In bella vista sulle loro maglie e sul camper d’appoggio che ha seguito la loro pedalata, dal Piemonte alla Puglia, c’è la scritta “RespiriAMO Taranto”.  

Pasquale Miccoli  e Lino Luccarelli sono due cittadini tarantini trapiantati tra Casale Monferrato e Candelo. Due persone comuni, ma molto sensibili a tutto quello che sta succedendo nella loro città di origine. “L’idea di raggiungere Taranto in bicicletta è nata proprio dalla voglia di unire allo sport il messaggio unico che ambiente, salute e lavoro devono e possono andare di pari passo” ci dice Pasquale che abbiamo raggiunto a telefono, poco dopo l’arrivo.

Appassionati sportivi, tifosi de Taranto e associati alla Fondazione TARAS,   (promotrice dello slogan “RespiriAMO TARANTO”  e ostenitrice di ogni forma civile di promozione ambientalista) hanno pensato di sensibilizzare così,  con una lunga pedalata quanta più gente possibile per richiamare l’attenzione sulla città dei Due Mari attanagliata dai fumi dell’Ilva.

“Quello che ci ha sorpreso- conferma Miccoli-  è che appena ne abbiamo parlato con gli amici è nato un vero e proprio tam che ci ha sostenuti e accompagnati nell’impresa“. Da Luigi Ciullo e Giovanni Simonetti alla guida del camper di appoggio che li hanno seguiti lungo tutto il percorso, per una settimana dal 7 al 15 luglio, alle  migliaia di persone che li hanno accolti ad ogni tappa: da Piacenza, Carpi, Rimini, Porto Recanati, Pescara, Campomarino e Trani.

Abbiamo raccolto la solidarietà, il sostegno dei tarantini, dispersi in giro per l’Italia, tantissimi che come noi hanno deciso di abbandonare la nostra splendida terra e che ci hanno incoraggiato a proseguire”.

Un piccolo gesto forse, quello di Pasquale e Lino, ma molto significativo che ricongiunge due città, Casale Monferrato e Taranto, entrambe Siti di Interesse Nazionali  per la gravità dell’inquinamento e l’estensione delle aree da bonificare,  le cui popolazioni hanno subito duramente gli effetti dell’amianto, delle diossine e polveri contaminanti, come testimoniato dal rapporto Sentieri, (lo Studio Epidemiologico Nazionale dei Territori e degli Insediamenti Esposti a Rischio inquinamento) elaborato dall’Istituto Superiore di Sanità e AIRTUM.

“Sul lungo mare di Taranto siamo stati accolti come se fossimo all’arrivo del Giro d’Italia– conclude Pasquale- questo entusiasmo ci fa pensare che dobbiamo andare avanti. E’ importante non far calare l’attenzione sulle condizioni di salute e ambientali di tutti i tarantini, come dei cittadini di Casale e delle popolazioni delle città d’Italia che vivono i medesimi problemi”.

Così nelle stesse ore che la Commissione Europea chiede altri documenti all’Italia, mentre impazzano le polemiche su quanto detto o non detto dal Commissario straordinario Bondi e l’Associazione Italiana di Epidemiologia ricorda il drammatico legame tra inquinamento ambientale e tumore polmonare,  “noto da anni e indipendentemente dagli altri fattori di rischio”,  Pasquale e Lino, insieme a tanti altri tarantini stanno pensando ad altre iniziative.

Chissà che anche a Strasburgo non arrivi il loro messaggio, magari in bicicletta.