Sono tante le comunità reattive in giro per l’Italia. Ed ancora una volta osserviamo come, laddove le criticità ambientali si sommano, basti “relativamente poco” per scatenare la popolazione contro decisioni prese a sua insaputa. Soprattutto dove gli amministratori non condividono i processi decisionali con la cittadinanza, pur andando a stravolgere, o in ogni caso a modificarne, sensibilmente, la qualità della vita.

Così non è un caso che i cittadini di La Spezia, città marina sul golfo dei Poeti, dove grava però il peso di una centrale Enel alimentata ancora a carbone (vedi la segnalazione di SpeziaViaDalCarbone proprio su Cittadini reattivi) vicina al centro abitato e un sito di interesse nazionale appena declassato, dove la bonifica è appena cominciata, come l’area Pitelli, non appena sono venuti a conoscenza del progetto di rifacimento della storica e centrale Piazza Verdi, si sono mobilitati.

Il parallelo con Gezi Park è forzato? Forse. Certo è che quei pini secolari per gli spezzini rappresentano, di certo, un pezzo della loro storia, ma anche il simbolo della convivenza tra elementi naturali e  architettura liberty nel centro di una città, che a dispetto della sua splendida posizione geografica, soffre di inquinamento e di pressioni ambientali di ogni genere.

Così da settimane Legambiente, Italia Nostra La Spezia (che hanno anche chiesto di essere ascoltate dal Ministro dell’Ambiente Andrea Orlando) e il Comitato “Fermiamo lo scempio di Piazza Verdi”  oltre che i cittadini del centro storico, presidiano la piazza per impedire il taglio degli alberi, cercando di sensibilizzare l’opinione pubblica rispetto ad un progetto di riqualificazione destinato “ad aree degradate” che andrà ad attingere a fondi UE, firmato da un artista francese come Daniel Buren.

Fondi, ricordiamolo, elargiti da quella stessa Comunità Europea che chiede, al contempo, la partecipazione e la condivisione di ogni processo decisionale che riguardi il territorio da parte dei cittadini. Buona pratica che però, anche con questa vicenda, il nostro Paese e i nostri amministratori dimostrano di non essere ancora in grado di attuare.

Intanto, per saperne di più vi rimandiamo alle pagine di La Spezia Oggi che ringraziamo anche per la gentile concessione della foto, che ci pare particolarmente significativa visto il gravoso tema delle bonifiche che insiste anche su questo splendido territorio. Oltre ad alcuni siti e blog che hanno prodotto informazioni e riflessionni interessanti sul tema, come Note di Grondacci , De Architectura e Spezia Polis .

Dal canto nostro ringraziamo i cittadini spezzini che ci hanno segnalato la vicenda, invitandoli a nostra volta a continuare a postare su Cittadini reattivi i prossimi aggiornamenti su tutte le questioni ambientali, di tutela della salute e della legalità.

La rete può essere vera forza di informazione, partecipazione e condivisione. Mappiamo il cambiamento anche con #OccupyPiazzaVerdi