano quindi “di acquisire dati per la valutazione dello stato attuale dell’inquinamento ambientale presente nell’area e dell’esposizione in ambiente occupazionale. Per la valutazione della componente occupazionale, in particolare, si raccomanda di acquisire la casistica clinica dei casi di mesotelioma pleurico dell’intera area e di condurre studi analitici sulla coorte occupazionale della fabbrica Eternit di Siracusa”.

Ma, continuano “per una migliore stima dell’impatto sanitario delle attività industriali presenti nel SIN inoltre è auspicabile un’indagine sulla prevalenza di malattie respiratorie e di malformazioni nella popolazione di età pediatrica e studi di coorti di residenti in prossimità del sito industriale. Si consiglia, inoltre, di pianificare strategie di comunicazione dei risultati delle indagini a tutti gli i stakeholder coinvolti”.

Ecco, in attesa che le istituzioni preposte “pianifichino strategie di comunicazione con i risultati delle indagini ambientali e sanitarie“, la cittadinanza attiva, riunitasi in un’assemblea in nome del popolo inquinato, non sta a guardare e ha deciso di distribuire in occasione della manifestazione del 15 novembre “50 mila cartoline anti inquinamento” da inviare a Papa Francesco, al Presidente della Repubblica Napolitano, e al Procuratore Capo della Procura della Repubblica di Siracusa, Giordano.